Articolo di Alessandro Amendolara | Foto di Alessia Belotti
Milano, anno 2001: ho 18 anni, sono le sei del mattino, torno da una serata Erasmus con i miei coinquilini e l’unica scelta saggia prima di andare a letto è fare colazione all’O’ Vesuvio Cafè. Mentre i miei sodali commentano le epiche vicende universitarie, io rimango folgorato da un ingrandimento fotografico che ritrae Maradona e Pelè ad un evento di gala, in mezzo ai quali campeggia il faccione sorridente di quello che poi riconosco essere il titolare del bar. Da dietro il bancone, il signor Ciro si avvicina a noi tre e ci dice “Lo avete riconosciuto Diego, vero? Non c’è video che tenga: io l’ho visto giocare dal vivo… cosa vi siete persi, uagliù!!!”
Milano, anno 2025: ho 42 anni, è febbraio e io mi fomento come un adolescente a scoprire che Neffa (che, per miei limiti socio-anagrafici, non ho mai visto rappare dal vivo) parteciperà alla serata delle cover di Sanremo insieme a Tormento, Guè e Shablo. Piango letteralmente quando lo vedo performare Aspettando il Sole. Il giorno dopo escono i biglietti per “UNIVERSO NEFFA” e io, ovviamente, compro subito il mio… ci rivediamo a novembre.
Ed eccomi qui: pronto a varcare la soglia del Forum di Assago, pervaso da un mix di sensazioni che vanno dall’emozione di vederlo rappare dal vivo (ce la farà?) alla paura che sia solo un trovata di bieco amarcord commerciale.

Le mie paranoie smettono di tormentarmi quando le luci si spengono e sul wall appare un giradischi inquadrato dall’alto, dove si vedono le mani di DJ Double S che giocano sull’inconfondibile sample di fiati che fanno da intro a In Linea. Il momento è davvero arrivato: “è il ritorno del guaglione sulla traccia” che, fresco come negli anni Novanta, sgancia rime come se quei ventisette anni di pausa dal rap non fossero mai passati.
E via di seguito con Suona Ancora e I Messaggeri. Sniff Sneff chiede al Forum se “prende bene” ed è difficile lamentarsi quando, senza neanche il tempo di riprendersi, ti vedi salire sul palco il primo ospite: Jake La Furia che duetta in Biancoenero, il primo brano della serata tratto da Canerandagio” a cui segue Santosubito/Rubik. Questo è il primo – e unico – momento in cui ho pensato “Ecco, adesso attacca con l’ultimo album e io i pezzi li ho ascoltati velocemente e non li so…“. Ma le mie pare vengono spazzate vie da Funk-A-Un (una delle cinque perle del gioiello Chicopisco del 1999) e capisco che stasera sarà una montagna russa tra epoche, stili e linguaggi diversi ma complementari, unificati dalla penna e dal microfono del signor Pellino.
Nemmeno il tempo di godersi Perdersi&Ritorno con Frah Quintale, che parte in loop il sample “la vittima è la musica e l’accusa è di omicidio“. Mai avrei pensato di vedere apparire Kaos in carne e ossa, che duetta con Neffa nel classicone Carcere a Vita e bissa con Deidellolimpo dell’ultimo album. Altro bel pugno nello stomaco, inframmezzato però da un cambio radicale di scenografia che passa dall’iconografia 90s più classica ad un universo distopico a metà tra i diktat di “1984” di Orwell e i martelli camminanti di “Another Brick in The Wall”, impersonato da controllori in giacca e cravatta con occhiali luminescenti che dal parterre salgono sul palco in posizione schierata.
È idealmente il passaggio alla seconda parte del concerto, che interrompe temporanemente la sezione hip hop con Littlefunkyintro e sfocia in quella più cantautoriale, aprendo alla band che accompagna Neffa in Prima di andare via, Cambierà, Il mondo nuovo, Molto calmo e Dove sei: padronanza vocale che svaria dal soul al crooning ed eleganza incommensurabile peri il Chico, che però ritorna alle rime quando sul palco sale Izi e insieme performano Canerandagio.

Il festival delle barre prosegue con un’abbuffata di featuring clamorosi: Bufera con Franco 126, Cuoreapezzi con gli amici sanremesi Guè e Joshua, altro incommensurabile tributo a Chicopisco con L’incognita e Gran Finesse. Si continua con Tuttelestelle (ft. Francesca Michielin ed Ele A), Inquinare e Aggio Perzo ‘o Suonno insieme ad a Coez, Show, Uno come me (con tanto di inginocchiamento di J-Ax di fronte al suo “rivale”) e Domani con un emozionatissimo Nayt.
Un divertente RVM con un Marco Pannella d’annata che, in diretta RAI, regala un pezzo di fumo ad una imbarazzata Alda D’Eusanio, apre a La mia signorina e il mood funky-gigione continua con Quando sorridi e Come mai. Epocale cammeo vocale di Al Castellana in Stare al mondo (anche se, a questo punto, mi sarei aspettato anche Non tradire mai; fatto trenta…). Omaggio alle radici partenopee del Chicopisco con Argiento (ft. Lucariello e Ste), poi Miraggio insieme a Joan Thiele e Gemitaiz, Lontano dal tuo sole (poi coverizzata in un feat con Tha Supreme) e TROPPAweed (ma senza la presenza di Noyz Narcos).
La chiusura del cerchio delle origini rap avviene con Cani Sciolti e Lo Straniero, doveroso omaggio ai Sangue Misto: Neffa cita e ringrazia i fratelli Gruff e Deda, senza i quali probabilmente questa serata non ci sarebbe mai stata. E a sorpresa Deda sale sul palco per un caloroso abbraccio con il fiero b-boy padrone di casa.
È poi la volta di Mahmood, che sale in gilet gold per Lunarossa. E dalla fratellanza si passa alla “paternità”, perchè arriva sul palco anche il figlio putativo Fabri Fibra insieme a Myss Keta per Hype (nuoveindagini), chiudendo – teoricamente – la lista dei featuring con Foglie Morte.
Neffa è visibilmente emozionato, forse incredulo di aver riempito e fomentato così il Forum. Fa la finta di salutarci, congedandosi presentando la band storica: Paolo Muscovi (batteria), Christian Lavoro e Paolo Albano (chitarre), Fabio Valdemarin e Patrick Benifei (tastiere), Cesare Nolli (basso) e Tahnee Rodriguez (cori).
Ma se non metti l’ultima, noi non ce ne andiamo…

Se non ci fosse stata quella presenza sanremese di febbraio, forse non saremmo stati qui. Se non fosse stato per quella particolare canzone, con quell’arrangiamento iconico, quei testi cupi e onesti e quel ritornello… Così Neffa ritorna sul palco e chiama sul palco il suo ultimo socio della ballotta, il King di Milano Giuliano Palma ed è ovviamente il momento di Aspettando il Sole.
Intorno a me non c’è una sola persona che non stia rappando e cantando a memoria ogni singola parola di quello che forse è il pezzo più rappresentativo del rap italiano. Con il fade-out del ritornello, ci manda tutti a casa dopo quasi tre ore di spettacolo.
Esco dal Forum ancora scosso, con le gambe che tremano e un sorriso che non se ne vuole andare. Mi tornano in mente le parole del signor Ciro, che forse non parlava solo di calcio: perché anche stasera ho visto un fuoriclasse, uno che cambia le regole del gioco. Neffa è il Pibe de Oro del rap italiano. Ho visto Maradona e innamorato so’! (Cosa vi siete persi, uagliù!!!)
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NEFFA – La scaletta di Universo Neffa al Forum di Assago
Intro DJ Double S
In Linea – Suona Ancora – I Messaggeri
Biancoenero (ft. Jake La Furia)
Santosubito/Rubik
Funk-A-Un
Perdersi&Ritorno (ft. Frah Quintale)
Carcere a Vita – Deidellolimpo (ft. Kaos)
Littlefunkyintro
Prima di andare via
Cambierà
Il mondo nuovo
Molto calmo
Dove sei
Canerandagio (ft. Izi)
Bufera (ft. Franco 126)
Cuoreapezzi (ft. Guè e Joshua)
L’incognita + Gran Finesse
Tuttelestelle (ft. Ele A e Francesca Michielin)
Inquinare (ft. Coez)
Aggio Perzo ‘o Suonno (ft. Coez)
Show
Uno come me (ft. J-Ax)
Domani (ft. Nayt)
La mia signorina
Quando sorridi
Come mai
Stare al mondo (ft. Al Castellana)
Argiento (ft. Lucariello e Ste)
Miraggio (ft. Joan Thiele e Gemitaiz)
Lontano dal tuo sole/Una direzione giusta
TROPPAweed – Burnout
Cani Sciolti – Lo Straniero (cover Sangue Misto)
Lunarossa (ft. Mahmood)
Hype (nuoveindagini) (ft. Fabri Fibra & Myss Keta)
Foglie Morte (ft. Fabri Fibra)
Encore
Aspettando il Sole (ft. Giuliano Palma)






























