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Reportage Live

KORN: fotogallery, scaletta e reportage del concerto di Milano

Foto di David Merli | Articolo di Matteo Pirovano

Seguo i Korn, tra alti e bassi, da più di un ventennio.
Mi sono innamorato dei loro primi lavori, annoiato su altri, incazzato nel periodo delle eccessive sperimentazioni. Nonostante tutto li ho continuati a seguire, magari distrattamente nella loro versione da studio, ma ogni volta che sono tornati dalle nostre parti ho quasi sempre presenziato ai loro live, vero punto di forza del sodalizio di Bakersfield.
Il concerto dell’Alcatraz, unica data italiana a supporto del nuovo lavoro “The Serenity of Suffering”, mi ha riportato indietro di 20 anni esatti, a quel febbraio del 1997 quando, in un affollatissimo Palalido, Jonathan Davis e soci sfondarono le orecchie dei presenti a suon di riff confezionati alla perfezione. Così come allora anche la data dell’Alcatraz è andata sold out in brevissimo tempo, con mia enorme sorpresa perché le ultime esibizioni italiane sono state, sebbene partecipate, mai lontanamente vicine al tutto esaurito.
Nei pressi dell’ingresso ho assistito alla, per me inedita, scena di un bagarino intento a comprare biglietti da alcuni ragazzi in coda, al reale prezzo di acquisto! Questo la dice lunga sull’enorme richiesta di ingressi per questo show che sarebbe probabilmente stato meglio spostare in un’arena più capiente della discoteca milanese.

In questa suggestiva cornice di pubblico ho avuto modo di godere delle esibizioni degli Hellyeah del buon Vinnie Paul e dei tedeschi Heaven Shall Burn, istituzione in patria ma scarsamente conosciuti qui da noi, autori di una prova all’insegna di un deathcore poco incline alla melodia, forse leggermente ”fuori luogo” in una serata dove sonorità differenti l’hanno fatta da padrone. Al di là di questo una prova muscolare e convincente per una band che gode, comunque, di un nutrito numero di estimatori.

Clicca qui per vedere le foto dei Korn a Milano (o sfoglia la gallery qui sotto)

Una breve sistemazione di palco e arriviamo all’ingresso dei Korn che irrompono on stage sulle note della rocciosa “Right Now”, seguita a ruota dall’esplosiva “Here To Stay”. Il riffing di Head e Munky è incalzante e perfetto, il basso di Fieldy nevrotico e schizofrenico come sempre. Luzier se la cava alla grande mentre Davis sembra essere, sulle prime, il più imballato dei cinque. Per fortuna questa sensazione svanisce già tra le note della successiva, nuova, “Rotting In Vain” che conferma quanto di buono avvertito durante l’ascolto del disco, a mio giudizio un bel lavoro di rinascita dopo alcune provo poco convincenti (Korn III escluso che a me piacque tantissimo).

Con “Somebody Someone” si prosegue tra le grida di un pubblico partecipe, letteralmente esaltato dal susseguirsi infinito di canzoni che, negli anni, sono diventate vere e proprie hit, immancabili tasselli nelle setlist della band californiana. “Make Me Bad”, “Blind”, “Twist”, “Shoots and Ladders”, “Coming Undone” (con tanto di mash-up con “We Will Rock You”) suonano fresche e potenti come allora.
In mezzo a questo vero e proprio greatest hits si inserisce alla perfezione la nuova “Insane”, secondo e ultimo estratto di serata da “The Serenity of Suffering”, una bella canzone che alterna un cantato growl a un riuscito fraseggio melodico.
L’esordio nel tour di “Good God” segna la fine del main set con i Korn che abbandonano il palco per qualche minuto prima di ritornare per un bis composto dalla doppietta “Falling Away From Me” e “Freak On A Leash” che si commenta da sola.

La vera pecca di serata è stata la lunghezza del concerto che, a dispetto di un numero congruo di canzoni eseguite (16), è durato appena poco più di un’ora. Pesa l’assenza di pezzi amatissimi dai fan quali “Did My Time”, l’ormai abbandonata “A.D.I.D.A.S.” o la sorprendente esclusione di “Got The Life”, da sempre presente nelle scalette della band.

KORN – scaletta concerto di Milano – 12 Marzo 2017

Right Now
Here to Stay
Rotting in Vain
Somebody Someone
Word Up! (Cameo cover) (only until second chorus)
Coming Undone (With “We Will Rock You” after first chorus)
Insane
Y’All Want a Single
Make Me Bad
Shoots and Ladders (With “One” snipped at the end)
Drum Solo
Blind
Twist
Good God
– – – – – – –
Falling Away From Me
Freak on a Leash

Davide Merli
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