Connect with us

Hi, what are you looking for?

Reportage Live

I BASTILLE arrivano a Milano, ma questa volta a essere presi siamo noi

Ovvero come farsi rapire per un’ora e mezza da una band inglese in una fredda giornata di novembre

Articolo di Silvia Cravotta | Foto di Andrea Ripamonti

Se vi dicono che i Bastille dal vivo spaccano credeteci, perché lo fanno per davvero. Per un’ora e mezza la band inglese capitanata da Dan Smith ieri sera ha letteralmente rapito il pubblico adorante che riempiva l’Alcatraz di Milano, sede dell’unica data italiana del tour che segue l’ultimo album Give me the future, il quarto in studio, uscito a inizio anno.
D’altronde era impossibile sfuggire a quella bolla pop-rock che alle otto e mezza in punto ci ha avvolti tutti con i suoi suoni, le voci e le luci colorate e ci ha tenuti lontani dal mondo per un po’, senza lasciarci andare fino a che non erano passate da poco le dieci. Ecco come ci siamo fatti prendere, un po’ come successe alla Bastiglia quel 14 luglio di tanti anni fa, giorno del compleanno di Dan e da qui nome del gruppo.

Che ci sarebbe stato il pienone lo si capiva dalla lunghissima fila che già alle sette stazionava fuori dall’Alcatraz. Comprensibile, visto che ad aprire il concerto era Alice Merton. Se dite di non conoscerla mentite inconsapevolmente, perché vi basterà scrivere No roots su Spotify per capire di chi stiamo parlando.
Questa paladina dell’indie rock dal passaporto anglo-tedesco e una vita in giro per il mondo non ha faticato molto a scaldare un pubblico che, si capiva, era ben felice di trovarsela lì. E infatti hanno cantato tutti con lei sul ritornello trascinante di Why so serious, che ti entra in testa alla velocità della luce, per poi saltare scatenati con il già citato No roots e il suo ruvido riff che l’ha fatta conoscere in tutto il mondo. Ottima accoglienza anche per Waste my life, il nuovo singolo che Alice sta presentando durante i live, chiedendo un riscontro al pubblico, che è stato decisamente positivo.

Alice Merton in concerto all’Alcatraz di Milano foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

Dan Smith, Chris Wood, Kyle Simmons e Will Farquarson – insieme alla vocalist Bim – salgono sul palco sull’interludio sonoro di una voce registrata che tornerà tra una canzone e l’altra. Alle loro spalle un lungo schermo rettangolare, quinto membro della band di diritto, che accompagnerà tutto il concerto con i suoi video, le sue animazioni, le sue scritte, le sue voci: un vortice tecnologico e futuristico con un ruolo fondamentale per creare quel rapimento musical-onirico di cui sopra. Il tutto a colpi di quel rock tra pop e alternativo, con sperimentazioni varie, che caratterizza il repertorio dei Bastille.

Bastille in concerto all’Alcatraz di Milano foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

È l’intro di Stay awake il segnale che il pubblico aspettava per scatenarsi, d’altronde sono tutti giovani e sono lì per quello, il ritornello elettronico di questa canzone sembra fatto apposta. E per non frenare la carica potente che arriva dal parterre, Distorted light beam è l’inno perfetto, una canzone che fa appello ad infinite possibilità, ti attira a sé e poi ti lascia andare, per riprenderti quando non te lo aspetti. Things we lost in the fire, nonostante un testo che racconta della fine dell’amore in una coppia, mantiene comunque il ritmo alto con un groove fatto di suoni nuovi e momenti retrò. Laura Palmer (omaggio dichiarato al grande David Lynch) e Oblivion con i loro ritmi pacati e i loro testi impegnativi sono due momenti per rallentare e riprendere fiato, ondeggiando la mano con la torcia del cellulare accesa.

L’ingresso di tastiera di Those nights e poi i cori di Quarter past midnight ci tengono ancorati in questo mondo notturno dove le cose non sembrano andare bene ma in fondo in fondo, se guardi con attenzione, puoi vedere una flebile luce di speranza in fondo al tunnel (d’altronde vengono entrambi da un album intitolato Doom Days). Con Back to the future e la splendida Plug in si torna in quell’universo pop futuristico raccontato dal nuovo album, un futuro a colpi di suoni elettronici e immagini digitali che però sembrano già datati, cose già viste e sentite, così tanto che non possono essere altro che l’effetto di una scelta voluta. E quindi apprezzabile.

Bastille in concerto all’Alcatraz di Milano foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

L’attacco di chitarra e la batteria di WHAT YOU GONNA DO??? danno subito il la a un pubblico che, se qualche volta ha rallentato nei movimenti, non ha mai smesso di cantare ogni canzone dall’inizio alla fine. E come si fa a non cantare un brano come Survivin’, decisamente più pop e con un ritmo ondeggiante, nonostante un testo non proprio allegro.
Dopo Good grief, Promises e Revolution/Family Ties, arriva il momento acustico con la meravigliosa Flaws e un pubblico commosso che canta a squarciagola There’s a hole in my soul. Stesso momento si ripeterà nell’encore, quando Kyle e Will – imbracciate le chitarre – accompagneranno Dan nella struggente versione on stage di Hope for the future. Sulla stessa linea Bad days che segue subito dopo, che racconta ancora di vortici oscuri su un ritmo trascinato che comunque guarda al futuro con ottimismo a colpi di piano.

Tutto cambia con Happier e questo permette anche una felice divagazione. Perché dopo aver iniziato, Dan scende dal palco e attraversa tutto il pubblico cantando, ripreso da mille telefonini, con appena due uomini della sicurezza ad accompagnarlo durante la sua divagazione nel parterre. Passa a pochi metri da noi ed è sudato e sorridente. Che si diverta un sacco facendo quello che fa, si vede dall’inizio alla fine del concerto: parla tanto, racconta le canzoni, interagisce con le prime file del pubblico, prova a dire un po’ di frasi in italiano che si è preparato, ringrazia in continuazione, è così sereno. Si muove da una parte all’altra del palco, in certi momenti salta proprio, ogni tanto sventola la bandiera arcobaleno, che in questi giorni di mondiali in Qatar non ha bisogno di spiegazioni. Energia allo stato puro. il resto della band non è da meno, con Will che sta imparando l’italiano e lo dice proprio nella nostra lingua, raccontando anche che la sua professoressa è tra il pubblico, e Kyle che suona la chitarra tenendola sulla schiena mentre Chris pesta sui piatti. Una fantastica interazione che ha reso lo stare nella bolla ancora più piacevole.

Bastille in concerto all’Alcatraz di Milano foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

Dopo Future Holds, facciamo un salto nella dance degli anni Novanta con Of the night, che dieci anni fa ha omaggiato The rhythm of the night degli italianissimi Corona e che infatti fa ballare e cantare tutti. Un’onda che non si ferma quando è il turno della hit mondiale Pompeii che parte con Dan alla tastiera e poi continua in modo tradizionale, switchando definitivamente la fine della serata in modalità dance anche grazie a Shut off the lights, che dovrebbe calmare gli animi e invece, se possibile, li eccita ancora di più. Ma è davvero l’ultima canzone, i quattro ringraziano caldamente e scompaiono dietro le quinte. La bolla si è rotta, è ora per tutti di tornare a casa.

Clicca qui per guardare le foto del concerto dei Bastille a Milano (o sfoglia la gallery qui sotto)

Bastille
Bastille in concerto a Milano (foto di Andrea Ripamonti)

BASTILLE – La scaletta del concerto di Milano

Stay awake
Distorted light beam
Things we lost in the fire
Laura Palmer
Oblivion
Those nights
Quarter pastmidnight
Back to the future
Plug in
What you gonna do???
Survivin’
Good grief
Promises
Revolution/Family Ties
Flaws
No bad days
Happier
Future holds
Of the night
Pompeii

ENCORE
Hope for the future
Shut off the lights

Written By

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Social Network

instagram logo
facebook logo
twitter logo
flickr logo
youtube logo

Instagram

Caterina
27 Gen 23
Milano
Galeffi
27 Gen 23
Brescia
La SAD
27 Gen 23
Firenze
Nessun Inchino Finale Festival
28 Gen 23
Segrate
Galeffi
28 Gen 23
Bologna

Scopri anche...