Articolo di Alessandro Canalicchio
Appena si entra in Voce, nuovo spazio della Triennale Milano dedicato al suono, l’atmosfera ti cattura: dietro la console c’è un soundwall costruito su misura, elegante e immersivo, che dà subito il tono della serata. L’acustica è incredibile: ogni battito, synth e riverbero si sente nitido e potente, grazie al lavoro di Giorgio Di Salvo e dell’ingegnere acustico Lucio Visentini.
Ci troviamo negli ex spazi della discoteca Old Fashion, ridisegnata in stile minimal; non sorprende che Le Cannibale descriva Voce come un vero e proprio club-laboratorio. E anche se trovare il parcheggio nei pressi della Triennale è un incubo, appena si entra la fatica svanisce!
La serata inizia alle 22.00, con Whitemary. Il DJ e producer emergente della scena elettronica italiana costruisce set che colpiscono con cassa dritta, synth acidi e voce graffiante. Alle 23.30 il club è già pieno: più birre e meno telefoni in aria rispetto ai soliti DJ set, l’energia del pubblico pronto a seguire ogni cambio di ritmo è palpabile. Whitemary tiene alta la tensione, e ci lasciamo catturare dal suono senza resistenze.
Alle 00.30 è il momento di Fenoaltea, carico e super puntuale. Il giovane DJ e producer palermitano ha conquistato la scena elettronica italiana con uno stile groove e molta voglia di sperimentare. Nei suoi set costruisce sempre un percorso sonoro sorprendente, perché al centro c’è la voglia di far ascoltare ciò che ha preparato per noi, per la serata, tra sintetizzatori, dettagli inattesi e momenti di interazione. Feno è come un amico che ti consiglia la playlist perfetta, non mantiene mai le distanze: comunica attivamente con chi ascolta, ti prende per mano e ti guida nel suo mondo musicale.
Il set parte subito travolgendo il pubblico col suono e la pista risponde entusiasta. La particolarità di Fenoaltea sta nel costruire tensione e liberarla al momento giusto: ogni drop arriva preciso e naturale. Tra i banger più apprezzati, Forza di OK Giorgio provoca salti collettivi e urla di approvazione, mentre One More Time dei Daft Punk risveglia e trascina tutti in un’euforia condivisa.
Il pubblico, attento e partecipe, segue ogni transizione, ogni cambio di atmosfera. Fenoaltea non si limita solamente a riprodurre i brani, bensì mixa, interagisce, comunica divertendosi. Come dice sulle storie di Instagram post concerto: “sono state due ore e mezza surreali, grazie per essere passati, per aver ballato, per essere rimasti fino alla fine, è stata una serata incredibile” e “musica provata in queste due ore e mezza: TUTTA”. La gioia che prova nel suonare traspare in ogni piccola scelta musicale.

Verso la fine del set, Feno suona i brani più apprezzati del suo ultimo EP “Ti fa ballari e ti fa chianciri”, un viaggio sonoro che racconta con naturalezza e spontaneità la Palermo di oggi, tra ritmo e malinconia, suoni elettronici e dialetto. Di solito il pubblico lo accoglie con bandiere della sua città natale; in questa data in un club al chiuso, non ce ne sono, ma l’atmosfera di festa si percepisce chiaramente. Fortunatamente, durante il live non si è verificata la “maledizione del drop”, quello che l’artista ha definito come il suo “incubo ricorrente” e che in altre serate aveva fatto saltare le luci proprio nei momenti più intensi dei brani. Questa volta tutto ha funzionato alla perfezione, senza intoppi.
Climax finale: il pubblico chiede un ultimo brano, e l’artista lo accontenta con un remix esplosivo di Oroscopo di Calcutta: il club impazzisce, e non c’è dubbio che tutti abbiano vissuto un’esperienza unica, lontana dai DJ set standardizzati che spesso dominano la scena. Personalmente, mi sarei aspettato qualche remix extra di pezzi italiani, come quello di “+ Amore – Stress” di Tripolare o il remix di “Copricolori” di Marco Castello richiesto da un fan, ma la varietà e l’energia del set hanno compensato ampiamente.
Fenoaltea dimostra ancora una volta perché sia uno dei nomi più interessanti della nuova scena elettronica italiana: la sua musica non si limita a intrattenere, ma diventa un’esperienza condivisa, che lo porta ad aprirsi e mostrare sé stesso di fronte al pubblico. Le due ore e mezza scorrono molto in fretta, e quando le luci si riaccendono, il silenzio del soundwall alle spalle della console lascia spazio alle voci e i commenti del pubblico, soddisfatto, e desideroso di raccontare ciò che ha appena vissuto.
- 17 Ottobre 2025 – Terlizzi (BA) – MAT Laboratorio Urbano
- 18 Ottobre 2025 – Milano – Le Cannibale
- 24 Ottobre 2025 – Parma – Circolo Arci Post
- 25 Ottobre 2025 – Fusignano (RA) – Circolo Arci Brainstorm






























