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Recensioni

Vi raccontiamo com’è entrare all’interno di YLYNE

di Filippo Pasqui

E’ uscito il 16 aprile 2021 per l’etichetta Auand Beats Odd Dance Music, il nuovo album di Ylyne, la creatura elettronica dell’estroso musicista Frank Martino. L’ho ascoltato tutto e ne è nato un mondo a sè, ho deciso di raccontarvelo. 

In un’epoca non troppo lontana, la società torna ad essere un pozzo di enorme ricchezza. Tutto va a meraviglia. Tutti lavorano, tutti possono permettersi di comprare casa, di avere una famiglia, e perché no, pure una bella casetta al mare. Tutto va bene: va talmente bene che è un peccato non fare parte di questo macchinario ingegnoso ed esserne parte funzionante che lo renda ancora più duttile. Dopo anni rinchiusi in casa per debellare la pandemia, adesso è caldamente consigliato uscire dalla propria abitazione e contribuire con funzione attiva all’evoluzione della specie, anzi, chi rimane in casa è considerato uno stolto, un delinquente, un poco di buono. I governi di tutto il mondo – uniti per rendere la società una macchina perfetta – si accorsero che poteva diventare un problema questa situazione, così ebbero la brillante idea di rendere illegale il rimanere a casa e svolgere la funzione di hikikomori moderni, persone biecamente improduttive. “Perché non approfittare di questo periodo favoloso?”, non se lo spiegavano proprio quelli al potere.

[ Mind Games ]

Eppure, qualcuno che si sentiva obsoleto in tutta questa situazione c’era, era fatto così, non voleva mettersi in gioco e basta: si vergognavano di dire agli ex compagni di scuola o ai parenti più stretti che erano quel tipo di delinquenti, avevano paura di essere denunciati alle autorità. Esemplari sono state le notizie di blitz compiuti con arieti e squadre speciali per scovare e arrestare gli anarchici ribelli brutti pigroni. La pena? Lavori forzati in strutture governative gestite da privati per recuperare tutto il tempo che hanno perso ad autocommiserarsi rinchiudendosi fisicamente in se stessi. Però qualcuno non demordeva e aveva preso questa condizione come un atto necessario per andare contro questo tipo di società in cui non si ritrovava e un modo alternativo per creare una società futura, più inclusiva e che lasci le persone fare ciò che più le appassiona con i loro tempi. Si era creata una sottocultura di massa silenziosa, agevolata anche grazie a dei luoghi virtuali dove vivere una vita lontana dalla realtà.

[ Closing Loops ]

I social network erano ormai da evitare: diventati recentemente di proprietà governativa (in quanto il governo era stato formato proprio da quelle società informatiche che avevano creato i social più popolari tempo addietro), il controllo e la censura erano le basi fondanti per rendere la società unica e sempre più forte. Per questo i ribelli avevano creato un luogo virtuale tutto loro, segreto, che gli consentì di nascondersi fisicamente in strutture abitative talmente piccole da sembrare quasi delle capsule (alcuni le considererebbero delle vere e proprie bare). Poco gli importava della facoltà di movimento nella vita reale, anche perché la vita reale per loro era diventata la vita virtuale.

[ Nove Febbraio ]

Era una via di fuga molto convincente: nessuno sapeva il nome originale di quel posto raggiungibile solo tramite queste capsule comparse dal nulla e che erano scovabili solo da quelle persone a cui piace andare nei luoghi incontaminati. Molti lo identificavano con il nome di YLYNE. Su YLYNE la percezione di vivere in un mondo diverso a quello reale era inesistente: era come respirare la stessa aria, il cibo aveva lo stesso sapore, la gravità rimaneva invariata. L’unica variante importante era il concetto di tempo: un secondo sul mondo reale corrispondeva a un giorno su YLYNE e, la cosa interessante, è che su YLYNE non si invecchiava mai. Quindi un giorno della vita reale passato su YLYNE era come aver vissuto 86400 giorni, ovvero quasi 238 anni. Per molti bastava mezza giornata e, una volta tornati nella vita reale, si lasciavano morire in quanto ritenevano di aver vissuto ormai una vita piena, seppure non fisicamente. Era diventato l’ultimo luogo da visitare per tutte quelle persone che sapevano che da un momento all’altro sarebbero stati scovati dagli arieti governativi.

[ Dub Sickle ]

Su YLYNE ogni giorno si connettevano milioni di persone, era diventato il luogo perfetto per fare nuove conoscenze: tant’è che la piattaforma, nel momento della connessione, era solita agevolare incontri con persone con caratteri e passioni simili. Da questi incontri poi, si venivano a formare dei “branchi” e successivamente molti si ingegnarono per rendere la loro nuova vita più comoda costruendo case e interi villaggi che a volte avevano modo di diventare delle vere e proprie città. Chi moriva su YLYNE non aveva più modo di ritornare nella città che per molti ormai era diventata casa, ed è per questo che le persone cercavano di fare una vita tranquilla all’interno della piattaforma.

[ Days Go By ]

Le chiamavano Chamber City, dove in ognuna le persone possedevano la propria verità in comune a patto che non si fossero dati fastidio tra di loro in quanto già fuori la realtà era terribilmente opprimente e non si voleva che lo diventasse anche YLYNE. All’interno di esse, ogni comunità misurava lo status sociale in varie forme: la forma più comune si interessava verso chi aveva più follower. Chi aveva più follower, governava la città: tramite la sua influenza, era in grado di spostare contatti a piacimento creando prestigio verso chi otteneva il favore. I nuovi arrivati potevano entrare all’interno della comunità in base a quanti follower avevano e in base al tipo di algoritmo che possedevano, altrimenti non sarebbero stati accettati per non rompere l’equilibrio molto sottile che vi era all’interno di esse.

[ Droga Droga Rework ]

Ogni Chamber City aveva un unico credo, ovvero le Chamber City stesse: la comunità è Dio e l’unica cosa a cui si doveva credere. Si compivano riti molto simili a quelli pagani per rendere ogni popolazione legata tra di loro e poter rendere lo spirito comunitario forte e accogliente. Questo processo ebbe successo fino al settantasettesimo millennio su YLYNE, fino a quando non venne insito un dubbio: ma una condizione del genere, dove la comunità doveva essere motore fondante, non rischiava di ricreare una società troppo simile a quella da cui scappavano? Ci furono enormi dibattiti al riguardo, si crearono fazioni contrapposte e purtroppo si venne a toccare un tasto dolente in quanto, dopo millenni di pace, scoppiarono anche i primi episodi di violenza tra coloro che ritenevano che le Chamber City dovessero avere un credo e chi invece voleva che queste convinzioni rimanessero fuori da YLYNE. Le persone si tendevano agguati nelle strade delle proprie Chamber City e, una volta morti, si ricercavano anche nel mondo reale per darsene di santa ragione per aver rovinato tutto. La violenza, quindi, venne portata fuori YLYNE, divenne una questione decisiva: la chiamarono la Guerra delle Due Dimensioni, e ovviamente non passò inosservata ai governanti della realtà.

[ Thirist Trap ]

Fu così che YLYNE finì sulle cronache di tutto il mondo, vennero scoperte capsule nascoste persino tra le mura di posti impensabili come aziende finanziare e istituti carcerari e si creò un dibattito su cosa farne e come reagire alla minaccia di una società alternativa vista come violenta e sovversiva. Tutto questo con le persone ancora all’interno di YLYNE all’oscuro di quello che stava succedendo al di fuori di essa.

Venne deciso di stanare tutti coloro che si ritrovavano ancora all’interno di YLYNE e l’unico modo per farlo era quello di distruggere internet per sempre, e così venne fatto. Era un male minore, avevano altre reti filogovernative disponibili usate per la vita di tutti i giorni. Questo generò un blackout di tutte le capsule di YLYNE sparse per il mondo, mandando in un coma profondo tutte le persone che in quel momento erano immerse nella dimensione virtuale. Alcuni pensano che queste persone siano ancora su YLYNE, che si sia creata una connessione neuronale collettiva dove le capsule non erano più necessarie per connettercisi, dove potevano vivere una vita che non hanno avuto modo di vivere felicemente.

[ Welcome Home (Sanitarium) ]

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