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Interviste

Intervista a YLYNE – primo esponente della Odd Dance Music

di Thanks For Choosing

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con YLYNE, alterego di Frank Martino, chitarrista jazz che non ha mai abbandonato un animo oscuro, elettronico, sintetico, che torna con un nuovo singolo dal titolo Closing Loops – un nuovo pezzo intenso, che fa breccia nella scena elettronica contemporanea e che merita davvero di venire accostato ad altri grandi del genere tra cui Jamie XX e il più pazzo dei Thom Yorke. Ecco cosa ci ha raccontato!

Ciao Frank, prima importantissima domanda, che cosa significa ODM? E chi altri potrebbe ricadere in questo genere?
ODM è l’acronimo di Odd Dance Music, un modo ironico che ho trovato per descrivere la mia musica, a cavallo tra IDM ed EDM.
In realtà con quest’ultima non c’entra nulla, ma i suoni che ho utilizzato per il nuovo album sono quasi tutti appartenenti al mondo della musica dance, trap e glitch, che incontrandosi con armonie storte e tempi dispari diventano “odd”.
In giro ci sono tantissimi producers che potrebbero rientrare in questo genere, ovviamente nella scena underground.

Come nasce un brano come Closing Loops? E in che modo ci anticipa il futuro di YLYNE?
Tutti i miei brani partono da un’idea ritmica, in questo caso un beat e un arpeggiatore.
YLYNE è un progetto in continua evoluzione, quest’album sicuramente sarà molto diretto e di impatto, pur nella sua follia; in passato ho seguito strada diverse e in futuro potrà succedere qualunque cosa, è uno dei pochi vantaggi di essere indipendente.

YLYNE sembra in realtà un progetto fuori da qualsiasi scena musicale, come siamo messi in fatto di elettronica in Italia?
La domanda è molto interessante: io credo che la scena elettronica italiana sia molto viva e non parlo solo di dance music, ma di elettronica live o dj set non necessariamente alla moda.
Essendo relegata nell’underground, difficilmente, al momento, si hanno i riflettori puntati addosso, ma ciò non significa che non esista: in questo periodo mancano probabilmente gli spazi, ma di producers con belle idee ce ne sono parecchi.
Per le scelte che ho fatto, sicuramente YLYNE è fuori da qualsiasi logica mainstream italiana, ma la difficoltà di comprensione della musica è assolutamente relativa: a questo proposito, ricordo di aver parlato, dopo un concerto, con dei giovani studenti di musica elettronica, che descrivevano il mio live set come molto fruibile.
A loro piacque e questo mi fece molto piacere, ma in quella circostanza mi sono sentito come una sorta di Cristina D’Avena.
E’ solo una questione di percezioni.

E invece, dal lato Frank Martino, cosa sta succedendo? (ma poi, anche Frank Martino è un nome d’arte, no?)
A parte varie collaborazioni come chitarrista e spippolatore, a Giugno uscirà il nuovo disco con il mio gruppo, Disorgan, per Auand Records; avendo sfogato su YLYNE la mia vena elettronica, questo disco sarà più “jazz” del solito.
Martino è il mio cognome, Frank è un nome che mi diedero i miei amici al primo anno del liceo: in quel periodo a Messina (mia città natale) ci chiamavamo tutti Giuseppe, me compreso, dunque era necessario che ognuno avesse il suo soprannome, visto che nella stessa comitiva si trovavano fino a cinque Giuseppe.
A me toccò Frank e da allora è rimasto: siete i primi a chiedermelo in un’intervista, vi ho dato uno scoop incredibile!

Cosa succederà adesso?
Se non finisce il mondo, spero di poter tornare a suonare dal vivo al più presto.

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