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Ono – Salsedine

ono2015 Autoproduzione

Dietro il moniker Ono non si cela solamente una quartetto di musicisti, ma anche una sovrapposizione timbrica, un fascio di concetti inox che – come nervi scoperti – spandono intorno metriche esuberanti e un iperrealista “irreale” che sa di geniaccio. Il quartetto degli Ono viene a declamare il proprio album Salsedine, undici deliri, undici visioni e undici atmosfere che – tra inediti e rielaborazioni di brani precedenti – distribuiscono raffinate complessità.

Sebbene sia un disco stipato di rock elettronico, la Berlino di certi Seventies Krauti a merenda, Perec, raid prog Orbite, Plutone, e una poetica malata L’Infanzia e la maturità di mio fratello, Il giovane Niccolò e il Ritorno dell’Uguale la tracklist conduce l’ascoltatore dritto in una deviazione elettronica contemporanea la quale con misure slow movement, manifesti declamati da una voce “pasionaria/ossessa” e geometrici pulse Kraftwerkiani fa reazione e gusto, una amplificata esalazione di masse concettuali in continuo movimento e senza nessuna maschera di ossigeno.
I quattro Ono ci sanno fare, manipolano accuratamente suoni, atmosfere e fluidi sanguigni in un gioco poetico alieno che fa ping pong su cuore e cervello, e a ricordarcelo arriva la stupenda nebbia di Bibiena, un dream pop cullato – in retrospettiva – dalla voce di Michela Puddu, il diamantino impalpabile che trasporta questo disco su verticali inimmaginabili.

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Giornalista che crede che la musica sia la via maestra di tutto per arrivare al tutto.

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