Riuscire nell’intento di trovare qualcosa di nuovo in mezzo al passato non è molto semplice. Vorrebbe dire suonare qualcosa che non risulti stucchevole o già sentito e risentito, anche se poi in ogni caso tutti pescano dal passato, chi lo fa in maniera originale, chi scopiazzando male, chi riuscendo anche a trovare una linea di rottura.
Non è il caso di questo nuovo album dei Muse, Will of the people. Al primo ascolto non risulta in nessun modo un suono originale, al secondo non risulta uno scopiazzamento uscito male e al terzo non risulta in nessun modo un album che riesce a trovare una linea di rottura né con il passato musicale in generale né con il proprio. Nessuno mette in dubbio i Muse, dal punto di vista musicale e di quello che sono riusciti in qualche modo a dare nel corso degli anni. Ma diciamocelo francamente: questo Will of the people è veramente un brutto album. Eh no, non si può dire “beh se paragonato allo schifo che esce oggi questo album è d’oro”.
No, non si può proprio dire. Perché dai Muse ci si aspetta sempre qualcosa di meglio e di nuovo, qualcosa che rimandi a brani come Muscle Museum e che vada anche oltre, che abbia la capacità di trasformarsi in qualcosa che se proprio non sia nuovo almeno che mantenga un livello di decenza.
Si possono ammirare i Muse, si possono ammirare per pezzi straordinari come Plug in Baby, Citizen Erased o un album come Absolution ma questo Will of the people sembra uscito da un week di lavatrici fatte male da Freddie Mercury.
Poi per carità, nei testi di Matthew Bellamy ci sono tutte le buone intenzioni di un impegno politico che a lui e alla sua band non sono mai mancati, però rimane il fatto che sia il singolo Will of the people o altri brani come Liberation, Ghosts, Compliance o Euphoria sembrano tutti usciti da una lavatrice, dove gli indumenti (le canzoni) colorati sono stati sottoposti a un lavaggio forzato di candeggina, e alla fine il risultato è stato un mix di colori sfocati dove a dominare è la sfumatura del grigio.
È un peccato però che i Muse abbiano dimenticato il video dei Queen “I want to break free”, avrebbero visto che Freddie toglieva la polvere, non faceva le lavatrici degli altri. Ecco, i Muse se proprio volevano prendere qualcosa dal passato, potevano iniziare a togliere la polvere.
voto 5,5






























Giuseppe Graziano
19/07/2023 at 22:50
secondo me non capisci una mazza di musica e non dovresti scrivere articoli su un magazine musicale. fortunatamente il successo lo fa il pubblico e non i critici o pseudi tali. l’album è bellissimo… pezzi forti…pezzi d’amore….pezzi dance e tutti belli. we are fucking fuked è un pezzo stratosferico …così come kill or be killed