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Massimo Francescon Band – Cuore nero

massimofrancescon2015 La Luna e i Falò

Fragilità commoventi,  ballate che fanno cerchi nei pensieri, un disco pop rock cantautorale   in cui arde poesia e melodia, uno spazio che percorre il classico viatico  obbligato testa/cuore che si apre e chiude come un florilegio immaginifico.

Cuore nero è il secondo disco della Massimo Francescon Band  – quintetto veneto che con Francescon alla voce, vede anche in organico Alberto Turchetto cori e chitarre acustiche, Marco Dessi basso elettrico, Antonio Moret chitarre elettriche e Matteo Cicciliot  alla batteria, una band dall’estetica variegata che rispecchia, oltre ad una maturità tecnica pregevole, il respiro retrò di certi dischi incisi con passione e fuori rotta (splendidamente) da parabole modaiole.

Dieci storie, dieci ascolti che riempiono a sazietà animo e orecchio, arie che riportano allure di Priviero Babi, Massimo Riva Io non me ne frego, un Graziano Romani ingentilito Neanche l’ombra o un Pippo Pollina versatile Cuore nero, Sognando la rivoluzione,  tracce che a primo acchito si stampano dentro, come un soundtrack quotidiano che fa luce e ombra all’esistenza.

Il risultato – a fine corsa – è molto intrigante, soprattutto per la varia scelta di idiomi e per “il viaggio” che il tutto ti regala, fintanto che arriva I tuoi occhi sono pieni di sale, un sogno rarefatto (alla Sugar Fornaciari) di voce, sviso elettrico, armonica e deliri mex che ti apre il plesso solare dilaniandolo di grazia.

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Giornalista che crede che la musica sia la via maestra di tutto per arrivare al tutto.

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