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L’era del Bantha – EP.I

era-banta2015 Autoproduzione

Idee grandiose frullano per le teste dei lombardi L’Era del Bantha, idee e oscurità, post rock e stoner del più magmatico, sodo da riempire fino all’orlo il loro EP.I, sette tracce strumentali, sette obici puntati sugli orecchi e che non concedono nulla a forme di tranquillità apparenti, a momenti di pausa, è un coinvolgente assetto di guerra distorto che satura ogni cm quadrato dell’ascolto.

Esordio potente e visionario alla corte dell’epopea di Guerre Stellari, un caotico e lisergico trespass che ha voglia di sperimentare fasi, soluzioni e direttrici, e ci riescono alla precisione stampando un wall of sound bello e spigoloso. Marco Cafagna basso, Luca Pàn Magni chitarra e Ludovico Perego dimostrano di saper maneggiare la “materia”, tra velocità bastonate Walk of the Bantha, schizzate prog Jawa maniac droids grave yard e alchimie sperimentali sincopate Coruscant carzy parsuit si è catapultati dentro dimensioni asimmetriche, in circolazione e caduta libera per tutta la durata della tracklist.

L’impostazione vibrante del lotto si manifesta anche nella amniotica sensazione esternata da Yoda eats tofu, dentro lo shuffle robotico di Geonosis foudries anxiety e nella straniante malinconia elettrica che spinge Darkside of the force a candidarsi a prima stella dell’Ep, ma è pura illusione, subito dietro esplode la Kyussiana Tatoo II (ballad for the red sun) e si porta via in un attimo il record della più bella del “reame”.

L’era del Bantha fanno centro anche senza prendere la mira!

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Giornalista che crede che la musica sia la via maestra di tutto per arrivare al tutto.

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