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LaBase – Antropoparco

labase2015 Collettivo Artistico La Noia

Disco secco, senza fronzoli o abbellimenti, veloce, dilaniante e stracolmo di elettricità intima e straniante. Antropoparco è l’esordio tutto watt degli abruzzesi LaBase, trio che suona un rock denso, scariche di pedaliere e distorsori contro chi sfrutta e sollazza i “pochi” a dispetto dei “molti”, una band che va al sodo, un sincretismo rock buio come la notte e pregno di lampi fosforescenti.

Si, nove lampi fosforescenti che impattano immediatamente, una risacca di pathos e sguardi profondi turbolenti che alimenta un ascolto che fluttua tra bordate indie, grunge Il martello, anni Novanta Marlenici Come pietre di calcare,Caos x,  sangue Verdenico Primavera, Dèjàvu  e una tensione magnifica di esasperazione di chi  – con le giugulari turgide – vuole spaccare il mondo creando le prime grette. Mirko Lucidoni chitarra/voce, Antonio Campanella basso e Francesco Amadio alla batteria, conquistano orecchie e sentimenti high –loud, la loro è una guerra elettrica vincente, un fascio di poetica amperica che travalica stereo e coni, ma il magnetismo acuto arriva all’incedere malinconico di Mai una gioia, che con il suo disilluso pensiero incontra la distonia doommata di Alprazolam, ed è lì che la magia oscura dei LaBase esplode in tutta la sua umoralità, in tutta la propria esaltazione estetica.

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Giornalista che crede che la musica sia la via maestra di tutto per arrivare al tutto.

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