Connect with us

Ciao cosa stai cercando?

Playlist

Le cinque canzoni preferite di Riccardo Gileno

É disponibile da venerdì 2 maggio 2025 su tutte le piattaforme digitali (per Mahogany Songs), il nuovo EP del musicista e songwriter Riccardo Gileno. Metà croato e metà canadese, di stanza a Trieste, la città che già dal nome (dall’etimologia di “terg”, mercato) rappresenta un luogo di scambio e contaminazione, Riccardo Gileno torna ad offrirci il suo personalissimo sguardo internazionale, con disco dal titolo “From Beginning To End” – già anticipato dal brano “No need (big house in Malibu)” uscito il 10 aprile. 

Riccardo Gileno presenta qui un nuovo e intimo progetto, un timido manifesto di valenza universale: sei brani che raccontano esperienze comuni — il dubbio, il desiderio, l’attaccamento ai ricordi, la perdita e la rinascita — in un percorso che appartiene inevitabilmente a ciascuno di noi. Il suo sound, di chiara impronta folk e cosmopolita, si distingue per l’essenzialità emotiva varcando ogni confine, anche della scena italiana.

Noi lo volevamo conoscere meglio, e come sempre il modo migliore è stato chiedergli quali fossero i suoi cinque brani preferiti. 

Thirteen – Big Star

Per i miei canoni, è la canzone perfetta. Melodia super, meravigliose armonie vocali, niente ritornelli, e un testo che racconta con una purezza fuori dal comune tutta l’ingenuità dell’amore adolescenziale. Scritta da un 16enne. Io che vado per 34, a questo punto, non ha senso che continui a comporre. È la canzone che più ho suonato e cantato in vita mia, questo è poco ma sicuro. 

Lover You Shouldn’t Come Over – Jeff Buckley

Mio fratello ha quasi 12 anni più di me ed è anche lui un cantautore (o forse più ex, se lo chiediamo a lui), e quindi camera sua è sempre stata piena di dischi. E io li ascoltavo, con il suo lettore cd e le sue cuffie. Grace di Jeff Buckley è il primo disco di cui mi sono follemente innamorato e, ovviamente, continuo a esserlo. Avrei potuto sceglierle tutte, ma alla fine ho scelto questa. Quando l’ho sentita la prima volta avrò avuto 10 anni e da quel momento ho iniziato a cercare di cantare come lui. Invano. E, mannaggia a me, continuo a farlo.

Forbidden Colours – Ryuichi Sakamoto & David Sylvian

Io sono sempre stato molto attratto dalla melodia e quella scritta da Sakamoto per il suo piano è di certo una delle mie preferite. Mi colpisce sempre molto il modo in cui Sylvian ha poi scritto la melodia vocale, come se facesse da contraltare a quella del piano, non seguendola per niente. La combinazione è meravigliosa e per me fondamentale, perché mi ricorda sempre di pensare che, anche se una via è già stata stesa, per arrivare a un traguardo ce n’è sempre più di una da scoprire. Musicalmente, e non solo.

Note to Self – Oren Lavie

Ho conosciuto la musica di Oren Lavie quand’ero al liceo. C’era un sito che si chiamava Stumbleupon, che ti reindirizzava a vari contenuti basati sugli interessi che indicavi in fase di registrazione. Beh, un giorno, sono capitato sul video di un suo brano, Her Morning Elegance. Video meraviglioso, che vi consiglio. Sono diventato un suo fan, e ho aspettato quindi per 10 lunghi anni il suo secondo disco, che contiene questo brano. Il testo è meraviglioso e lo ascolto spesso per cercare di essere una persona migliore. È una sfida continua, ma che vale la pena di essere affrontata. La vita è troppo breve per essere degli stronzi con gli altri, e quindi con noi stessi.

All Things Must Pass – George Harrison

Un vero e proprio mantra. Una canzone terapeutica, oltre che meravigliosa. Ed è proprio vero: tutto passa e, come dice il mio grande amico Giuliano Dottori, torna sempre il sole. La canzone che mi ha dato e di certo mi darà l’opportunità di vedere dolori e delusioni da un’altra prospettiva. Quella giusta.

Written By

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Scopri anche...