Connect with us

Ciao cosa stai cercando?

Playlist

I cinque brani preferiti di STEFANO PILIA

La rassegna Sonica Eterea, che dal 5 al 19 ottobre 2025 porterà concerti e performance nei Comuni di Pozzo d’Adda e Vaprio d’Adda, si conferma come un percorso dedicato alla forza evocativa del suono e al suo dialogo con luoghi suggestivi, come la chiesa romanica di San Colombano che il 12 ottobre ospiterà Stefano Pilia. Chitarrista, compositore e produttore, Pilia ha da sempre indagato le proprietà scultoree del suono, esplorando paesaggi che oscillano tra minimalismo, drone, improvvisazione e una sensibilità meditativa.

Per l’occasione, abbiamo chiesto a Stefano Pilia i suoi cinque brani preferiti, ed ecco la sua selezione.

Motore Immobile / Giusto Pio

È un brano luminoso, cristallino, con un profondo potere terapeutico e contemplativo.

Spesso noto che la musica per me più interessante ha proprio queste proprietà terapeutiche. Talvolta invece, quando velenose, comunque catartiche per contrasto.

yes, I said this is the son of nihilism / Keiji Haino

Questo è il primo disco che ascoltai di Haino.

Non è necessariamente il più bello ma sicuramente tra i miei preferiti insieme ai Black Blues e Watashi Dake. Ne fui travolto sin dal primo istante: profondamente catartico e liberatorio.

Mi ha sempre affascinato la forza performativa di Haino, la sua capacità di iniettare attraverso il gesto energia nel suono e viceversa.

Some Summer They Drop Like Flys / Dirty Three

Non so perché scelgo questo tra i molti dischi per me importanti che più mi hanno accompagnato nella mia tarda adolescenza.

Forse perché ha qualcosa di classico e primitivo al tempo stesso, o forse perché è stato tra i primi a venirmi in mente. Ne fui subito attratto a partire dal titolo del disco Whatever You Love, You Are e dalla splendida copertina, un dipinto di Mick Turner.

Mi piace quel rotolare sugli accordi della chitarra di Turner, il vento nella batteria di Jim White, il lirismo livido del violino di Warren Ellis. Tutto sembra nudo, fragile e pronto a fronteggiare una tempesta con grande forza emotiva e interiore.

Tabula Rasa II Silentium / Arvo Pärt

Incredibilmente luminoso e toccante.

Come una lenta deriva verso un’indicibile distanza.

Sembra nascondere un segreto intimo, tanto prossimo quanto imperscrutabile.

Miami / The Gun Club

Spesso non provo particolare attrazione per le ‘belle’ voci, e di contro invece ce ne sono alcune che trovo incredibilmente magnetiche.

Forse proprio perché attraverso la voce sembrano cercare una parte fantasmatica.

Jeffrey Lee Pierce è una di queste voci: l’Elvis dimenticato, il rimosso della parte oscura dell’America. Tanto quanto lui adoro Bob Dylan, Blind Willie Johnson, John Lydon e Nina Simone.

Written By

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Scopri anche...