Il brano “Saints” e il successivo “Hanami” hanno segnato il suo ritorno nel 2025, dopo più di tre anni di assenza. Da giovedì 26 giugno 2025, Hesanobdoy torna con il suo nuovo singolo “Pure” (in distribuzione Believe Music Italy), terzo capitolo estratto dal suo debut album in uscita e che, come spesso accade, nasce dall’unione di suggestioni musicali e cinematografiche, trascendendo la scena italiana e internazionale.
Di stanza a Milano, Hesanobody è l’alter ego musicale di Gaetano Dino Chirico, che da anni si muove nella scena underground, superando i canoni imposti dall’indie italiano e dagli algoritmi e i tempi dettati dai social network, vantando collaborazioni anche con nomi del calibro di PLASTICA, Fugazza, Suorcristona (produttori per Mahmood, GINEVRA, NAVA, Noemi) e Federico Ferrandina(compositore di colonne sonore, accreditato in ‘Dallas Buyers Club’ e altri show tv di enorme successo quali ‘The Big Bang Theory’ e ‘The Night Of’).
Noi volevamo conoscerlo meglio, per approfondire questo suo ritorno, e gli abbiamo chiesto quali fossero i suoi cinque brani preferiti.
U2 – Bad
Avrei potuto inserire almeno altri quattro brani come “il mio preferito degli U2”, ma nessuno di questi mi ha strappato il cuore dal petto come Bad. Ho avuto la fortuna di ascoltarla live diverse volte, ma la prima, a Roma nel 2010, resta indimenticabile. Inattesa ed espansa oltre la sua durata standard, come in tutte le sue esecuzioni migliori del resto. Per chi ha sognato consumando il video del Live Aid, un regalo commoventissimo.
David Bowie – Memory of a Free Festival
Bowie è un artista che adoro praticamente in tutte le sue incarnazioni, al punto da far parte della mia personale trinità. Anche in questo caso avrei l’imbarazzo della scelta, ma la canzone di chiusura del cosiddetto “Space Oddity”, ed in particolare la sua lunga coda, è una delle mie ispirazioni (ed aspirazioni) musicali più ricorrenti. Da tempo cerco di rubarle quella sensazione liberatoria che mi suscita ad ogni ascolto, ma non ci sono ancora riuscito.
Radiohead – Let Down
Il primo ascolto di OK Computer in adolescenza è stato assolutamente sconvolgente. Il colpo di fulmine è scattato subito con Airbag, ma Let Down è stata la luna di miele. Ancora oggi credo che quell’intreccio di chitarre e voci sia una delle cose più vicine alla perfezione che io abbia mai ascoltato.
Depeche Mode – The Love Thieves
The Love Thieves, è sinonimo alle voci del dizionario ‘sexy’ e ‘notte’. Martin Gore, nonostante il peso storico dei Depeche Mode, resta un songwriter spesso sottovalutato e questo brano è una perla mai celebrata a dovere. Sono convinto che meriti un posto di rilievo tra i capolavori del canzoniere della band di Basildon. È anche uno di quei pezzi che ho sempre in mente quando immagino come vorrei che suonasse la mia musica in un mondo ideale.
Kanye West – Runaway
Ultimamente, parlare di Ye porta inevitabilmente al dilemma su come separare l’arte dall’artista, ma Runaway resta, a prescindere da tutto, un patrimonio della musica mondiale degli ultimi quindici anni. Ho imparato ad amare l’hip hop proprio grazie a My Beautiful Dark Twisted Fantasy, scoprendo attraverso quel disco che dentro il contenitore del genere esistono possibilità infinite e che queste possibilità si estendono anche a linguaggi musicali apparentemente lontani.






























