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Interviste

Quattro chiacchiere con Davide Liperoti su Stato di Fermo

Raggiungo Davide nel tardo pomeriggio di un’afosa giornata d’estate milanese in un’oasi che mi chiedo se sia davvero Milano o no: dietro all’aeroporto di Linate al Circolo sportivo-ricreativo dell’Aeronautica, in una zona militare a tutti gli effetti, ma neutra, dove non si combatte ma si ri-crea. La sera stessa ci sarà lo showcase di “Stato di fermo”, primo lavoro in studio del cantautore modenese e colgo l’occasione per ascoltare il soundcheck in previsione del live, facendo poi una chiacchierata con lui.

D: Davide, come nasce “Stato di Fermo” e chi ha lavorato al progetto?
R: “Stato di Fermo” è il mio primo album ed è il frutto di un progetto corale. Io ho scritto musica e testi dei brani che lo compongono, ma dietro di me c’è una squadra di professionisti che ha lavorato duramente: Lisa Borsari, la manager che ha permesso la produzione dell’album presso la Fonoprint di Bologna, l’arrangiatore Michele Postpischl che è riuscito a dare originalità ad ogni canzone ed il fonico Enrico Capalbo, maestro nel creare il suono perfetto.

Il titolo “Stato di fermo” è l’espressione di uno stato d’animo: sentirsi in arresto in una società che non ti dà stimoli, che non ti aiuta e che non dà valore alla meritocrazia ti spinge a reagire, a scrivere quello che ti detta l’istinto, e le canzoni credo riflettano ognuna a suo modo la voglia di rivincita nei confronti di questa condizione. Proprio l’istinto credo sia ciò che mi ha permesso di scrivere canzoni sincere e dirette che, a distanza di anni,  riscopro essere più attuali che mai.

D: Quali sono i tuoi riferimenti musicali e cosa c’è di loro in questo album?
R: Ascolto tanta musica, per lo più estera e non saprei dire chi mi ha ispirato maggiormente, probabilmente la mia musica è una sintesi di più influenze.
L’unica cosa che posso dire è che nelle mie playlist alcuni artisti non mancano mai:  Smashing Pumpkins, The National, Strokes, MGMT e Johnny Cash, un mito che ho riscoperto solo negli ultimi anni ma che mi è stato di grande esempio ed ispirazione. Mi viene in mente il suo tour nelle prigioni, così dissacrante… Amo molto la profondità della sua voce, una cosa che anche io ricerco nelle mie performance.

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D: Come nasce la canzone “Timido”?
R: “Timido” è il singolo uscito prima dell’album ed è una canzone nata per caso, dopo un venerdì sera in discoteca con gli amici. Si cercava di esorcizzare la timidezza con l’alcool per sentirsi più intraprendenti e disinibiti, solo che il risultato quasi mai era quello sperato,  e come dice la canzone “Stupido, se a pensare resta solo il gomito”…. E’ una canzone ironica che offre spunti di riflessione ed è quella che ha anche dato il nome al tour di 25 date che ho sostenuto l’estate scorsa lungo la Riviera Romagnola.

D: Altri pezzi di “Stato di fermo” a cui sei molto legato?
R: Sono legato a tutti i pezzi, anche perché ognuno a suo modo riflette la mia visione del mondo. Sono testi autobiografici in cui rivedo i diversi periodi della mia vita, partono tutti da un principio di malinconia per poi aprirsi ad un sentimento di ottimismo.  Penso a “L’altra metà”, non una vera e propria canzone d’amore, più che altro un antidoto contro la quotidianità della vita di coppia: a volte il condividere tutto con la stessa persona per anni  porta a scontrarsi su frivolezze perdendo di vista le cose che contano, l’importante non è cercare nuovi stimoli, ma decidere di andare avanti insieme.

D: Parlaci della campagna su Musicraiser per “Stato di Fermo”.
R: Abbiamo deciso di affidarci a questo strumento di crowdfunding per contribuire alla produzione del cd e del vinile, oltre a sostenere i live che faremo partire a breve. Il budget da raggiungere era di 8000 euro, ma una settimana prima della scadenza della campagna lo abbiamo addirittura superato, con grande soddisfazione di tutti. Anche il concerto di stasera fa parte delle ricompense della campagna, e in più sarà l’occasione per molti di partecipare a un live a ingresso riservato e di ritirare o acquistare cd, vinile e t shirt di “Stato di fermo”.

D: Ci sono in cantiere altre canzoni che hai scritto ultimamente o dei progetti di cui vuoi parlarci?
R: Ultimamente ho iniziato a scrivere anche in inglese, non credevo di essere in grado ma le parole mi sono uscite in maniera molto naturale. Nonostante la padronanza della lingua non sia elevata risalta comunque la spontaneità dei testi e dei concetti espressi e devo dire di esserne molto soddisfatto. Sarebbe bello uscire con un album tutto inglese, ma al momento la trovo una cosa un po’ prematura… magari nel prossimo lavoro potrei includerne qualcuna.

Per il futuro invece spero che tutto quello che stiamo facendo dia i suoi frutti, permettendomi così di dedicarmi unicamente alla musica. Sto lavorando sodo per questo, e ora mi aspetta un intenso lavoro per promuovere l’album e fissare le date dei prossimi concerti. Intanto il 24 luglio sarò tra i cantanti del “Rockin 1000” a Cesena: mi sto preparando con entusiasmo per questo evento che mi darà la fantastica opportunità di esibirmi in uno stadio. Sarà uno spettacolo interpretare insieme ad una band di 1000 musicisti alcuni dei brani che hanno fatto la storia del rock: Beatles, Nirvana, Rolling Stone, ACDC e tanti altri… non vedo l’ora!

Per conoscere la musica di Davide Liperoti, ecco i digital store dove trovare “Stato di fermo”: http://www.davideliperoti.com/?page_id=182

Tutte le info su  http://www.davideliperoti.com/ e  https://www.facebook.com/liperoti

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Stefania Clerici
Written By

Milanese, classe 1983, sono appassionata di musica, cinema e cultura pop. Adoro viaggiare, mangiare, dormire, viaggiare, ballare, sorridere e fare l'amore. Oltre a scrivere di musica su Rockon sono digital producer per il tuo canale tv preferito. Amo il rock in tutte le sue forme, i gatti, fotografare il cibo che mangio (e lo faccio da anni, non per moda social) e perdermi per le vie delle città che non conosco. Bulimica di serie tv, collezionatrice di vestiti, scarpe, borse e tutto ciò che può entrare in una grossa cabina armadio puoi chiedermi di tutto e ti darò la risposta che cerchi (altro che Google e il libro delle risposte!), basta non domandarmi: “qual è il tuo artista preferito?”.

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