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Interviste

LaNeve e il nuovo singolo “Onde”: quando rap e indie si incontrano

Laneve è un duo composto dal rapper Giovanni Bertolucci e il dj e producer Patrick Petrillo, entrambi romani, ventiquattro anni, hanno iniziato a scrivere e comporre musica nel 2017 mescolando due stili apparentemente lontani: il rap e l’indie italiano, ottenendo uno stile unico e particolare.

Come suggerisce il loro nome, le sonorità sono malinconiche e tristi, tipiche della stagione invernale ma che lasciano spiragli di luce e di speranza. Protagonisti indiscussi dei testi sono i sentimenti: l’amore tra tutti, ma anche la voglia di evadere e racconti personali di esperienze passate.

Dopo aver conquistato il pubblico con le hit 05:35 e Islanda in collaborazione con la voce femminile di Aurora, ormai parte integrante del progetto artistico, tornano con un nuovo brano dal titolo “Onde”, in uscita il 26 gennaio 2021 su tutte le piattaforme digitali, un brano pop che si distingue dai precedenti pezzi per l’aggiunta degli strumenti a fiato, mentre il testo racconta un amore appena nato, in cui mano nella mano si può spiccare il volo sconfiggendo l’ansia e le proprie paure.

Noi di Futura 1993 siamo rimasti particolarmente colpiti dal loro progetto e abbiamo deciso di fare quattro chiacchiere direttamente con loro.

Ciao ragazzi! Il vostro progetto musicale comincia nel 2017 con il disco Particolari, scritto e composto interamente da voi. Com’è stata la vostra evoluzione da quella prima pubblicazione all’ultima che possiamo ascoltare oggi, Onde?
Ciao! Nel 2017 quando abbiamo iniziato a produrre Particolari venivamo da anni di solo rap fatti di mixtape e strumentali composte con sample. Per questo motivo, ed anche per differenziare Laneve dai progetti passati, ci siamo messi in gioco ed abbiamo mosso i primi passi nel mondo della produzione. Riascoltandolo oggi, Particolari è un disco ibrido e tecnicamente non perfetto ma è stato molto importante per la nostra crescita e soprattutto ci ha portato per la prima volta a suonare fuori dalla nostra città. Musicalmente siamo cresciuti anche grazie al secondo disco, Stazioni. Abbiamo iniziato a collaborare con dei musicisti e ad inserire suoni più realistici per le nostre composizioni più “elettroniche”, questo ci è stato di grande aiuto ed ha formato quello che è oggi il sound di Laneve.

Il primo album ci ha subito svelato il perché del vostro nome “Laneve”, un chiaro riferimento alla stagione invernale e fredda. Qual è il vostro rapporto con questo periodo, vi suscita più sensazioni rispetto l’estate?
C’è chi dice che l’inverno è un sentimento vero e proprio. Nonostante l’assenza della serotonina a causa delle poche giornate di sole l’inverno, il freddo e le giornate piovose ci ispirano di più rispetto a quelle estive. I weekend invernali hanno un’atmosfera diversa, solitamente li passiamo in studio a produrre nuove canzoni mentre l’estate la dedichiamo ai live. Con il passare del tempo e dei dischi però stiamo iniziando ad apprezzare anche l’estate e la leggerezza che porta con sé.

Venite da Roma entrambi, patria di tanti celebri artisti: dai più grandi come Venditti, ai più recenti Franco126 e Carl Brave. Com’è per voi vivere questa città anche dal punto di vista creativo e musicale?
Entrambi abbiamo sempre seguito principalmente la scena musicale romana sia rap che indie. Probabilmente questi ascolti hanno aiutato a costruire l’immaginario che c’è dietro ai testi di Laneve, molto spesso le nostre storie sono ambientate proprio a Roma. Ci piace creare immagini con la nostra musica e ci siamo resi conto che gran parte di quello che descriviamo ha come background la nostra città. Roma è la città eterna, ogni angolo riserva nuove storie da raccontare. Vivere a Roma ha un vantaggio unico nel suo genere: ogni volta che esci di casa sei avvolto da quel tepore che ti culla in balia dei continui rumori e il brulicare di voci che prende vita a mano a mano che raggiungi le viuzze.

Vi abbiamo visto raggiungere molti ascolti grazie alle piattaforme digitali, soprattutto nel mondo della musica urban-indie italiana. Cosa vi ha portato a mescolare sonorità rap e cantautoriali?
Patrick, che ha prodotto i pezzi, ascolta più rap sia italiano che internazionale mentre Giovanni, la voce di Laneve, ha reference molto più pop e cantautoriali e questo ci ha portato a mescolare le nostre influenze, a creare il sound che oggi ci caratterizza. Introdurre Aurora nel progetto è stato un modo per creare ancora più contrasto con i suoni.

“guardaci adesso stiamo spiccando il volo, mano per la mano ad un palmo dal suolo”, il nuovo singolo Onde è romantico ma anche malinconico. Parla di voi o vi siete immedesimati nella vita di qualcuno?
Penso che la malinconia caratterizzi molto la mia scrittura, che io sia triste o felice amo ascoltare musica malinconica e questo si riversa sui testi di Laneve. Mi piace che le nostre storie siano composte da immagini e spesso l’ispirazione arriva leggendo libri, fumetti o guardando film e serie tv. Più che scrivere di me, amo creare ed immedesimarmi in delle storie in cui tutti possano rispecchiarsi. 

“Prima che tu dica pronto” è un brano che mi è piaciuto moltissimo, mette voglia di rivincita e di buttarsi in qualcosa di nuovo nonostante si abbia paura. Quale episodio della vostra vita vi ha resi testardi e sempre pronti a tutto?
Questo brano è strettamente personale, mi rivolgo in particolare ad una persona soprattutto nel ritornello. Il titolo del brano si ispira al libro di Italo Calvino; prima che tu dica pronto è un libro che si avvicina molto ai nostri tempi moderni. Una sorta di racconto profetico in cui sembra che il rapporto d’amore si vivifichi con la distanza, come sembra avvenire nell’epoca moderna in cui i rapporti sentimentali sono sempre più affidati a strumenti di comunicazione elettronici più che a rapporti umani ravvicinati. Il racconto s’ incentra appunto sulla necessità di buttarsi in qualcosa di nuovo nonostante si abbia paura, che sia una storia d’amore o solo un sogno. Siamo testardi soprattutto nella musica, passiamo intere giornate in studio a sbattere la testa su piccoli particolari, per noi deve essere tutto perfetto. Ma come tutti gli esseri umani non siamo pronti a tutto, spesso la vita ci spiazza ed il brano cerca di trasmettere anche questo. “Compreremo una casa sul mare, sperando sia un posto migliore” significa che quando andrà tutto male, quando saremo completamente spiazzati, troveremo di nuovo la nostra dimensione, il nostro posto migliore o semplicemente un posto che ci fa sentire a casa.

“Hai mai avuto voglia di prendere un aereo, cambiare vita con in alto il dito medio” in un momento storico come questo dove i viaggi sono quasi del tutto un’utopia, in quale parte del mondo vi piacerebbe scappare?
La pandemia ci ha fatto desiderare di uscire dal nostro posto sicuro, questo è certo. Ci piace tanto viaggiare, esplorare nuove città ed è anche grazie ai viaggi che scopriamo nuove storie. Ci piacciono molto gli aeroporti, sono un non-luogo dove si può riflettere e scrivere molto. Sicuramente una delle destinazioni è l’Islanda, rimaniamo fedeli al nostro amore per i luoghi freddi.

Molto bella la collaborazione con Aurora che si ripete in più brani. (Onde, Islanda, Fiori di Loto) l’armonia della sua voce calza a pennello con le rime rap. Come nasce la vostra amicizia musicale?
Grazie alla nostra migliore amica Claudia, nonché fotografa “ufficiale” di Laneve. Abbiamo iniziato a collaborare con Aurora per arrangiare in versione acustica alcuni pezzi durante i live. Dopo aver chiuso “Fiori di loto”, un pezzo molto a cassa dritta e minimale, si sentiva la mancanza di un’armonia e una voce più delicata. Da quel brano in poi il contributo di Aurora all’interno dei nostri brani è stato sempre più grande e ad oggi possiamo dire sia parte integrante del gruppo e del nostro sound.

Quali sono i vostri buoni propositi per questo 2021 appena arrivato? 
Nel 2020 sono usciti solo due brani, il nostro obiettivo in questo 2021 è di essere più presenti all’interno della scena musicale. Onde è solamente una piccola parte di un grande progetto che ci accompagnerà nel 2021. Oltre alle uscite musicali vorremmo tornare sicuramente a suonare in giro, anche se non sappiamo quanto possa essere possibile. 

I concerti sono stati molto penalizzati dalla pandemia, con la speranza di tornare di persona a goderne, avete pensato a dei metodi alternativi per farci conoscere la vostra musica live?
I concerti sono una delle cose che ci mancano di più. Ci divertiva e ci piaceva molto interagire con il pubblico. I lunghi viaggi in macchina per raggiungere i festival sono la nostra cosa preferita. Purtroppo con l’emergenza sanitaria ancora in corso c’è un solo modo per rimanere in contatto: quello digitale. Ci piacerebbe organizzare diverse dirette su instagram e youtube per presentare i nuovi pezzi live. Purtroppo abitando tutti e tre in parti diverse della città, con i nuovi decreti potrebbe diventare complicato incontrarci di sera o nei weekend. In ogni caso, appena sarà possibile registreremo delle versione live ed acustiche dei pezzi per poterle caricare su instagram o faremo delle dirette “a distanza”, con tutti i problemi di latenza del caso.

di Giada Consiglio

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Futura 1993 è il network creativo creato da Giorgia e Francesca che attraversa l’Italia per raccontarti la musica come nessun altro. Seguici su Instagram e Facebook!

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