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Interviste

Intervista a Spike Slawson (Me First and the Gimme Gimmes / $wingin’ Utter$)

Intervista di Alberto Cristofolini

Prima del concerto dei Me First and the Gimme Gimmes a Bologna (leggi il reportage e guarda le foto della serata) abbiamo intervistato il cantante Spike Slawson.

La cover band più pazza del mondo tornerà in Italia l’11 Giugno a Milano in compagnia dei Descendents (info e biglietti a questo link > http://bit.ly/descendents2017).
Ad Aprile però ci sarà spazio per l’altro progetto di Spike che con i suoi $wingin’ Utter$ suonerà il 14 Aprile al Decidel di Magenta (MI) e il 15 Aprile al Rock Town di Cordenons (PN).

Rockon: siete esattamente a metà del tour europeo, alla settima data su quattordici, come sta andando finora?
Spike: per ora tutto bene, piccoli show ma molto energici, stiamo rivedendo molti amici dopo un po’ di tempo. Due giorni fa eravamo a Barcellona, dove abbiamo tanti amici e poi abbiamo suonato all’Apollo, un magnifico teatro costruito negli anni 30: meraviglioso.

R: un tour de force tra l’altro dato che avete suonato in sostanza tutte le sere da quando siete in Europa però…tanti amici quindi anche un sacco di party?
S: no, non tanto…non fumo più erba, bevo poco…sai in tour devo stare attento alla voce ormai…

R: veniamo alla Band, chi ha avuto l’idea di formare una superband e soprattutto chi ha scelto il nome?
S: l’idea è stata di Joey (Cape dei Lagwagon) e Mike (NOFX), durante gli anni 90’, secondo loro, in tutti i dischi punk rock che uscivano le migliori canzoni, erano le cover…quindi decisero: “Facciamo solo cover”, fu un’ottima idea direi. Inoltre, se scrivi la tua musica, c’è molto da lavorare su come vuoi presentarla, arrangiarla… ma questa roba qua è già scritta devi solo arrangiarla nella maniera in cui vuoi farla ascoltare ed è fatta: puoi suonarla il giorno dopo!
Per quel che riguarda il nome, ci fu suggerito da un ragazzo del merchandise della fat wreck: Jay Walker.

R: chi è il “motore” della band? Chi mantiene i contatti?
S: è un casino…mia moglie mi aiuta moltissimo perché io tendo a procrastinare…faccio fatica a badare a me stesso figurati…

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R: ad ogni modo avete fatto uscire sette album…
S: ormai ho perso il conto…

R: sono vent’anni di Me first and the Gimme Gimmes, quando avete iniziato, pensavate sarebbe durata cos’ tanto?
S: sì! Mike ne era certo. Il concetto stesso della band è fatto per durare: non appartiene a nessun particolare genere musicale…inoltre il nome della band sembra quello di un gruppo di vecchi musicisti, abbiamo cominciato che avevamo vent’ anni e adesso siamo vecchi davvero!

R: avete fatto uscire anche un sacco di E.P. tutti su sette pollici (i 45 giri)… tu ascolti ancora la musica su vinile oppure in modo più tecnologico? Io penso che il vinile sia ancora il modo migliore…
S: concordo. Assolutamente. Per le dimensioni, per il piacere “tattile” di avere qualcosa tra le mani… l’art work…

R: ho letto che in passato lavoravi per il mail order della fat wreck … eri uno di quei fantastici ragazzi che aggiungevano adesivi extra o altre sorprese? Io una volta ho trovato pure una maglietta in regalo…
S: no! Penso che quello fosse Floyd (?). Io lavoravo alle spedizioni di grandi componenti, pallets grandi scatoloni…e le mandavo sempre nei posti sbagliati, qualche volta nel continente sbagliato (ride) ..quindi hanno dovuto cercarmi un’altra mansione perché non ero proprio in grado…

R: quindi quando Fat Mike ti ha proposto questo nuovo progetto, come hai reagito?
S: gli ho detto subito “ok! grande, un’altra cover band” perché suonavo già in altre cover band! E poi così ero pagato di più rispetto ai tempi delle spedizioni!

R: parlando di altre band, qualche anno fa è uscito un E.P. di un altro tuo progetto, non cover, i Re-Volts: mi è piaciuto molto, l’ho consumato. Pensi che farete uscire qualcos’altro?
S: grazie, mi fa piacere: Sì ci stiamo lavorando, ci sta volendo un sacco di tempo perché è difficile trovare musicisti…San Francisco è un posto strano…sta diventando molto costosa, si fa fatica a trovare musicisti, compositori; c’è un problema a livello di creatività; negli ultimi 10-15 anni un sacco di persone si sono trasferite a Los Angeles ma ciò ha reso L.A. più costosa…allora si sono trasferiti tutti ad Oakland e ciò ha reso Oakland più costosa… è difficile trovare collaboratori, quindi sto provando a fare tutto con i miei soldi ma ci vuole un sacco di tempo…

R: ho letto che ai tempi degli Swingin’ Utters nei primi 2000 siete stati in tour con i Damned (considerato il primo gruppo punk inglese e il primo a pubblicare un singolo, un album e fare un tour negli States)! Com’è stato condividere il palco con delle vere leggende del Punk?
S: oh fantastico, fantastico. Sai Dave Vanian (il cantante) è sposato con una leggendaria donna di Los Angeles, Patricia Morrison che ha suonato in molte bands: Bags, The Gun Club, The Sisters of Mercy…comunque è stato fighissimo, non so cosa dire … già solo parlare con loro fu un’emozione; Captain Sensible (il bassista dei Damned) fu sicuramente il più amichevole, passammo un sacco di tempo assieme…penso che siano attualmente in tour, non so però se hanno fatto un disco nuovo.

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R: pensi ci sia una sorta di rinascita del punk qui in Europa? Mi spiego, negli ultimi anni molte bands sono tornate a suonare qui dopo molto tempo, addirittura alcune non erano mai state qui, sto pensando ad esempio agli Screaching Weasel che hanno suonato in Italia l’anno scorso per la prima volta nella loro storia; inoltre sono nati festival a tema come il Punk Rock Holiday in Slovenia o il Bay Fest qui a Rimini…
S: non saprei dirti, ci sono molti posti in Europa, dove la scena punk è sempre stata presente come ad esempio a Berlino; sicuramente nell’Europa Meridionale c’è una sorta di urgenza, di richiesta di venire a suonare e ne siamo molto contenti, è sempre un piacere, mi piace molto venire qui. Sai in Inghilterra o negli altri Paesi del Nord come la Germania, ai concerti punk, la gente non ha rispetto degli spazi pubblici, considerano la violenza e la voglia di spaccare tutto come se fossero valori dell’etica punk, ma non è così; in Italia e nel resto dell’Europa del sud invece ho l’impressione che tutti gli spettatori, dai 3 ai 93 anni, si sentano a proprio agio e si godano lo show. Dai non siamo più nel 1976… anche se continuiamo a fare musica per motivare la gente a cercare di cambiare le cose che non vanno. C’è sempre bisogno di cambiamenti…

R: parlando di cambiamenti…domanda triste, Trump? Noi abbiamo un’idea di cosa voglia dire sai… abbiamo avuto Berlusconi…
S: -interrompe- ma voi ragazzi le avete le armi nucleari?
R: ehm… no!
S: eh! Trump le ha invece! E inoltre coinvolge personaggi negativi come Salvini o Le Pen… non so temo che abbiamo aperto una porta che non so se saremo in grado di chiudere.

R: quindi è peggio di Bush?
S: sicuramente. La sinistra negli U.S.A. era così felice per gli ultimi otto anni che si è sentita appagata, hanno smesso di lottare. Poi io vivo in uno stato e in una città decisamente democratici ma costosissimi… una mano dice “diversità” “tolleranza” mentre l’altra ti sfila i soldi dalle tasche, come Renzi qui da voi, alcuni da noi lo chiamano “Berluschino”. Vedremo! Al momento penso sia la C.I.A. a governare realmente gli States.

R: per finire una domanda più leggera, i tuoi gruppi preferiti di sempre?
S: sono talmente tanti … dovrei guardare sul telefono, ormai la mia memoria è andata, comunque: mi piace tantissimo il Bolero soprattutto suonato da messicani come Los Panchos, Los Tres Diamantes. Oppure italiani come Modugno, Carosone, Tony Dallara… ma anche i Buzzcocks…

R: conosci qualche gruppo hardcore italiano?
S: certo i Negazione! Ma anche i CCM (Cheetah Chrome Motherfuckers) di Pisa ! li ho visti suonare a San Francisco tanti, tanti anni fa.

Me First and the Gimme Gimmes + Descendents

11 Giugno – Milano
Carroponte – Sesto San Giovanni (Milano)
Biglietti a questo link > http://bit.ly/descendents2017

$wingin’ Utter$

14 Aprile al Decidel di Magenta (Milano)
15 Aprile al Rock Town di Cordenons (Pordenone)

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