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Interviste

I GBRESCI e Adelasia ci parlano, a modo loro, del niente

Chitarre acide e beat che rimandano all’elettronica, figlie dei diversi mondi di provenienza degli artisti che collaborano a GBRESCI, danno vita ad atmosfere dal sapore dark, accompagnate dai testi malinconoici, tra sonorità sognanti e lunghe code. I GBRESCI sono un collettivo misterioso di musicisti, grafici, videomaker e fotografi sparsi in giro per l’italia. Le voci e il volto sono di Niccolò Barca ed Edoardo Baroni, ideatori del progetto. I GBresci pubblicano il  15 gennaio il loro singolo di debutto dal titolo Niente pt. 1 feat. Adelasia

Per l’occasione, abbiamo chiesto loro (Adelasia compresa) di segnalarci quali altri brani descrivono al meglio il concetto di niente. Ecco cosa ci hanno segnalato!

Adelasia: 4’33’ di John Cage, scelta un po’ retorica ma è il brano del Niente come assenza e non potevo non sceglierlo.

Poi Broccoli di DRAM ft Lil Yachty perchè non parla assolutamente di niente. Sono due opposti, il niente tutta profondità e il niente tutta superficie.

Niccolo: Heaven Inc. di Shlohmo, il soundtrack della fine del mondo, quando intorno non è rimasto più niente se non alberi in fiamme e cenere trasportata dal vento. Il video, che ritrae questo mondo post-apocalittico, è uscito nei giorni in cui la California prendeva fuoco, uno dei tanti segnali del cataclisma climatico che ci aspetta: l’ho ascoltata come se fosse il testamento di un’umanità incapace di salvarsi.

E Arcanum di Show Me The Body, altra traccia autodistruttiva. I negativi che prendono fuoco nel video sono stati la fonte di ispirazione per il mio lavoro sulla copertina.

Edoardo: The Locomotive di King Krule. Quel pezzo mi fa pensare a una camminata solitaria e senza meta in una notte gelida, in una vita gelida.

Waiting for the train
In the dead of night I howl
We all have our evils
We’re told just to keep calm
Curled up and feeble
Plagued by our brains, the internal sinking pain
I wish I was equal, if only that simple

Poi istintivamente mi viene in mente il pezzo dei Nirvana uscito postumo, You Know You’re Right. Sicuramente il fatto che sia postumo aumenta il senso di niente che infonde, ma stiamo comunque parlando di un pezzo che dice “Never speak a word again, I will crawl away for good”. Graffi disperati su una superficie che non si graffia.

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