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Interviste

“Cielo nero”: intervista a LaFLAMME

È uscito “Cielo nero” (Astralmusic), il singolo del cantautore romano LaFlamme, nome d’arte di Riccardo Zecchinelli, in collaborazione con Cannella. Il brano racconta un momento di conflitto interiore, nel quale emergono le emozioni contrastanti che ci troviamo a vivere al termine di una relazione o dopo un cambiamento improvviso di qualsiasi genere. Per questo motivo anche le immagini utilizzate nella narrazione sono in contrasto tra di loro, la “luce” viene accostata al “cielo nero” per esprimere il senso di confusione e smarrimento di certi periodi.

Ciao LaFlamme, benvenuto su Rockon. “Cielo Nero” è il tuo nuovo singolo in collaborazione con Cannella. Come vi siete conosciuti e quando avete deciso di pubblicare un brano insieme? 

Ciao! Io e Cannella ci siamo conosciuti attraverso un’amicizia in comune. È stato emozionante, considerando che ero già suo fan. Abbiamo parlato dei nostri progetti e mi è venuta l’idea di una collaborazione. Da questo confronto artistico fra di noi è nato ‘Cielo Nero’. 

Se dovessi assegnare un colore alle fasi più significative del tuo percorso fino ad ora quale sarebbe e altresi quale canzone vi assoceresti? 

Nelle fasi significative del mio percorso, paradossalmente, il nero è presente nei miei due brani pubblicati finora. ‘Blackout’ racconta di un momento buio nella vita, mentre ‘Cielo Nero’ parla del contrasto tra la luce e il buio. Entrambi riflettono la lotta tra speranza e malinconia. La soluzione in entrambi i casi è la Luce, che ritorna a splendere dopo un periodo cupo. Quindi, il colore giallo rappresenta positivamente questo percorso, anche come richiamo alla fiamma del fuoco quando si intensifica, coincidentemente, anche nel mio nome. Se dovessi collegare una canzone al mio percorso musicale fino ad ora, sceglierei ‘Il confronto’ di Marco Masini. Essa a mia personale interpretazione riflette la mia rimessa in gioco nel mondo della musica, un ritorno a ciò che amo. Dopo un confronto interiore, ho capito che la felicità risiede nel fare ciò che amo, al di là delle insicurezze che spesso creiamo noi stessi inutilmente.

Sei sempre stato interessato a cantare e a comporre? Ricordi il primo pezzo che hai scritto ma che non hai mai pubblicato? 

Certamente, lo ricordo bene, il primo brano che ho scritto si chiama “La mia impresa personale”. Diciamo che cantare è sempre venuto prima di tutto, successivamente però sentivo l’esigenza di dover parlare di tante cose della mia vita, di tanti pensieri ed emozioni che non potevano rimanere rinchiuse dentro di me. È venuto spontaneo successivamente scrivere e comporre, oggi non potrei vivere senza. 

L’omologazione e il qualunquismo. Noi oggi siamo figli di questo male. Ma secondo te prima, i nostri genitori o i nostri nonni, vivevano qualcosa di simile? 

Si dice che un tempo ci fosse più serietà ed impegno nell’affrontare le questioni, qualsiasi fossero, pratiche o morali. Credo però che questi due aspetti facciano parte della complessità dell’essere umano, credo che ogni epoca abbia avuto le proprie sfide e le proprie complessità, quindi dico di sì. 

Cosa ti aspetta adesso? 

Non amo fare previsioni, ma ciò che mi auguro è di crescere artisticamente per raggiungere il maggior numero di persone possibile. Mantengo un atteggiamento positivo, con i piedi per terra, sperando che la vita mi dia l’opportunità di realizzare i miei desideri e le mie aspettative. 

LaFlamme e Cannella
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