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Interviste

“Calling Your Name”: intervista a MISSINCAT

Calling Your Name” è il nuovo singolo della cantautrice, polistrumentista e produttrice Caterina Barbieri aka MISSINCAT. L’artista, di origini milanesi, vive a Berlino da diversi anni dove è diventata un fenomeno di culto della scena indie tedesca. Se la vita è un susseguirsi di porte che si aprono e si chiudono, con persone che a volte ti aiutano a passare mentre altre ti negano l’accesso, allora MISSINCAT nel suo nuovo singolo parla a coloro che la ostacolano.

Ma la sua richiesta di poter brillare senza chiedere il permesso (“…oh, let me shine”) indica quindi la convinzione interiore di essere sulla strada giusta, indipendentemente da ciò che pensano gli altri.

Facciamo un passo indietro: quando hai iniziato ad avvicinarti alla musica?

La musica fin da bambina è sempre stata parte di me, amavo cantare e suonare tutto ciò che mi capitava sotto mano. Sono autodidatta, la mia grande passione è sempre stata quella di scrivere canzoni, fin da piccola.

Poi da grande ho iniziato a fare sul serio…

Quanto di Missincat c’è in Caterina?

È pericoloso identificarsi completamente con la propria “identità artistica”.

La creazione artistica esprime un lato di noi, spesso solo un momento, un’istantanea. Mentre noi continuiamo a mutare, fluidi, ciò che creiamo rimane fisso nel tempo. Quindi certamente Missincat nasce in maniera sincera da Caterina ma non ne rappresenta la sua totalità. 

“Calling your name” è il tuo nuovo singolo, un brano in cui affronti la volontà di poter risplendere nonostante gli ostacoli che ti si presentano. Com’è nato?

L’ho scritto in un momento di fatica in cui mi sembrava di investire un sacco di energie e passione nelle cose senza ricevere molto in cambio per poi capire che la ricompensa sta proprio nel fare le cose che amo con passione.

Ci sono argomenti che secondo te sono ancora molto tabù nella musica italiana?

Vivo all’estero da 15 anni, osservando a distanza mi sembra che gli artisti giovani stiano abbattendo molte barriere, sento ancora la mancanza di vere icone femministe. 

A proposito di icone, chi sono le tue icone musicali?

Le mie icone musicali sono infinite…molte sono donne.

La più di tutte è una maestra di vita, grandissima scrittrice, faro nell’oscurità. Patty Smith. 

La sensazione più bella del fare musica qual è?

Creare qualcosa che prima non c’era.

Prossimi impegni? A dicembre uscirà il tuo libro di canzoni…

Continueremo a fare uscire pezzi del mio nuovo lavoro per i prossimi mesi a venire. Il mio libro di canzoni è un po’ un viaggio nel tempo, testi e accordi di 12 singoli tratti da 6 album, con tanto di fotografie e piccole note, un regalo per chi mi ha seguito con amore per tutti questi anni.

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