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Intervista a Sandri: la trasformazione dietro “Divertimenti”

Un Ep che cammina sul filo tra fragilità e rumore, tra la confessione intima del cantautorato e un’attitudine quasi aliena. “Divertimenti”, nuovo lavoro di Sandri – progetto del cesenate Michele Alessandri – è un disco che abbraccia la trasformazione, accetta la frattura e la mutazione come parte naturale del proprio linguaggio.

Dopo gli EP Opet (2022) ed Esposizione (2024), Sandri firma il suo lavoro più ambizioso, pubblicato da Pioggia Rossa Dischi con il contributo del NUOVOIMAIE, e anticipato dai singoli I sogni di Noemi P. (Cuore Alieno) e Qualche Hit.

Lo abbiamo incontrato per parlare di cambiamento, libertà creativa e di quella sottile tensione tra delicatezza e distorsione che attraversa l’intero progetto.

L’EP attraversa paesaggi emotivi frastagliati, ma si chiama “Divertimenti”, probabilmente assecondando il concetto di “divertissement” nella musica. In che modo questo contrasto riflette la direzione del progetto?
Sì, il titolo vuole essere un contrasto, ma è stato anche un modo per sperimentare e non avere regole di nessun tipo a livello di produzione, suoni ecc. Mi piace che il tutto sia un po’ estraniante.

Qual è il legame tra “la trasformazione” e le canzoni di questo Ep? Dentro i brani, ma anche dentro la loro scrittura e poi produzione?
La trasformazione è venuta in modo molto naturale. Le canzoni di questo Ep anche. C’è un senso di urgenza in tutti i brani e nel modo in cui son venuti fuori e sono stati trattati. Come al solito, abbiamo mantenuto un approccio live per le registrazioni del disco perché credevamo che le canzoni avessero necessità di quel suono per essere mantenute vere e vive.

Dici di non voler piacere a tutti. Oggi, cosa significa per te prendere posizione? 
Semplicemente mi piace fare quel che mi sento di fare, senza cercare di entrare per forza nel giro. Senza forzature musicali di produzione e di suono.  

Il suono del disco si muove tra delicatezze acustiche e chitarre abrasive. Come avete trovato questo equilibrio, forse inafferrabile (per certi versi) ma sincero?
Non so precisamente il motivo e forse è bello così. So che è venuto tutto spontaneo. Posso dire, però, che è ricorrente, quando scrivo, giocare con le dinamiche e con i contrasti.

C’è un brano che ti assomiglia di più e perchè?
No, non credo. Sento molto affine a me tutto.

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