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Reportage Live

AVATAR: il racconto del concerto al Santeria Toscana di Milano

“Venghino signori, venghino!”
Il grande circo metal degli Avatar è arrivato a Milano: all’apparenza un Freak Show, in sostanza tutto fuorché un fenomeno da baraccone

Avatar in concerto al Graspop Metal Meeting 2023 di Dessel foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it
Avatar in concerto al Graspop Metal Meeting 2023 di Dessel foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

Articolo di Jennifer Carminati | Foto di Andrea Ripamonti (Graspop 2023)

A distanza di sei anni dall’ultima esibizione in suolo italico, ritornano in grande stile gli Avatar, con il nuovo Tour The Great Metal Circus 2024, oggi martedì 5 marzo alla Santeria Toscana 31 di Milano.

Un sold out annunciato addirittura con due mesi di anticipo, e non mi stupisce affatto. Quello che mi ha stupito invece è stata la decisione di Vertigo di non spostare l’evento in un’altra location ben più capiente del Santeria, che credo avrebbero riempito senza problemi, ma la concomitanza di altri eventi questa sera ha sicuramente influito su questa scelta.

Il Santeria, come spesso viene abbreviato, non è solo un locale con bar e cucina e dove si organizzano eventi, ma è un vero e proprio spazio di coworking, dove trovano ragione di esistere un teatro, uno shop, un atelier artistico e persino aule di formazione. Zona Porta Romana o Bocconi, dipende quale mezzo preferite, se la metro o il tram, è facilmente raggiungibile coi mezzi, un po’ meno per chi arriva in macchina e deve andare alla caccia di parcheggio, ma per fortuna questo non è mai stato un mio problema. Ovviamente delle tante versioni del locale noi amanti dei concerti preferiamo quella di stasera, con un impianto audio e luci che nulla ha da invidiare ai ben più noti templi della musica live milanese.

Data davvero molto attesa dai moltissimi accorsi da ogni dove per vedere questo circo metal esibirsi finalmente come headliner anche dalle nostre parti dove son passati raramente negli scorsi anni. Infatti, personalmente li ho scoperti in altri eventi all’estero la scorsa estate e devo ammettere di esserne rimasta folgorata: Johannes Eckerström è un intrattenitore nato, un Frontman con un carisma immenso e un’attitudine pazzesca nel portare sul palco in maniera originale un genere ormai inflazionato come il death metal melodico, e lo fa in una maniera che non ha eguali al momento nel mondo del metal, e vi sfido a contraddirmi.

Æther Realm

In apertura, gli americani Æther Realm esponenti di un death melodico a tinte folkloristiche che a mio parere poco c’azzecca con la miscela di heavy metal che porteranno sul palco gli headliner della serata.

Nonostante ciò, nei ben 45 minuti a loro disposizione, gli Æther Realm hanno saputo creare una buona sinergia con il pubblico già presente in maniera copiosa, che li ha accolti più positivamente di quanto non abbia fatto la sottoscritta.

Con la setlist proposta puntano molto sull’impatto che in sede live hanno i loro brani, che certamente su disco, a meno che per gli amanti del genere, possono risultare assai più ripetitivi e sapere troppo di “già sentito”.

Sul palco rendono certamente meglio questi ragazzi che sanno come coinvolgere il pubblico, che si rende partecipe di headbanging e anche qualche leggero accenno di moshpit non manca.

Canzoni facili ed orecchiabili, che lasciano più spazio alla melodia e al ritornello che all’aggressività, ed è per questo che non rientrano nei miei ascolti, ma tutto sommato dal vivo gli Æther Realm risultano essere piacevoli, anche se mi sarei fermata volentieri alla mezz’ora di esibizione.

La ripetitività è davvero dietro l’angolo per loro, preferisco decisamente cambiare strada e dirigermi verso il bar e prendermi una birra nell’attesa dei grandi domatori della serata che non vedo l’ora davvero di risentire e rivedere su di un palco a pochi metri da me.

Avatar

La band heavy metal svedese Avatar formatasi nel 2001, ha guadagnato costantemente e meritatamente fama negli ultimi anni: dalla pubblicazione del loro nono album, si avete letto bene, l’anno scorso e al raggiungimento del successo nelle classifiche mondiali con la canzone The Dirt I’m Buried In, con il relativo videoclip d’accompagnamento, è davvero giunto il momento per il quintetto svedese di raggiungere il riconoscimento mainstream tanto ambito.

Attualmente in tournée in tutta Europa, gli Avatar hanno iniziato il loro grande circo metal qui al Santeria alle 21 precise, come da programma, ed è subito un delirio di follia.

Il cantante Johannes Eckerström è un personaggio fatto e finito: interpreta perfettamente un ruolo che combina un clown burlone e un direttore di circo, che fa musica heavy metal con i controcazzi, non certo canzonette scanzonate.

Un’esperienza affinata negli anni di dura gavetta per il protagonista indiscusso degli Avatar, ma anche il resto del gruppo ha un proprio ruolo sul palco, esibendosi in varie scenette e non limitandosi a suonare i propri strumenti, in maniera impeccabile per altro.

Tra i vari siparietti visti durante il loro show durato ben due ore si va dalla gigantesca scatola regalo da cui salta fuori magicamente l’irriverente e sin da subito carichissimo Johannes Eckerström durante Black Waltz alla battaglia di chitarra tra Jonas Jarlsby e Tim Öhrström, alle tarantelle in stile heavy metal del simpaticissimo batterista John Alfredsson poco prima dell’encore ad altre che vi racconterò strada facendo.

Ma come ho enunciato già nel titolo di questo Live Report, un concerto degli Avatar solo all’apparenza può sembrare un Freak Show, ma in sostanza questi ragazzi sono tutto fuorché un fenomeno da baraccone.

Siamo sempre ad un concerto metal, e come ogni concerto che si rispetti, non può contare solo sullo spettacolo visivo e nessuna sostanza musicale, e infatti di materiale qui ce n’ è e tanto davvero.

Quasi due ore di live dove il combo svedese ci ha fatto ascoltare tantissime canzoni estrapolate dalla loro ampia discografia davvero poco conosciuta e apprezzata dai più nel mondo metal, non certo dalle centinaia di persone che hanno stipato questa sera il Santeria, e che dimostrano di conoscere a menadito praticamente tutti i testi.

Lo show inizia con i vari componenti che compaiono uno a uno sul palco e poi eccolo, Eckerström, con la divisa tipica del direttore di circo e col suo trucco d’ordinanza a metà tra il Joker di Heath Ledger e il Corvo di Brandon Lee. Con una bocca gigantesca e una lingua lunga che tira fuori con irriverenza provocante, un sorriso smagliante e inquietante allo stesso tempo, e questi due occhioni azzurri penetranti con cui fissa le prime file, inizia lo show e le note di Dance Devil Dance prendono forma.

Avendo la moglie italiana Eckerström si cimenta in un italiano non male, a partire da un “Metallari milanesi fatevi sentireee” o “non avete pagato per vedermi nudo” che fanno scoppiare l’ilarità generale. E’ simpatico davvero e la sua genuina spontaneità è davvero evidente.

Segue a ruota la la ritmica cadenzata di The Eagle Has Landed con il suo ritornello che rimane subito in mente:

“Ladies and gentlemen

Your hero has returned again.

Everything is going to be ok”.

Definire il loro sound con un’etichetta è impossibile, passano da canzoni prettamente death metal melodico di evidente e inevitabile matrice scandinava ad altre più metalcore, l’heavy metal classico che si mischia al moderno, con un groove sempre accattivante a farla da padrona; non c’è un genere che predomina sugli altri, ma in base alla sensazione che questo combo di pazzi furiosi ha intenzione di trasmettere, c’è un tocco in più di pop o di hard rock nella loro miscela pezzasca.

All’interno dello stesso brano sono in grado di farci gridare a squarciagola, saltare e pogare come forsennati, ma anche farci scendere una lacrimuccia per le parti più struggenti e malinconiche del loro repertorio artistico, davvero molto ben fornito.

Gli Avatar dimostrano di saper suonare davvero una vasta gamma di generi musicali passando da uno all’altro senza alcun problema: dall’orecchiabilità immediata delle più melodiche Paint Me Red, When the Snow Lies Red e Bloody Angel ai ritmi furiosi di Chimp Mosh Pit che scatena un’inevitabile pogo nel pit, al sentimentalismo struggente di Tower, il tutto fatto con estrema arte e mestiere. L’inizio di quest’ultima è divertente, con un brevissimo accenno di Anima Mia dei nostri Cugini di Campagna che fa scoppiare risate tra tutti, per primo Eckerström che poi si incupisce improvvisamente, entra nella parte e ci regala un’interpretazione toccante di questo brano molto particolare della loro discografia.

Tra una canzone e l’altra il catartico e istrionico Eckerström tracannava chissà cosa da una tanica, e io che mi limito a una birretta per tirare avanti e reggere le notti in bianco a scrivere. E visto i risultati sulla sua impressionante e versatile estensione vocale, sarei proprio curiosa di conoscerne il contenuto.

In Puppet Show, divertente e leggera nei jingle quanto pesante nel growl di Johannes che si cimenta anche con un trombone suonato al suo solito modo irriverente; il nostro personaggio indiscusso della serata compare magicamente al centro della sala nell’area mixer e inizia a gonfiare palloncini a forma di cane e regalarli ad un pubblico entusiasta che brama di portare a casa un ricordo anche materiale della serata.

In Colossus, brano loro che preferisco in assoluto, invece, tutta la band suona con piglio marziale, in riga, come un piccolo esercito di soldatini giocattolo. Ed è proprio la cura del dettaglio a fare la differenza in un loro show, come ad esempio, il mini drumkit portato sul palco apposta per questa scena, o l’insieme carnevalesco di stelle filanti rosse, fuochi d’artificio e fiammate che accompagnano in maniera assai coreografica la loro esibizione.

Lasciano per l’encore tre brani tra i più conosciuti e acclamati, ovvero, uno dietro l’altro: la superhit radiofonica con cui si son fatti conoscere alla moltitudine, The Dirt I’m Buried In, Smells Like a Freakshow e per concludere davvero Hail the Apocalypse, dal loro primo vero album di successo omonimo del 2014 e si raggiunge l’apoteosi dell’entusiasmo e dell’euforia generale, spenti solo dal pensiero che siamo purtroppo giunti davvero alla fine dello spettacolo.

Gli Avatar sono una formazione decisamente sopra le righe, folli, geniali e originali, dal vivo mettono in scena uno spettacolo in tutti i sensi, coinvolgente, divertente e professionale, che li rende a mio parere uno dei migliori gruppi di musica dal vivo attualmente in circolazione, e questa idea non me la toglie di testa nessuno, anzi, dopo lo show di questa sera, ne sono ancora più convinta.

Sono incredibilmente energici, trascinanti, carismatici, musicisti con tecnica, divertenti ma senza mai scadere nel ridicolo e pacchiano, hanno saputo rivedere in maniera del tutto personale un genere davvero trito e ritrito, come è diventato ormai il death metal melodico di matrice scandinava soprattutto.

Con la loro musica e ancora di più con un loro spettacolo live hanno la straordinaria capacità di attirare l’attenzione anche da parte di chi normalmente non ascolterebbe questo genere di musica, e questo può far sole che bene al mio amato metal, in tutte le sue sfumature, che negli Avatar vede prendere i colori di quelle più orecchiabili spesso, ma non per questo meno heavy.

Lo so che siamo alla fine di un Live Report e non di una fiaba, ma dopo un concerto come questo, una morale con cui concludere ce l’ho in mente e la voglio condividere con voi.

Anzitutto, il non fermarsi mai alle apparenze, perché se lo avessi fatto, io stessa non sarei stata qui a parlarvi di questo evento, ferma come sono spesso nella mia intransigenza per quanto riguarda la musica metal e come viene fatta a livello mainstream e non underground dove mi sento più a mio agio.

I difensori indefessi del metal “duro e puro” sicuramente continueranno a storcere il naso di fronte alla proposta musicale degli Avatar, tutti gli altri invece che riescono ad andare oltre, strizzeranno l’occhiolino alla loro sperimentazione e unicità, ascoltandoli con un sorriso a volte sarcastico stampato in volto.

E poi, come ha dichiarato Tim Burton in una recente intervista di presentazione della sua mostra alla Mole Antonelliana di Torino, di cui potete leggere il mio articolo sempre qui sulla pagina di RockON: “La follia di una persona è la realtà di un’altra”, e gli Avatar hanno saputo interpretare al meglio questa filosofia di vita.

È stato davvero bello partecipare a questo grande e fantastico circo metal che è un concerto degli Avatar, bisogna vederli per credere a quello che ho scritto, ci vediamo sottopalco alla loro prossima incursione italica ok? E speriamo non tardi troppo ad arrivare, che già mi mancano e ancora non è scesa l’adrenalina per questa serata a dir poco entusiasmante, come dovrebbe sempre essere l’esperienza di un concerto.

“La normalità è una maschera. Una posa. La follia è il vero volto dell’uomo” cit. Alice nel Paese delle Meraviglie.

AVATAR – La scaletta del concerto di Milano

Dance Devil Dance
The Eagle Has Landed
Valley of Disease
Chimp Mosh Pit
Paint Me Red
Bloody Angel
For the Swarm
Puppet Show
When the Snow Lies Red
Do You Feel in Control?
Black Waltz
Tower
Colossus
Let It Burn
A Statue of the King

Encore
The Dirt I’m Buried In
Smells Like a Freakshow
Hail the Apocalypse

Written By

Bergamasca nell'animo, Milanese d'adozione. Di giorno Ingegnere di sera mi trovate con una birra in mano ad un concerto rock o metal. Amo camminare e visitare città che non conosco. Mi piace leggere e ovviamente ascoltare musica, immancabile sottofondo delle mie giornate. Per me essere Rock è una filosofia di vita. I'm hard on the outside but soft on the inside, come un tortino al cioccolato con cuore fondente, of course.

2 Comments

2 Comments

  1. Gus

    06/03/2024 at 19:22

    Io c’ero, concerto assolutamente memorabile, ne ho visti davvero tanti di gruppi ma gli Avatar sono qualcosa di indescrivibile, tanto da farmi, sul braccio, il logo della band.
    Articolo da pelle d’oca. Grazie

    • BloodyRose

      10/03/2024 at 15:28

      Grandissima, che articolo bellissimo, grazie!!!!! È stato un sogno vederli dal vivo , ero certa non ci avrebbero delusi, ma sono andati al di là di ogni possibile aspettativa, mi hanno completamente stregata! Uno show pazzesco!

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