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Reportage Live

ALBOROSIE & Shengen Clan + Gentleman + Boomdabash: reportage e fotogallery del concerto di Jesolo (VE)

Articolo di Federica Ballestrin | Foto di Chiara di Meo

“La musica reggae deve avere un messaggio, se no non è musica reggae!”

Questo il saggio benvenuto riservatoci ieri sera al Pala Arrex di Jesolo dalla quasi-completa-formazione salentina dei Boomdabash.
Esplosivi sul palco, ai tre spetta l’importante compito di far gasare un pubblico un tantino ammosciato che pare impaziente di vedere davanti ai propri occhi il main guest della serata.

Con le loro voci coinvolgenti ed eccitate, Payà (Paolo Pagano) e Biggie Bash (Angelo Rogoli) sanno quali punti toccare per essere tra e con il pubblico e con “Portami con te” ecco la “scena degli accendini”; un classico sempre apprezzato.
A questo punto la folla sembra attraversare un momento di risveglio, accennando qua e la gridolini, saltelli e applausi che s’accentuano con il pezzo “Commu in Jamaica” (brano inserito nell’album “Radio Revolution” del 2015): anche questa volta i Boomdabash ci hanno regalato la giusta carica per assistere allo spettacolare show che ci avrebbe incantato tutti di lì a poco!

Sotto una cascata di luci soffuse iniziano a prendere posto sul palco tutti i musicisti della Schengen Clan Band, accolti con calorosi applausi da un pubblico che freme d’impazienza (un’impazienza avvolta da quel tepore ben conosciuto: eccellenti qualità e aromi ieri sera al Pala Arrex!).
Durante l’intro d’apertura davvero ben riuscito salgono sul palco anche i due coristi; alle loro spalle il testo iniziale del brano “The Prophecy” (una collaborazione con Rev. Rohan Treleven, tratta dal nuovo album “Freedom and Fyah”) riversa sul pubblico il mantra finale “You will rise everytime because your gift will make room for you and you will take your place and be a blessing to your generation”.

E sulle note di “Rock the dancehall” che diventa un mash up con “Herbalist”, ecco che entra il rastaman italiano per eccellenza nonché protagonista della serata: signori e signore, ALBOROSIE!

I presenti chiaramente non possono fare a meno d’incendiarsi completamente e veniamo travolti fin da subito dal suo sound inconfondibile che ti prende per mano e ti porta direttamente ne “la isla del reggae”, la Giamaica, dove Alborosie (Alberto D’Ascola) vive e lavora ormai da anni.
Sulle note di “Camomilla” e abbracciato dai suoi lunghissimi dreads che sfoggia con orgoglio, Alborosie ringrazia il pubblico di essere venuto, riconfermando il fatto che la musica reggae riesce sempre ad unire: guardandoti attorno scorgi uno squisito mix di persone di età e stili completamente diversi che riesce a danzare simultaneamente regalando un’atmosfera molto positiva!

Pupa Albo ci fa viaggiare tra i pezzi riuscitissimi del nuovo album e i brani che hanno da sempre fatto innamorare le masse: “The prophecy”, “No Cocaine”, “Police in helicopter” (storico brano di Jon Holt e ieri sera riprodotto assieme al vocalist della Schengen Clan Band, Kemar Williams), poi un inframezzo con un assolo di chitarra straordinario di Andre Lopez ed ancora con “Real story”, che con il suo “bilibembem bilibebem bilibibilibibembem” incanta il pubblico che a questo punto è decisamente su di giri e…

…un boato accoglie sul palco GENTLEMAN (Otto Tilman), lo special guest più atteso della serata e rastaman indiscusso della vicina terra germanica.
Munito di tattici occhiali da sole, si presenta al pubblico intonando “Celebration” e i due artisti davanti a noi sono davvero uno spettacolo: “Alborosie Gentleman deh pon top of the game”.

A questo punto Gentleman, che nel frattempo si è tolto gli occhiali da sole, chiede al “light’s man” di abbassare le luci (il pubblico è chiaramente d’accordo); dopo essersi accese intensamente a mo’ di presa in giro, ora si affievoliscono poco a poco.
Ed ecco iniziare una versione a cappella di “New Day” con la quale il reggaeman tedesco mette in scena le sue doti canore, contrassegnate da quel suo cantato, ruvido e morbido allo stesso tempo, che conferisce alle sue canzoni una particolarissima intensità.
“Dem Gone” mette vocalmente in difficoltà l’artista a causa (anche e forse) dell’importante impegno vocale richiesto dall’intro del pezzo precedente; ma la Schengen Clan Band sa il fatto suo e riporta l’atmosfera alle stelle con un assolo impeccabile del sax.
Gentleman prosegue con il brano “Superior” e, percependo il pubblico un po’ deluso dalla scena di poco prima, entra letteralmente tra la folla e ci invita a “find somebody to hug” (abbracciare qualcuno): si, il risultato sono “abbraccioni” calorosi tra tutti!

Tra un abbraccio e l’altro rientra Alborosie sul palco, accompagnato dai ringraziamenti del collega; i due attaccano un discorso che (per rimanere in tema) abbraccia un messaggio ben preciso: “stand up for somenthing” ed è qui Gentleman esegue “Leave us alone”, ritornando a scaldare a puntino il pubblico.

Dopo una breve assenza di Albo dal palco durante “Leave us alone” eccolo rientrare e, stringendo in alto la mano dell’amico tedesco, eccoli regalarci una versione riuscitissima di “Journey to Jah”, colonna sonora del film-documentario realizzato da Noël Dernesch e Moritz Springer nel 2013 “Journey to Jah- Viaggio nel reggae”, racconto dell’affinità e delle divergenze nelle vite dei due artisti, il tutto condito da un dipinto fedele della Giamaica, su com’è realmente questa terra nelle sue molteplici contraddizioni.

Personalmente a questo punto sono stata rapita totalmente dall’ incredibile tripudio di artisti che si stavano alternando sul palco dall’inizio del concerto.
E’ di nuovo il momento da solista per Alborosie che con “Rastafari Anthem” e “Still Blazing” introduce un nuovo assolo di sax, che a sua volta apre la strada ad una versione ska di “Judgment”; il pubblico salta, balla, applaude,urla: è un bellissimo delirio!

Ed è a questo punto che una grande mano soffice ti si posa sul cuore: Sandy Smith, vocalist della Schengen Clan Band, canta una versione nostalgica ma incredibilmente sensuale di “Is This Love”, storico brano dell’eterno Bob Marley.
Un’esibizione potentissima!

Alborosie ritorna in scena e dopo “Raggamuffin” (che chiaramente riporta il pubblico all’esaltazione totale), invita sul palco i Boomdabash con i quali presenta il brano “Hustlers Never Sleep”. Il brano è presente in uno degli ultimi lavori di Albo, “The Rockers”, album interamente realizzato con collaborazioni artistiche made in Italy, dove il naturalizzato giamaicano di casa nostra si cimenta più come creatore di basi che come cantante.

Non poteva chiaramente mancare “Kingstown Town” in scaletta e qui il pubblico diventa cantante e non ce n’è più per nessuno!
A questo punto ritornano sul palco Gentleman e i Boomdabash: serve davvero raccontare l’atmosfera?!
I quattro artisti regalano una performance super carica di “positive vibes” sorrette dal roots reggae, dallo ska e dalla dancehall: il calore umano venutosi a creare tra i presenti è davvero indescrivibile e gli artisti sul palco ne sono i fautori indiscussi!

Il selfie di rito con il pubblico alle spalle annuncia che si sta volgendo al termine di questa serata che…
…che a pensarci bene non le trovi le parole esatte per descrivere l’atmosfera e le vibrazioni che si sono alternante all’interno del Pala Arrex ieri sera!

L’unica parola per concludere è un Grazie enorme agli artisti e alla musica reggae che si, riescono sempre ad unire in maniera semplice e genuina!

Bless up!

ALBOROSIE & Shengen Clan

Special Guest: GENTLEMAN + BOOMDABASH
Biglietti in vendita a questo link > http://bit.ly/2fjQZRt

29 Novembre – Firenze c/o Obihall
01 Dicembre – Torino c/o Teatro della Concordia
02 Dicembre – Trezzo Sull’Adda c/o Live Club
03 Dicembre – Bologna c/o Estragon

Biglietti in vendita a questo link > http://bit.ly/2fjQZRt

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