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The STRYPES – Little Victories

the-strypes-little-victories2015, Virgin EMI Records

Il secondo album della band irlandese The Strypes è uscito il 21 agosto tramite la Virgin EMI Records.

La band stimata (non molto dalla stampa, però) da personaggi come Dave Grohl, Noel Gallagher, Elton John (sono sotto contratto con Rocket Management, di sua proprietà) e Jeff Beck è arrivata al secondo album dopo “Snapshot” nel 2013. Un gruppo giovane composto da Ross Farrelly (voce e armonica, nato nel 1997), Josh McClorey (chitarra solista, nato nel 1995), Evan Walsh (batteria, nato nel 1996) e Pete O’Hanlon (basso, nato nel 1996).

“Little Victories”, rispetto al primo lavoro della band, si presenta più influenzato dall’Indie Rock e di conseguenza anche più lontano dalle sonorità Rhythm & Blues e Rock & Roll. Ne è l’esempio lampante “A Good Night’s Sleep and a Cab Fare Home” decisamente ispirata dal sound di “AM” degli Arctic Monkeys (band che i The Strypes hanno supportato in tour). Uno dei pezzi più validi dell’album e già rilasciato come singolo.

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“Get Into It” apre l’album e sembra quasi un consiglio a goderselo tutto. La melodia funziona, la voce di Farrelly anche, il riff pure. Stesso discorso per “I Need to be Your Only” che segue subito dopo. Entrambi pezzi già rivelati dal gruppo irlandese proprio come “Eighty-Four”, dove Farrelly e McClorey si dividono la parte cantata. Anche qua il riff funziona e pure la melodia. Per la prima parte dell’album menzione particolare anche per “Queen of the Half Crown”, bel tempo nei versi, ritornello orecchiabile. Possibile prossimo singolo.

A chiuderla, la prima parte, è “(I Wanna be Your) Everyday”, la prima vera ballad dei The Strypes. Nuova esperienza per loro, quindi, comunque ben riuscita. Non si sono fatti mancare due assoli, uno dei quali a chiudere il pezzo da 1 minuto e 30 secondi. Anche questo possibile nuovo singolo.

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La seconda parte di “Little Victories” va in calando con pezzi come “Best Man”, “Three Streets and A Village Green”, “Cruel Brunette” (indie rock vero e proprio, in questo caso) e “Status Update” che si salvano (chi più, chi meno), ma restano comunque sotto il livello delle prime 6 tracce dell’album.

In sostanza gli irlandesi hanno cercato di reinventare un po’ il loro sound dal Rock ‘N Roll verso un rock più “moderno”, riuscendoci in parte. Tenendo presente anche l’età i The Strypes promettono molto bene.

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Nato a La Spezia nel 1994. Appassionato di Musica Rock britannica, del Regno Unito e di calcio.

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