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Recensioni

DRENGE – Undertow

Drenge_Undertow2015, Infectious Records

Drenge sono un duo grunge/post grunge britannico (East Midlands) formato nel 2011 dai fratelli Eoin (voce e chitarra) e Rory Loveless (batteria). Durante gli ultimi anni il gruppo ha suonato in lungo e in largo in tutto il Regno Unito (in attesa del primo concerto in Italia, ancora da annunciare) partecipando anche ai più importanti festival della zona. Il duo, ora trio con il membro non ufficiale Rob Graham al basso, nel 2013 rilasciò il primo album “Drenge” particolarmente amato dai media (dal NME, al Guardian fino a BBC Radio 1) che li hanno di fatto inseriti nella lista “immaginaria” delle più promettenti band del paese.

Come già detto i fratelli Loveless hanno assunto un bassista dopo il primo album: Rob Graham, non membro ufficiale, il quale ha partecipato alla registrazione dell’album (solo in tre pezzi) e sarà anche in tour. Un arrivo che è stato definito come una “naturale evoluzione” e che aiuterà la band ad avere un suono più “pieno” dal vivo.

Dopo aver confermato il secondo album a fine anno, “Undertow”, uscito ieri e che potete comprare su iTunes cliccando questo link, la band ha rilasciato il primo singolo “We Can do What We Want” che, come hanno spiegato in varie interviste, riassume un po’ come la loro  etichetta discografica (Infectious Records, indipendente) gli ha permesso di lavorare. La canzone è stata anche suonata live nello show di David Letterman (che è sembrato abbastanza impressionato dal gruppo a giudicare dai suoi commenti a performance conclusa).

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“Undertow” è stato prodotto (come il primo disco) da Ross Orton che nel 2013 lavorato anche su “AM” degli Arctic Monkeys. Dopo un intro di 1 minuto e pochi secondi (“Introduction”) l’album parte subito alla grande con “Running Wild” dove la chitarra distorta di Eoin Loveless esordisce con un riff quasi ipnotico che prosegue poi con assoli con effetto bridge. Sicuramente l’highlight della canzone.

Arriva poi il turno delle tre canzoni già ufficialmente rilasciate: “Never Awake”, “We Can Do What We Want” e “Favourite Son”. La prima segue l’esempio di Running Wild ma con una chitarra meno distorta; In Favourite Son Eoin Loveless tira fuori il meglio sotto il punto di vista vocale per una registrazione nella quale traspare, volutamente, una certa rabbia nella sua voce. We Can Do What We Want potrebbe essere l’unica canzone ad avere un buon riscontro radiofonico e non a caso è stata scelta come primo singolo. Ottima melodia, batteria e chitarra che risalta ancora una volta.

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“The Woods” è stata definita da tanti come una delle loro migliori canzoni. È sicuramente l’unico pezzo dove i Drenge tengono un volume più basso negli strumenti creando un’atmosfera sinistra e malinconica con una melodia più orecchiabile rispetto alle altre. In “Standing In the Cold”, una delle migliori della discografia dei Drenge, si possono sentire lontanamente i Nirvana, gruppo al quale sono stati inevitabilmente accostati prima. La chiusura del disco è affidata a “Have You Forgotten My Name?” e funziona alla grande concludendo Undertow con un assolo distorto sempre in crescendo.

Undertow è imperdibile per gli appassionati del genere, ma non solo. Come hanno consigliato gli stessi Drenge andate ad acquistarlo nel vostro negozio di dischi di fiducia, portatelo a casa e ascoltatelo in silenzio e in comodità, possibilmente non dal computer.

Written By

Nato a La Spezia nel 1994. Appassionato di Musica Rock britannica, del Regno Unito e di calcio.

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