di Thanks For Choosing
Dal 29 maggio 2020 è disponibile Vita D’Artista, il primo singolo del progetto di MORE, una lode all’ozio, allo studio, e alla contemplazione. Un progetto che si dichiara noir-pop e che vanta la produzione artistica di Duilio Scalici (de I Giocattoli). MORE è il serpente che cambia pelle, l’araba fenice che risorge dalle ceneri. Fermato alla porta dell’inferno mentre cercava di fuggire, torna alla musica per espiare le sue colpe. Ma non ha più un volto, svanito quando si voltò per cercare ciò che stava lasciando.
Gli abbiamo chiesto quali brani identificano al meglio la realtà che lasciando alle spalle.
Ecco cosa ci ha segnalato!
America – A Horse With No Name
Poche canzoni come questa mi fanno sognare di partire e andare lontano alla ricerca di una libertà pura e incontaminata, che probabilmente non esiste. “In the desert, you can remember your name / ‘Cause there ain’t no one for to give you no pain”. Nel deserto puoi ricordare il tuo nome perché non c’è nessuno a farti del male. Semplice, grandioso, impossibile. Ma grazie alla musica puoi comunque sentire, anche se solo per pochi minuti, il sapore di questa libertà terribile.
Audioslave – What You Are
“Now I’m free from what you are”. Ora sono libero da ciò che sei. Di qualsiasi schiavitù si tratti, ormai è alle spalle. Questo è uno dei pezzi più intensi del primo disco omonimo degli Audioslave (2002), di cui la sola voce di Chris Cornell varrebbe l’ascolto. Ascoltare questa canzone mi fa sempre venir voglia di liberarmi da tutto ciò che mi incatena.
Bombino – Amidinine
Ma anche nel deserto puoi trovare degli amici. Amidinine, dell’artista tuareg Bombino (contenuta nel bellissimo album Nomad del 2013), racconta proprio del valore dell’amicizia. Sarà pur liberatorio sognare di andarsene lontano da tutti, ma senza qualcuno che ti vuol bene la vita vale ben poca cosa.
Carmen Consoli – Per niente stanca
“Ho superato anche l’inverno… e non sono per niente stanca”. La capacità di resistere, di far tesoro delle sofferenze per riemergere più cazzuti di prima. Tutto questo è Carmen Consoli, una delle mie passioni adolescenziali, rock puro e raffinato per le mie orecchie.
Queen – Bicycle Race
Vivo in una città in cui mettersi in strada con una bicicletta è un suicidio annunciato, ma tutta la mia infanzia l’ho trascorsa in bici sugli argini del fiume. Questo pezzo dei Queen (contenuto nell’album Jazz del 1978), ispirato al Tour de France, è un inno sia alla libertà di muoversi che alla libertà di essere. Non a caso nel video della canzone ritroviamo ben 65 donne nude che girano insieme in bicicletta – dovrebbe essere una gara, ma nessuno sembra aver voglia di vincere.





























