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Le 5 canzoni preferite dei bRAdO

La band bRAdO è un nuovo progetto che nasce dall’esperienza di tre musicisti (Armando Santoli, Matteo Cavallina e Nicola Pozzi) formatisi nell’ambito del Rock underground italiano. Lo scorso venerdì 1 aprile è uscito per Le Stanze Dischi il singolo di debutto di questo nuovo trio: Istinto. Il pezzo è stato inciso con la collaborazione di ERICK e ci racconta la storia di una donna come tante alla ricerca spasmodica della sua stabilità, e lo fa attraverso sonorità energiche e dirette tipiche del rock più puro.

Per i bRAdO la musica è il medium che risveglia in noi l’istinto necessario per affrontare l’ignoto. Il progetto è solo all’inizio. I bRAdO, infatti, stanno lavorando ad altre canzoni e collaborazioni musicali per fondere le loro idee ad altre esperienze artistiche.

Nel frattempo, in occasione del loro debutto ufficiale come band, abbiamo chiesto loro di raccontarci le loro 5 canzoni preferite:

They don’t care about us (Michael Jackson)

Canzone a cadenza quasi militare che scatenò campagne antirazziali e diffamatorie, testo molto forte e censurato in diversi contesti, come altre songs del “Re del pop” che riusciva a coordinare l’arte (musica, ballo, parole) tramutandola in magia comunicativa.

Power of love (Huey Lewis)

Il potere dell’Amore incondizionato scaccia i demoni, non occorrono beni materiali per amare, song purificatrice dell’anima e allo stesso tempo rilascia la giusta carica per affrontare gli ostacoli quotidiani.

Shymphony of destruction (Megadeth)

Shympony risiede in uno dei migliori album dei Megadeth, una delle band americane che ci hanno forgiato, imponente l’efficacia del riff con tempo cadenzato che si imprime subito nella mente. Anche il testo è importante trattando argomenti contraddittori della nostra epoca. 

Centro di gravità permanente (Battiato)

Certo forse la canzone più popolare del Maestro ma un colosso che ha il potere di farti ritrovare la strada tramite l’istinto quando credi di aver perso la rotta, un centro di gravità che ci orienti nel caos della vita moderna, invitandoci ad osservare le cose da un’altra prospettiva, con più lucidità.

Killing in the name (Rage against the machine)

Anche killing è una song che ha contribuito alla nostra formazione musicale, il testo parla chiaro, protesta nei confronti del governo, schietta è l’urgenza di fare qualcosa, urlato con rabbia dando sfogo alla repressione, per respirare il clima di ribellione non serve nemmeno captare le singole parole e tradurle, perché le distorsioni sono più che sufficienti. 

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