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I 5 brani preferiti di Castelli

É uscito venerdì 9 dicembre 2022Festa” (per Bordello a Parigi Records) il nuovo singolo di Castelli, il progetto solista di Stefano Castelli. Un nuovo capitolo e primo assaggio di un album di prossima uscita: una discoteca oscura ai confini del mondo fa da sfondo a parole magnetiche cantate da Castelli e Luca Urbani, che raccontano la lontananza e l’impossibilità di riabbracciarsi. Un brano dedicato a chi ama ballare anche se su note tristi e fare tardi anche in inverno. 

Il video diretto dalla videomaker Stefania Carbonara è un viaggio che rivisita gli anni 20 del 1900 e li porta verso il futuro, in una danza ipnotica

Ok, partendo dal presupposto che scegliere 5 brani per uno come me che ascolta attivamente e suona musica da più di 20 anni non è semplicissimo, opterei per una carrellata in ordine più o meno cronologico, andando a toccare vari generi e fasi o momenti importanti per la mia vita.

Raf – Self Control

Partiamo dall’infanzia, brano del 1984, mio anno di nascita, che tra l’altro cito nel mio singolo “1984” feat. Garbo e non poteva mancare anche qui.

Lo ascoltava mia madre in qualche cassetta, è il mio primo amore Italo disco, mi ricorda quanto la musica italiana possa essere figa e potente oltre confine e anche la mia stupenda infanzia felice.

Nofx – Kids of the k hole 

Saltiamo all’adolescenza. Ho iniziato a suonare con solo i Nofx in testa e di questo pezzo facevamo anche una cover se non ricordo male…Poi dal punk rock si è passati all hardcore poi da lì all’emo fine anni 90 e poi al post punk etc…credo sia comunque tutto un percorso abbastanza collegato e lineare iniziato proprio con i Nofx nel 98.

Visage – Fade to grey

Nel 2005 io e il mio amico Gabri Fumagalli (che ora è il re del karaoke con discopianobar), abbiamo fondato i Phonograph un duo synth pop con basi fatte in Fruity loops / microkorg / chitarra e voce, essenzialmente perché ci eravamo già stancati di caricare e scaricare ampli dai furgoni dopo ogni live. Nasce da li a mia passione per il genere synth pop e new wave e la riscoperta di quel mondo anni ‘80 che avevo vissuto da bambino. Scelgo “Fade to grey” tra le tante per la sua grandezza, il suo sound senza tempo, l’iconografia e l’attenzione per l’immagine e la nascita del “new romantic” 

The specials – Ghost town  

Per me gli Specials rappresentano l’Inghilterra, le sottoculture, l’antirazzismo, la birra… insomma tutte cose fighe e che mi piacciono e sono senza ombra di dubbio tra le band live più divertenti che abbia mai visto nella vita.

Franco Battiato – Summer on a solitary beach 

Ok nulla da dire sul Maestro. Sicuramente fondamentale per chiunque voglia cimentarsi con la scrittura in italiano. Provare ad avvicinarsi a lui è un obiettivo così ambizioso e irraggiungibile ma utile per non perdere mai la motivazione e migliorarsi continuamente.

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