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I 5 brani che non possono mancare nelle playlist di YLYNE

E’ uscito per l’etichetta Auand Beats Odd Dance Music, il nuovo album di Ylyne, la creatura elettronica dell’estroso musicista Frank Martino.

Odd Dance Music non è solo il titolo, ma un gioco di parole che mischia ironicamente edm e odd meters, uno stile musicale qui sintetizzato con la partecipazione di Luca Scaggiante (in due brani, uno dei quali è l’atipica cover già edita di Welcome Home (Sanitarium) dei Metallica), I Love Degrado, Sarah Stride e Devon Miles.

Gli abbiamo chiesto quali sono i suoi 5 brani fondamentali. 

John Coltrane – Alabama

Ho scelto di suggerire cinque brani a cui sono molto legato, appartenenti a generi musicali e periodi molto diversi, in ordine cronologico. Il primo è Alabama di John Coltrane, gigante assoluto della musica del novecento. Il brano è stato scritto in seguito alla strage compiuta dal Ku Klux Klan in una chiesa battista a Birmingham (Alabama) il 15 Settembre 1963, un atto terribile in cui morirono quattro bambine che si preparavano alla funzione religiosa.

Ispirato dal discorso di Martin Luther King avvenuto subito dopo, Coltrane decise di dare il suo contributo servendosi della musica come mezzo espressivo, aprendo il pezzo con una linea melodica che ricalca l’andamento di un canto funerario, sviluppandosi poi in una delle interpretazioni di gruppo più intense della storia del jazz. Per chi proviene dal mondo del jazz, Alabama è un punto chiave e per certi versi non è certamente “originale” selezionarlo, ma, visti i tempi, credo sia molto importante non dare per scontata la nostra memoria.

Questo è uno dei motivi per cui ritengo che la musica jazz e la cultura afroamericana debbano essere parte integrante della formazione di qualsiasi musicista moderno, a prescindere dal genere di cui ci si occupa.

Bob Marley  & The Wailers – The Heathen

Anche se ho scoperto tardi la musica reggae, ho letteralmente consumato parecchi dischi di Bob Marley. Exodus, da cui è tratto The Heathen, resta uno dei miei preferiti.

Senza perdermi nelle tematiche trattate, che, se analizzate, fanno capire ai più scettici quanto in realtà il reggae nasca come “musica seria” a tutti gli effetti, questo pezzo contiene delle linee vocali straordinarie…per non parlare di basso e batteria!

Impossibile stare fermi.

Björk – Jóga

Questo brano è tratto da Homogenic, un disco non semplice per il periodo, anche se successivamente Bjork ci ha regalato sperimentazioni molto più complesse. 

Un intreccio di archi e melodie eteree si fonde con il testo iper meditativo, per poi culminare in un beat elettronico filtrato e distorto. Pensare che artisti del genere possano essere considerati “icone pop” mi fa recuperare tantissima speranza nel futuro della musica e accresce la mia stima nei confronti della specie homo sapiens in senso più ampio.

Tipper – Rip Cord

Dave Tipper è un compositore molto particolare che si è cimentato in tantissimi stili di musica elettronica differenti, dal sound design all’ambient fino alla dubstep.

Rip Cord è un brano dall’atmosfera glaciale che contiene temi molto interessanti ed una marea di dettagli sonori trattati in modo tecnicamente maniacale.

Avrei voluto farne una cover, ma dopo averlo analizzato ci ho rinunciato: meglio lasciarlo in pace.

Joan as Policewoman – Valid Jagger

Joan as Policewoman è una delle mie cantautrici internazionali preferite.

Quando è venuta in Italia ho potuto assistere a due concerti del tour di Damned Devotion, una da regolare spettatore, l’altra da dietro al palco, perchè suonammo nell’opening act alla data di Milano con Sarah Stride. 

Valid Jagger è una ballad molto melodica in 3/4 con un arrangiamento di gruppo fenomenale: la versione studio è perfetta, ma dal vivo l’hanno riproposta ancora più lenta, creando un momento di sospensione incredibile in cui il pubblico poteva letteralmente volare. Un’eleganza musicale e una delicatezza a cui raramente mi è capitato di assistere negli ultimi anni.

Con il mio gruppo Disorgan abbiamo inciso una cover di questo brano, ma non è ancora stata pubblicata…la lasciamo decantare un po’ e speriamo al prossimo ascolto ci convinca ancora: anche qui, siamo sul filo del rasoio.

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