E’ uscito lo scorso 12 febbraio “Eroi”, il nuovo singolo di Ida Nastri che segue l’uscita di “Comfort Zone” (Romolo Dischi/Pirames International) avvenuta lo scorso novembre. Si conferma la collaborazione con Giuseppe Salvaggio cui è affidata la produzione del brano.
Eroi, nata un anno fa, si è evoluta a partire da una melodia ben chiara sin da subito, snodando il testo in un secondo momento, ricavato da un gomitolo di pensieri che faceva capo ad una tematica non di poco conto, ovvero il tempo che passa, le scelte giuste e sbagliate, i momenti importanti della vita e quanto questo valore, che a volte è un prezzo da pagare, cambi di continuo. Alcuna risposta, ma tante domande, riportate accuratamente all’interno del brano, proprio perché il ruolo della musica, per Ida Nastri, diviene propedeutico circa le riflessioni e gli interrogativi. La melodia e il testo strizzano l’occhio a un cantautorato classico, mentre il sound della produzione curata da Giuseppe Salvaggio, tendendo all’elettronica, dà notevole freschezza al brano. Eroi insieme a “Comfort Zone” vanno definendo una cifra stilistica riconoscibile, ma mai monotona e che riserverà nuove sorprese anche in futuro.
Anime Salve – Fabrizio De Andrè
E’ l’album che mi ha fatto veramente capire cosa vuol dire “cantautorato”. Un elogio alla solitudine che ho imparato ad apprezzare proprio mentre la stavo vivendo al massimo. Ogni volta che l’ascolto ha la capacità di trasportarmi altrove…
Carmen Sings Monk – Carmen McRae
Carmen McRae che canta i brani di Thelonius Monk. Oltre alla goduria di sentire questi due geni virtualmente “insieme” è l’album che forse più mi ha fatto vedere l’uso della voce sotto una nuova ottica. Carmen è coatta, se ne frega, gioca con la voce, con i musicisti, con le parole, ti colpisce e ti sdraia.
Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band – The Beatles
Penso che anche quando avrò ottant’anni riascolterò questo disco come fosse la prima. Non ci sono tutti i miei brani preferiti del gruppo, ma tra i loro album è quello che ho ascoltato di più dall’inizio alla fine.
The Miseducation of Lauryn Hill – Ms. Lauryn Hill
Li tratto come se fossero uno stesso album perché sono i due che mi facevano sognare ad occhi aperti quando ho iniziato seriamente a studiare canto. Mi capiranno tutti i cantanti che da piccoli stavano a ruota con Sister Act.
Lateralus – Tool
Questo disco mi ha segnato per due motivi. Il primo è che lo collego alla quella fase di crescita in cui non volevo mai omologarmi alla massa o essere “commerciale”. Il secondo perché i Tool sono stata la prima band che andai a sentire live fuori da Roma con tutta la magia che questo comportava: viaggio con amici, nuove amicizie sul posto, un live in cui ricordo di più la voce stonata del cristone che mi capitò davanti che il resto del concerto, nottata in posti di fortuna: bello.





























