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Gli EPOCA22 ci raccontano i loro 5 brani preferiti

Foto di Gabriele Martoni

É in uscita venerdì 12 aprile 2024 su tutte le piattaforme digitali il nuovo singolo di Epoca22, in distribuzione Altafonte.

Un nuovo capitolo per lo stratificato progetto, che ci accompagnerà verso la pubblicazione di un nuovo album: uno scorcio post moderno raccontato attraverso gli stilemi della new wave: l’arpeggio dell’introduzione, freddo e vacuo, mette in scena la vita “senza senso” del protagonista del brano; i vuoti dei riverberi creano gli spazi in cui si inserisce il racconto. A volte monotona; a volte accorata, la voce fa da narratore esterno alla vicenda; senza giudicare, almeno lei, la sorte dello sventurato Uomo contemporaneo.

Morbosità patologia e asettica razionalità sono le caratteristiche del protagonista del brano – un uomo qualunque; un signor Nessuno della società contemporanea – e sono il risultato dell’ambiente che lo circonda: un mondo fatto di solitudini e dominato dal caso in cui i desideri sembrano scaturire da riviste pornografiche; droghe e voyeurismo. Nella descrizione di questo quadro apocalittico, nell’aridità di questa umanità scarnificata, l’emotività di questo “ultimo sguardo sul mondo” riporta al ricordo di una corsa infantile; alla luce che filtra da una porta finestra di una casa materna prima dell’accecante salto verso l’esterno; verso un “balcone abbacinante” che si fa simbolo di potenza vitale nella sua massima espressione: l’attimo prima della sua cessazione.

Si tratta di un progetto complesso, oscuro e allo stesso tempo accogliente, di un sound che non incontriamo molto spesso. E per conoscerlo meglio, non potevamo che chiedere a Gianluca, leader di Epoca22, quali fossero i suoi cinque brani preferiti. 

Diaframma – Amsterdam

Grande album; grandi canzoni. Amsterdam mi ha sempre colpito per il suo incastro quadrato tra basso e batteria; estrema sintesi di un certo modo di fare post punk a cui sono molto legato. Brano semplice ed efficace: sembra davvero di “scendere le scale sfiorando il muro” di un edificio scalcinato, buio e freddo insieme a Fiumani&Co. 

Jam – That’s Entertainment

Ho sempre apprezzato l’idea alla base dei Jam: mescolare attitudine punk a melodie beatlesiane. Avrei potuto mettere cinque canzoni dei Jam per quanto mi piacciono, ma That’s Entertainment è quel brano che ti fa godere mentre lo canti, sberciando una chitarra acustica scassata in un bilocale al Pigneto, ma ti senti un mod nel Surrey nel 1980. 

The Smiths – Last Night I Dreamt That Somebody Loved Me

Ho visto Jhonny Marr suonare dal vivo il solo di questo brano. Quando mi sovviene, sento calore alla bocca dello stomaco: credo di essere innamorato di questa canzone. 

Chameleons – Nostalgia

È il 2021 e sono da poco arrivato a Roma. È una giornata primaverile: il cielo è azzurro e fa caldo. Sono in motorino e sto ascoltando i Chameleons in modalità casuale. Arriva sto pezzo; non lo conoscevo. Finito il brano mi fermo al lato della strada e controllo il titolo della canzone; la salvo  tra i preferiti. Credo di aver ascoltato solo Nostalgia quel giorno; in loop. 

Fontaines DC – Jackie Down The Line

La formazione attuale della nostra band è composta da quattro musicisti con gusti musicali molto diversi tra loro. Siamo, però, tutti d’accordo sui Fontaines DC e Jackie Down The Line è il brano che sentiamo di più; che ci lega di più. Le nostre intenzioni musicali, poi, sono molto simili a quelle dei cinque di Dublino. Ricordo che quando uscì Dogrel, il loro primo disco, pensai proprio “questi ragazzi vogliono esprimere qualcosa di molto simile a quello che voglio dire io”; c’è stata una connessione musicale e mentale immediata. 

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