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DORIAH ci regala le sue cinque canzoni preferite

E’ uscito quest’estate “Maradona” il singolo di debutto di DORIAH (fuori per Freak&Chic e in distribuzione Artist First), autore e produttore siciliano di stanza a Bologna.

La canzone ha come pretesto una fantasmatica storia d’amore che si dispiega tra la coscienza di essere capace di tutte la disperazione che deriva da questa forma di libertà, metafora di un mondo stravagante e surreale.

Maradona è il dio che aleggia in tutta la canzone, simulacro di una libertà a tutti i costi, sorretta da polpacci muscolosi e piedi fatati, una libertà che ha come facce della stessa medaglia notti magiche e autodistruzione.”

Mac DeMarco – Freaking Out The Neighborhood

Adoro questo pezzo per il suo mood, mi evoca quei giorni di fine estate nel mio paesino di mare in prov di Agrigento. Giorni di infanzia, un po’ tristi ma anche no, giorni oziosi, in cui c’era troppo vento per andare in spiaggia ma troppo caldo per stare a casa, mi ricorda il corso principale deserto e assolato nel primo pomeriggio, mio zio che lo percorreva tutto impennando con il suo vespone truccato.

King Krule – Borderline

Pezzo semplicemente meraviglioso. Seguire la carriera di King Krule per me è stato catartico, ha fatto mille cose diverse con altrettanti nomi d’arte diversi, esplorando i più disparati territori musicali.

Tutto questo mi ha aiutato a non aver paura, a non chiudermi nei paletti di un linguaggio univoco ma lasciarmi andare alla mia curiosità, al mio essere musicalmente borderline

Enzo Carella – Amara

L’incontro con la musica di Carella ha segnato la mia personalissima rivoluzione. I surreali e micidiali continui giochi di parole di Pasquale Panella e quel modo di cantare di Enzo pieno di sottointesi mi hanno insegnato a non prendermi mai sul serio, nemmeno di fronte alla disperazione più cupa.

Il verso “hai ombre in festa dappertutto” è la cosa più bella che io abbia mai sentito in una canzone.

Lucio Dalla – Mambo

Dalla per me è la scuola dell’obbligo della canzone italiana. Forse non sarà il suo pezzo più famoso ma per me “Mambo” rappresenta il punto più alto della sua produzione.

Scrittura limpida e ispirata, arrangiamento stratosferico e quel bellissimo e straziante modo di cantare di Lucio. Tutto perfetto. Ha inoltre il dono di essere fuori dal tempo e dalle mode.

CCCP – Annarella

L’ultimo slot l’ho conservato per qualcosa che avesse un posto nel mio cuore ma il mio cuore è grande è la scelta è stata ardua, ho lasciato fuori “Luna” di Gianni Togni, “L’arca di Noè” di Sergio Endrigo, “L’anamour” di Serge Gainsbourg, “Va” di Piero Ciampi, “Il re del mondo” di Battiato e così via. Ho scelto “Annarella” per la sua essenzialità, quattro accordi, un dolcissimo riff di yamaha dx7 e quattro parole messe in croce, affilate come le lame che trafiggono il mio cuore ogni volta che la sento.

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