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Interviste

Tra musica e sostenibilità: intervista a CHRIS LAVORO

Un progetto immerso tra musica e sostenibilità, quello solista di Chris Lavoro, partito con il singolo Mate Y Bombilla, dal sound internazionale scandito da chitarra slide e voci sussurrate.

Ciao Chris, come nasce questo nuovo progetto solista? Da quale necessità?
Ciao ragazzi! Vorrei semplicemente mettere dei puntini sulla mappa. Sono un grande appassionato di musica da sempre, ascolto, mi piace scrivere, per me e per altri, mi dà un gusto pazzesco mettere le mani sugli strumenti, registrare, fantasticare… Cerco di fare quello che mi piace al meglio e vorrei far sentire un po’ del mio sound, per me è importante, non ha molto senso fare musica per lasciarla invecchiare in botti di gigabyte.

Dopo tanti anni di collaborazioni con artisti come Eros Ramazzotti, Arisa e Neffa, torni in una dimensione più personale per vivere la musica più “in prima persona”. Cosa ti aspetti da questo nuovo percorso?
Senti già la parola: ‘collaborazioni’, secondo me è fantastica! Io poi mi chiamo Lavoro di cognome, e lavorare con qualcuno più esperto è una risorsa fondamentale. Per Arisa ho scritto una canzone (La Cosa Più Importante), con Neffa ho condiviso quasi vent’anni di palchi, registrazioni, risate e momenti psichedelici; poi ho avuto il privilegio di fare più di 90 date in giro per il mondo insieme ad Eros, un gigante che mi ha dato un’opportunità pazzesca e gliene sono super grato, mi ha trasmesso un’energia incredibile, spero di trasformarla e incanalarla nel migliore dei modi. Ti dico la verità, non ho nessuna aspettativa particolare (No Expectations, come quel pezzo bellissimo degli Stones) se non quella di ‘arrivare’ veramente a qualcuno. Sarebbe già fotonico riuscire a creare una connessione vera con chi ha voglia di ascoltare. Poi certo, se dovessi mai entrare un domani nel mondo dei grandi numeri non mi dispiacerebbe, ma non è quello l’obiettivo, siamo qui innanzi tutto per la musica, no?

Il primo singolo è “Mate Y Bombilla”, in cui si avvertono fin da subito tante influenze internazionali. Quali sono gli ascolti che ti hanno più influenzato nello scrivere il disco? Grazie, per me ‘Influenze internazionali’ è un mega complimento! Amo viaggiare, l’ho sempre fatto, per un po’ ho abitato come tanti a Londra, a Lisbona, perché mi piace quel tipo di esperienza fuori dal proprio comfort, quel tipo di scambio culturale, il confronto con il diverso, che tu pensi sia diverso poi scopri mille cose in comune… Nella musica è uguale. Certo, ascolto le mode del momento, però poi torno sempre a quei personaggi che mi ‘aprono delle porte’, che mi danno delle visioni, che mi fanno viaggiare, penso ai Beatles, Beck, Damon Albarn, Bowie, Battiato, Neffa, Eros, Lorenzo.

Il progetto è inoltre legato a stretto filo con le tematiche ambientali. Come relazioni musica e ambiente in questo progetto?
A me piace questo pianeta e mi piacerebbe fosse ospitale anche per chi lo abiterà in futuro. Detto questo non faccio il predicatore! Se necessario prendo l’aereo anch’io o mi sposto in macchina, ovvio, però in generale cerco di fare attenzione ai consumi, a cosa mangio, al mio stile di vita. Per casa ho scelto di avere elettricità da fonti rinnovabili e mi dà gusto sapere di registrare la mia musica a impatto zero. Sento ancora molta diffidenza sull’argomento, è come se venisse sempre minimizzato il discorso dalle nostre parti mentre i paesi nord europei mi sembrano molto più consapevoli; nel mio piccolo cerco di spingere come posso in una direzione eco friendly.

Il disco nasce come “DIY” o ci sono state collaborazioni particolari nei lavori in corso?
‘Do it yourself’ sono parole magiche! Anche il mio primo disco come ‘MOKA’ si chiama ‘Fai Tu’ proprio per questo motivo. Nel disco ci sarà un pezzo scritto a quattro mani con DJ Aladyn, mago dei piatti e amico di lunga data, per il resto saranno cose scritte e prodotte da me. In genere parto in solitaria, più che altro per mettere in ordine il caos delle idee, costruisco i beat, suono le chitarre, metto le mani sul piano etc… Mi piace quella sensazione di prendere le onde in un mare che può farti cadere dalla tavola o tenerti su. Quando poi ho qualcosa di solido con un cantato che mi scuote e mi convince allora chiamo gli amici più bravi e i pezzi ‘svoltano’. In questo disco, oltre a coinvolgere alcuni ‘colleghi’ storici che groovano meglio di me alla batteria ho voluto anche i fiati, è totale! Il lavoro di squadra è sempre più energetico.

Cosa dobbiamo aspettarci dai prossimi brani?
Libertà! È un lavoro molto onesto e molto connesso a una parte profonda di me, ci sono canzoni più ‘classiche’ e cose più eclettiche ma tutte hanno in comune la voglia di affacciarsi al mondo e partire per un bel viaggio.

(Grazie mille ragazzi!
Ciao, Chris) 

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