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Interviste

Tornano i Tristema con l’album “Pandora”: leggi l’intervista

Dall’esperienza con Daniel Gildenlöw dei Pain of Salvation alla partecipazione ad X-Factor di Alessandro Galdieri, tornano i Tristema con l’album “Pandora”.

Sono passati 8 anni dall’uscita del loro secondo lavoro in studio, “Dove tutto è possibile”. Di acqua, sotto i ponti, ne è passata, fra l’apertura del concerto di Vasco Rossi al Futurshow di Bologna fino alla partecipazione ad X-Factor del loro cantante, chitarrista e tastierista Alessandro Galdieri, con il suo progetto In The Loop.

Oggi, i Tristema tornano con un nuovo lavoro in studio, “Pandora”, un mix di pop-rock e elettronica in bilico fra Negramaro e Muse.

Li abbiamo intervistati per farcelo raccontare a parole loro.

D: Ciao, ragazzi: prima di tutto presentatevi, a vostre parole, ai nostri lettori.
R: Ciao a tutti voi di RockON. Noi siamo i Tristema, quattro ragazzi che amano la musica da sempre. Siamo Campani, precisamente del Cilento: Candido Di Sevo (voce/basso), Alessandro Galdieri (voce/chitarra/synth), Romolo D’Amaro (chitarra) e Dario Bruno (batteria). Abbiamo iniziato il nostro progetto nel 2005, fatto subito di musica inedita, bypassando la fase classica delle cover. 

D: La prima domanda è: come mai 8 anni, per ritornare con un nuovo lavoro in studio?
R: Il lavoro ad un disco è sempre un’incognita, non sai mai quello che può accadere. Si inizia con qualche riff, si canticchia una melodia e così, man mano, iniziano a prendere forma i pezzi, ma stavolta abbiamo anche fatto un lavoro un po’ più da “adulti”, affidandoci non solo all’istinto. C’è stata una ricerca maggiore dei suoni e della melodia cercando di creare un prodotto che avesse un filo conduttore dall’inizio alla fine. Ma il motivo principale è che aspettavamo il momento giusto per poterlo fare ascoltare, in una Italia dove c’è sempre meno spazio per una realtà come la nostra, ma soprattutto per un genere che sta diventando sempre più di nicchia.

D: Nel mentre, cos’è successo? Cos’hanno fatto i Tristema, in questi 8 anni?
R: In questi 8 anni sono successe un po’ di cose, oltre al lavoro del nuovo disco. Siamo sempre rimasti attivi musicalmente, e questo ha consentito la nascita di situazioni musicali diverse dal contesto Tristema. Alessandro è stato impegnato con il suo progetto In The Loop che lo ha visto anche partecipare ad X-Factor Italia, oltre alla sua svolta verso le composizioni per videogame. Romolo è stato in tour con diversi progetti e sta continuando a lavorare ai suoi brani strumentali. Candido e Dario sono stati impegnati in studio per alcuni personali progetti.

D: “Pandora” è un album che miscela il rock al pop, con un occhio sempre attento a creare delle melodie molto radiofoniche: come nascono le vostre canzoni e a quali artisti guardate, come ispirazione, principalmente?
R: Essendo una band di matrice rock, spesso ci è capitato di creare brani partendo da riff di chitarra, da sessioni solitarie in studio dove nascono brani più complessi e con più elettronica. Arrangiamenti e produzione sono opera di Alessandro e di Romolo: si registra e si arrangiano tutti gli strumenti in studio, prima di passare la palla a Candido e Dario, che contribuiscono con il loro sound e il loro stile. Il nostro principale obiettivo e quello di poter scrivere canzoni che possano restare nella testa, che possano diventare parte della vita di chi le ascolta, ed è per questo motivo che le nostre melodie tendono ad avere un approccio più “radiofonico”, ma cercando di non essere mai banali. Un altro fattore legato al nostro sound è il nostro background eterogeneo: proveniamo da “scuole” musicali completamente diverse. Alessandro è più legato alla musica classica e successivamente si è avvicinato al mondo dell’elettronica; Romolo è sempre stato un chitarrista rock; Candido è cresciuto con il grunge a là Pearl Jam per poi avvicinarsi alla musica reggae; Dario, invece, con la sua batteria ha sempre suonato di tutto, dalla musica popolare al rock più estremo.

D: Il vostro è un sound che pesca molto dai 90’s e dai primi anni 2000: cosa ne pensate della musica attuale?
R: La musica, così come la moda, è in continua evoluzione. Noi abbiamo radicato il nostro genere verso qualcosa che non passa più facilmente nelle radio italiane, ma soprattutto è un prodotto per il quale le grandi etichette non nutrono particolare interesse, in un momento storico dominato dall’hip-pop. Ed è per questo motivo che abbiamo deciso di fare uscire “Pandora” con le nostre forze, circondati dagli amici di sempre che ci affiancano per la promozione e l’organizzazione del progetto.

D: C’è qualche artista attuale, sia italiano che estero, che vi piace particolarmente?
R: Ascoltiamo davvero tanta musica di diverso genere. Passiamo dal rock dei Foo Fighters al prog dei Pain of Salvation, passando dall’elettronica di James Blake. In Italia ci sono tante realtà forti: una di esse è Max Gazzè o, andando su qualcosa di più ricercato, ci viene in mente Paolo Benvegnù.

D: Come mai la scelta di uscire con un lavoro discografico in un periodo in cui, necessariamente, non potrete presentarlo live? E come pesa, questo, su di voi? Anche a livello semplicemente emotivo.
R: In realtà è stato sempre difficile poter presentare un album in Italia, soprattutto se non si è una realtà di spessore nazionale. Nel nostro territorio, sud Italia, mancano le strutture e forse anche un po’ di voglia nel cercare ed ascoltare qualcosa di non stereotipato. C’è da dire che, fortunatamente, in passato ci siamo tolti le nostre soddisfazioni suonando in location importanti e anche con artisti internazionali che ci hanno dato una forte visibilità. Oggi, nell’era del digitale, fortunatamente ci sono degli escamotage che possono far da traino ai progetti come il nostro, ma non bisogna mai dimenticare che il contatto umano è parte della musica. Aspettiamo con tripla ansia che le cose ritornino come prima: anzi, possibilmente meglio di prima.

D: Cosa si prospetta nel vostro imminente futuro, considerando anche la situazione covid?
R: Ci godiamo innanzitutto l’uscita dell’album, aspettando i feedback dai nostri fan, amici e da voi giornalisti, così da capire se ne è valsa davvero la pena aspettare così tanto tempo. Dopo, vedremo passo per passo i prossimi step da fare.

D: Salutate i nostri lettori.
R: Grazie a voi per la vetrina concessa e un abbraccio a tutti i lettori di RockON. Vi aspettiamo sui nostri social sperando di poterci riabbracciare di nuovo sotto ad un palco.

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