Chi sono questi “sconosciuti che conoscono l’amore”?
Sono delle personalità particolari che ho incontrato lungo la mia strada. A volte mi sono lasciato trasportare dai miei sentimenti e ho scritto queste dieci canzoni.
L’amore come lo racconti nel tuo disco, è un sentimento universale?
No. In passato, quando ero ispirato dal reggae, scrivevo sempre canzoni che parlavano d’amore universale.
Col tempo ho un po’ perso questo modo di parlare di un sentimento in generale. Ora preferisco parlare di quello che mi succede, di quello che mi lascia di stucco e mi dà un ricordo bello o brutto su qualcosa che ho provato nei confronti di una persona.
Quali degli artisti, al di là del genere e della provenienza, hanno meglio descritto l’amore nella storia della musica?
Sono tantissimi ma i miei preferiti sono: i Beatles, i Cure, Elliott Smith, U2, De Gregori e Luigi Tenco.
Ci sono tantissimi artisti che non hanno sempre parlato d’amore ma hanno scritto canzoni d’amore stupende e leggendarie…questi nomi sono i miei preferiti.
Ti capita di scrivere prima i testi o prima le musiche dei tuoi brani?
Di solito scrivo prima la musica. Trovo un giro d’accordi che mi piace e inizio a trovare le melodie vocali che potrebbero essere interessanti per raccontarci su qualche storia.
Tra scrittura, arrangiamento e produzione qual è stata la fase più difficile di questo percorso?
Sicuramente è stata quella di dover iniziare un nuovo percorso in lingua italiana. Mi sono lasciato trasportare dalle mie idee di produzione facendo un disco “vero” e suonato, con strumenti acustici e voci armonizzate. La scrittura del nuovo album è stata la fase più lunga ed impegnativa.
Come hai scelto la trilogia dei singoli?
Non c’è stato un motivo in particolare nella scelta della trilogia dei singoli. “Odore d’incenso” è stato il primo singolo e l’ultimo brano che scritto del nuovo disco. Era più maturo e struggente! Forse gli altri singoli sono proporzionali al rock, sia come velocità che come chitarre più distorte negli arrangiamenti.
Guardando avanti potresti mai cambiare radicalmente approccio alla tua musica, un po’ come è successo con il reggae?
Certo. Per me ogni disco rappresenta una muta che ho bisogno di togliermi di dosso. La musica è evoluzione e magari nelle nuove canzoni che scriverò ci sarà un’altra versione di me.
Tutti i tuoi video nascono dalla collaborazione con Roby Il Pettirosso. Come vi siete conosciuti?
Ci siamo conosciuti telematicamente. È stato un onore aver avuto l’occasione di lavorare con un artista del suo calibro. È nata una connessione naturale nella quale musica e illustrazioni si fondono raccontando il messaggio, a volte anche onirico, della canzone.
Cosa c’è della tua terra d’origine nella tua musica e nei tuoi testi?
Si, tanto. Scrivo tante canzoni qui nel mio paese. Abito in due città sul mare: Giovinazzo e Polignano a mare; questo mi permette di farmi metabolizzare quello che voglio scrivere nelle canzoni. Mi dà pace interiore.
Molti musicisti emergenti si trasferiscono a Milano per cercare una svolta. Tu ci hai mai pensato a Milano o all’estero?
Per ora no. Preferisco fare musica qui perché ho tutto ciò di cui ho bisogno. Magari in futuro tutto può succedere!
C’è differenza secondo te tra partecipare a Sanremo e a un talent musicale?
Entrambi hanno la funzione di talent. Permettono di far conoscere il proprio talento a più persone. Questo tipo di strada a volte può essere molto illusoria ma ognuno sceglie il percorso perfetto per sé stesso.
I talent o Sanremo hanno un ruolo importante per far emergere la propria arte; Sanremo lo fa in modo più “classico”, mentre X-Factor lo fa all’avanguardia grazie alla potenza mediatica della TV nel periodo di durata del format ma entrambi hanno la stessa funzione.
Visto che siamo in zona Festival, che ne pensi del cast di quest’anno?
Per me è un Festival della rivoluzione. Sono contentissimo che ci siano tanti amici e artisti giovanissimi! Sono ancora più contento che ci siano artisti che rappresentano l’attuale scena musicale italiana che, discograficamente, è cambiata grazie all’avvento delle piattaforme digitali.
Per un musicista nel 2021, facebook sta a Myspace come Tik Tok sta a Instagram?
Mhmm…non so! Facebook e Instagram stanno morendo. Cambiano continuamente gli algoritmi che penalizzano gli artisti emergenti. Tik Tok sta esplodendo…penso che a breve nasceranno altri social.
CD, vinile o streaming?
Decisamente vinile, però amo lo streaming perché mi permette di essere sempre aggiornato con le nuove uscite oltre al fatto che permette di farmi scoprire nuovi artisti.
Se e quando riprenderanno i live, che tipo di formazione hai pensato per promuovere il nuovo album?
Ho pensato ad una formazione molto acustica con batteria, chitarra acustica/elettrica, basso e violoncello.
Non vedo l’ora di poter tornare sul palco per presentare questo nuovo disco.






























