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Interviste

“Salva”: leggi l’intervista a EMILIO STELLA

Il cantautore romano Emilio Stella ha da poco pubblicato l’album “Salva” È un disco che tocca varie sonorità, dal folk al reggae, dal rock al rap. Un album contaminato, profondo come il mare che viene evocato in quasi tutti i brani. Salva è il concept, il messaggio ricorrente: in un’epoca come quella attuale, un monito necessario per ricordarsi delle piccole cose, che sono le più difficili da vedere ma le più importanti da salvare.

1. Il 17 giugno hai pubblicato il tuo nuovo album “Salva”, raccontaci cosa ti ha spinto a scriverlo e come mai la scelta di questo nome.

“Salva” è una parola che abbiamo davanti agli occhi spesso nei nostri PC e sui nostri telefoni, talmente spesso che ha perso il suo significato più profondo. È una parola bellissima secondo me che può essere interpretata in diversi modi. Uno è quello di mettere in salvo dal brutto o dal pericolo ciò che è importante, un altro è quello di salvare in memoria quello che conta davvero. Ho scelto questo titolo perché su questo pensiero ho sviluppato il concept di tutto l’album. E l’ho salvato.

2. Il disco è stato preceduto dal singolo omonimo, che vede la collaborazione di Simone Cristicchi. Com’è stato lavorare con lui? E che valore ha dato al singolo la sua partecipazione?

Più che lavorare insieme, con Simone c’è stato uno scambio di energie, come per congiunzione astrale. Ci lega da anni un’amicizia e una stima reciproca ma non avevamo mai avuto modo di collaborare. Questo pezzo, se è nato, è anche merito suo che un giorno mi disse: oggi come oggi, più che focalizzarci su quello che non va, c’è bisogno di evidenziare quello che c’è da salvare. Questa considerazione è stata come un semino nella mia testa, che pian piano ha germogliato. Chiedere a Simone di scrivere dei versi sul finale mi sembrava la giusta chiusura di un cerchio. 

3. Oltre a lui, nell’album ci sono Bestierare e Frances Alina Ascione. Come sono nati questi featuring?

Frances è una cantante che conosco e stimo da anni. Quando la sentii cantare, uscì il sole. Il giorno che ho scritto “Sul pianeta degli amanti” ho pensato a una voce femminile e ho contattato lei che l’ha interpretata alla grande. Con le Bestierare invece, il processo è stato diverso. Avevo questo brano, “Consumatore”, che era incompleto ma già avanti nella stesura e nell’espressione del concetto. Loro sono un gruppo rap storico che mi piace, nonostante facciano un genere diverso dal mio. I loro testi sono fantastici. Infatti, quando ho proposto loro di collaborare, hanno scritto dei versi che hanno valorizzato il brano e molto probabilmente lo hanno salvato dal cassetto di casa.

4. “Salva” si presenta molto variegato nelle sonorità. Ci racconti un po’ com’è stata curata l’intera produzione?

Sì, è vero! C’è dentro tutto quello che mi piace musicalmente e che in passato non sono riuscito ad esprimere. Non ho avuto nessun tipo di influenza o pressione esterna nelle scelte ed è stata la condizione ideale per creare. Ho registrato tutto da casa in questi due anni di pandemia dirigendo gli arrangiamenti insieme a Ruggero Giustiniani e Samuel Stella, con i quali c’è molta sintonia perché riescono a tradurre in musica quello che ho in testa. Per quanto riguarda invece “Salva”, il singolo, mi sono affidato a un producer diverso che è Contesto (Nico d’Angiò), il quale ha fatto un lavoro eccezionale nelle atmosfere che sono poi introduttive dell’album. Come se fosse un portale di accesso. 

5. Il mare è un soggetto ricorrente all’interno delle canzoni. Come mai proprio il mare? Che sensazioni ti evoca?

Il mare ricorre nelle canzoni perché sicuramente ha influito il fatto di esserci venuto a vivere da tre anni. Svegliarmi ogni mattina e trovarmelo di fronte, mi ha cambiato il modo di vedere le cose. Mi ha messo in contatto con le mie profondità, con i miei abissi. Il mare poi mi somiglia, perché si muove di continuo come dice il mio amico poeta Er Pinto. 

6. Da poco sei diventato padre di una bambina, a cui hai dedicato “Una stella viola” contenuta nel disco. Immagino che questo evento abbia cambiato il tuo modo di vedere le cose e abbia anche contribuito a rapportarti diversamente alla tua musica. Ha in qualche modo influito alla stesura di questo nuovo lavoro?

Decisamente. Ha cambiato anche il mio rapporto col sonno! A parte gli scherzi, ha influito sicuramente. Dentro all’album ci sono un paio di canzoni per la mia compagna, che poi raccontano quello che ha preceduto il concepimento e la nascita della mia Stella Viola. C’è un brano che parla dei rapporti in famiglia (“nel giardino degli affetti”) e “Mare” l’ho scritta appena è nata.

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