Connect with us

Ciao, cosa stai cercando?

Interviste

L’elettronica a Milano esiste e sta anche molto bene: intervista a Lekka e HomeSweetHome

di Thanks For Choosing

Sì, l’elettronica a Milano è una sorta di creatura mitologica. Sì che ci sono i deejay, e le serate al Macao, e poi ci si spacca tutti al Terraforma, e quando ci sono i Soulwax ai Magazzini Generali tutti si pestano e si abbracciano sudati, poi però c’è la techno al Dude e non viene nessuno, ma ci si ritrova comunque dal paninaro lì davanti. Ed è sempre tutto un po’ un casino, perchè quando si parla di musica elettronica non si capisce mai perchè non si parla mai di band, di quelle che suonano con strumenti veri, e perchè non esiste davvero una scena (o se esiste è molto nascosta). Ne abbiamo parlato con i Lekka e gli HomeSweetHome, entrambe formazioni milanesi, che prima di questa intervista non si conoscevano, ma sono dei perfetti esempi di questa scena nascosta, ma che prolifica e si nutre delle influenze più diverse. Ascoltateli, amateli, fateli anche accoppiare (perchè ne verrebbe fuori un feat bomba) perchè sono la prova di un fermento che esiste, e che va curato, difeso e protetto, perchè potrebbero invidiarceli presto anche all’estero.

In modo generale, possiamo catalogare la vostra come musica elettronica. Ma se dovessimo essere più precisi: come possiamo definire il vostro genere musicale. Ci elencate un po’ di band e nomi che vi hanno influenzato (non per forza di musica elettronica)?

HomeSweetHome (HSH): Ci definiamo un progetto elettronico,ma il nostro background è il punkrock e veniamo da quella scena ovviamente con varie influenze, dal poppunk all hardcore fino allo stoner.

Le band che ci hanno influenzato sono moltissime,ma principalmente per me (Federico, il batterista), sono i Circa Survive, gli Alexisonfire e i Saosin ma sopratutto i BoxCarRacer progetto parallelo dei blink182 che nel 2002 mi ha cambiato la vita. Mentre per Giuliano (synth) sono i MELVINS e i NOFX che sono anche il nostro punto di incontro musicale ,ma entrambi adoriamo i Beastie Boys.

Lekka: Il genere che suoniamo noi Lekka viene solitamente definito “electro”. Questo genere musicale racchiude un po’ tutta quella dance nata intorno alla metà degli anni 90 grazie ad artisti come i Chemical Brothers, i Daft Punk, i Prodigy, che per primi hanno provato a mischiare rock e dance. Queste band ci hanno senz’altro influenzato parecchio, ma ascoltiamo veramente un po’ di tutto, non solo musica elettronica.

HomeSweetHome

HomeSweetHome

Quali altri generi avete esplorato con i vostri progetti precedenti?

HSH: Nei nostri progetti precedenti abbiamo suonato emo e poppunk. Da ragazzini inivece abbiamo anche frequentato la scena delle club, negli anni della progressive, ma è davvero un passato molto remoto che ormai non ci identifica più, non sappiamo neanche dire se ci abbia influenzato o meno. Non abbiamo ancora capito che cosa stiamo facendo adesso!

Lekka: Come ti dicevamo, nel corso degli anni abbiamo ascoltato e suonato diversi generi musicali. Fabio (batteria) è sempre stato orientato verso il rock, Matteo (voce, tastiere e synth) più verso il pop e Luca (voce, basso e chitarra) verso il funk e il crossover. Ad ogni modo, ci è sempre piaciuto mischiare le carte in tavola, anche con i generi musicali!

Milano. Quali sono i vostri luoghi preferiti a Milano musicali? E non musicali? Perchè? C’è una sorta di punto ritrovo per la musica elettronica a Milano? Dovrebbe esserci? Come dovrebbe essere quello ideale per voi?

HSH: Sono stati tantissimi i locali che ci hanno cresciuto, su tutti il Magnolia, il Transilvania live, lo storico RAINBOW, il Tunnel e tutti i centri sociali di Milano (Bulk, Cantiere, Vittoria e Leoncavallo) in quegli anni si suonava ovonque dal vivo. I locali che preferiamo sono quelli dove il clima è salamella e birra e dove la gente è presa bene e vuole fare festa indistintamente dal genere musica.

Lekka: Milano è la nostra città, anche se siamo tutti e tre originari dell’hinterland. Siamo cresciuti uscendo principalmente a Milano, frequentando posti come Magnolia, Tunnel, ma anche i compianti Rolling Stone e Rainbow. Parlando di ritrovi per la musica elettronica a Milano…ci vengono in mente le discoteche, sempre che si possano definire “punti di ritrovo”. A Milano, come un po’ in tutte le città d’Italia, è ancora presente la distinzione tra il pubblico dei live e quello delle serate in discoteca, cosa che facciamo un po’ fatica a sopportare. Un posto ideale per la musica sarebbe come un festival estero: band elettroniche, band acustiche, dj e producers che si fondono sullo stesso palco e (perché no?) nella stessa serata.

Ohibò o Magnolia? Lume o Macao?

HSH: Magnolia e Macao, che ci ricorda tanto il Leoncavallo di qualche anno fa.

Lekka: Magnolia e Macao anche per noi.

Lekka

Lekka

Cos’è Milano per voi? Ci siete legati in qualche modo? Cosa manca a Milano? Descrivetela!

HSH: Milano è una città musicalmente difficile, dove le poche opportunità e i pochi soldi che girano nella scena portano i musicisti e i locali a creare una atmosfera molto tesa (guerra tra poveri) e invece di avere un clima di collaborazione si ha un clima di invidia.

per il resto Milano è casa nostra e la amiamo ,amiamo la sua energia ma vorremmo più amore. Manca la vera aggregazione sana, ma le cause sono da ricercare nella difficile situazione economica per i ragazzi che fanno davvero fatica e la musica che è l’anima della città ne è lo specchio.

Lekka: Beh Milano ha rappresentato il background della nostra infanzia e della nostra adolescenza, nel bene e nel male. La cosa che abbiamo sempre amato di più è la multiculturalità della città: crescere in un ambiente popolato da molta gente diversa aiuta ad avere una mentalità più aperta. C’è da dire per che rispetto a quando eravamo ragazzini, questa pluralità nell’offerta si è un po’ persa, in favore di un’omologazione generale, a discapito delle minoranze. Ci riferiamo più che altro alla musica e ai locali per i live, che sono decisamente meno rispetto ad un po’ di anni fa.

Se vi dessero da organizzare un festival dedicato, ma foste costretti a scegliere solamente band italiane, chi scegliereste? Come sarebbe il vostro festival?

HSH: La musica elettronica italiana non la conosciamo molto, essendo il nostro un progetto giovanissimo ma siamo qui a braccia aperte per fare amicizia e date insieme.

Il nostro festival ideale lo vorremmo al Magnolia con 10 palchi e strutturato come il Vans Warped Tour, quindi super festaiolo con la gente che poga (ride).

Lekka: Che responsabilità! Non sarebbe certo un compito facile, in Italia non abbondano le band di musica elettronica, anche se la situazione è migliorata rispetto ad anni fa. Sicuramente ci piacerebbe dare spazio a gente come The Bloody Beetroots, Dardust e Planet Funk…ma nel festival che vorremmo non ci sarebbe solo musica elettronica. Come dicevamo sopra, il nostro obiettivo è proprio quello di abbattere le barriere tra il pubblico dei live e quello della dance. Suoniamo, balliamo e divertiamoci insieme!

https://www.facebook.com/sweethband/https://www.facebook.com/wearelekka

[embedvideo id=”mII490AN9r0″ website=”youtube”]

Written By

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Scopri anche...