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Interviste

Intervista ai LILAC WILL, sperimentatori folk

di Thanks For Choosing

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con i Lilac Will, una band folk di Roma che ha di recente pubblicato il suo primo album dal titolo Tales From The Sofa, un capitolo intimo e sentito per un gruppo giovanissimo alle prese con un genere, il folk, che ben si distanzia dalla scena romana.

Per quanto possa sembrare banale, vi dovremmo chiedere come mai vi siete ritrovati a fare folk, anche se in Italia di folk non se ne vede poi tanto, e viene considerato un genere un po’ da vecchi.
È un genere che ti lascia tanta libertà di sperimentare e allo stesso tempo quello in cui ci siamo sempre ritrovati molto naturalmente. E capita spesso che ci chiedano se abbiamo già finito gli studi, quindi non sappiamo dire se sia da vecchi, ma di sicuro non invecchia 🙂

Domanda filosofica: il genere musicale che si suona, si sceglie o viene da sé?
Può succedere che, per via delle diverse influenze musicali di ciascun membro della band, il genere che esca fuori sia qualcosa che in sé non rappresenti nessuno in particolare (e allo stesso tempo rappresenti tutti)? Com’è successo con voi?
È un po’ come voler decidere che tuo figlio nasca maschio o femmina. Con quello che suoni, che crei, è esattamente la stessa cosa: quello che finisci per suonare è determinato inizialmente solo nella volontà di farlo ma non nel risultato finale.
Il background e le influenze di ognuno sono elementi che arricchiscono il processo creativo dando vita a qualcosa di nuovo per tutti, in cui ci rispecchiamo e riconosciamo appieno.

Vale la stessa cosa anche per l’utilizzo della lingua?
Vi sentiremo mai cantare in italiano?
È stato molto naturale scrivere in inglese, i pezzi giravano bene e quindi non ci siamo posti molte domande a riguardo.
Ovviamente nessuna preclusione verso l’italiano, e spesso nei nostri live proponiamo anche una cover di Truppi.

Come descrivereste questo vostro primo album? Ci sono dei brani dove non vi ritrovate più perchè ormai sono stati scritti troppo tempo fa?
I pezzi sono nati a casa e cresciuti live. Quando siamo arrivati in studio per farne un disco, abbiamo ovviamente cercato di preservarne il senso di intimità e naturalezza che ci ha accompagnato scrivendoli. E pensiamo di esserci riusciti, perché riascoltarli e risuonarli ci restituisce ogni volta un un’emozione diversa. A dirla tutti, ci sembra quasi che i pezzi crescano con noi.

Che nesso c’è tra disco e copertina?
Innanzitutto fateci salutare e ringraziare l’autrice della copertina, Ilaria Palleschi.
Lei, dopo aver ascoltato il disco, ha fatto una bozza di quello che le aveva ispirato e noi, vedendola, siamo rimasti a bocca aperta perché senza darle indicazioni aveva messo su carta le cose che avevamo in mente.

E ora? Cosa combinerete?
Il periodo post release è sempre denso, date live (a proposito, vi aspettiamo a Roma, Bologna e Milano) ed eventi promozionali. Ovviamente noi il nostro divano non possiamo abbandonarlo, quindi siamo già a lavoro sui nuovi pezzi.

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