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Interviste

Intervista a Laura Pescatori, autrice del libro rock al femminile “Riot not quiet”

Organizzatrice di eventi, speaker radiofonica e scrittrice, Laura Pescatori torna sugli scaffali con un libro dedicato a una miriade di eroine del rock, “Riot not quiet”. L’abbiamo intervistata.

D: Ciao, Laura: prima di tutto presentati ai nostri lettori.
R: Ciao! Laura Pescatori nasce nella grigia provincia della pianura padana e fin da piccola sviluppa un forte interesse per la musica, dapprima studiando pianoforte e successivamente canto moderno e lirico. Ad inizio duemila da vita alla fanzine “SUTA” che durerà all’incirca cinque anni, successivamente inizia ad organizzare vari Lady Pink Festival in giro per la provincia lombarda e successivamente inizia la collaborazione con Radio Onda d’Urto, dapprima con la trasmissione etico/culturale Navdanya e successivamente anche con Rebel Girl trasmissione prettamente al femminile. Nel 2017 il primo libro “Animalando” per Aracne Editrice, una silloge di poesie sullo sfruttamento animale umano e non umano. Iniziano anche le collaborazioni con varie testate come Terra Nuova, Hardsounds, A-Rivista Anarchica e nel 2018 pubblica “Riot not Quiet – 365 Giorni di Rock al Femminile” edito per Chinaski Edizioni che va alla grande direi 🙂

D: Hai da poco dato alle stampe il libro “Riot not quiet”, che prende piede dal programma radiofonico, da te condotto, “Rebel girl”: com’è stata, quindi, la genesi del libro? E come la tua attività in radio lo ha influenzato?
R: Ecco appunto! L’almanacco come giustamente hai anticipato tu rende omaggio a Rebel Girl la trasmissione prettamente al femminile che conduco da poco meno di dieci anni sulle frequenze Antagoniste di Radio Onda d’Urto. È il frutto di un lavoro di poco più di due anni, moltissima ricerca e soprattutto tantissimo ascolto. Mi piaceva l’idea di tramutare su carta quello che puntualmente ogni domenica faccio, ovvero esplorare con piccole pilloline il favoloso mondo musicale femminile.

D: “Riot not quiet”, già dal nome, rimanda al movimento “Riot Grrrl”: come mai la scelta di dedicare il titolo a questo movimento, nonostante si parli di donne nel rock a 360 gradi, da molto prima che il movimento nascesse negli anni ’90.
R: Io arrivo dal punk, fu folgorante per me a 17 anni ascoltare la voce di Poly Styrene (X-Ray Spex), Pauline Murray (Penetration), Debbie Harry (Blondie), Siouxsie Sioux (Siouxsie and the Banshees) e poi successivamente scoprire che c’era tutto un favoloso mondo prettamente al femminile come il movimento Riot Grrrls con gruppi strepitosi come Bikini Kill, L7, Babes In Toyland, etc. Questo movimento è stato decisamente molto importante perché tramite la musica si denunciavano sessismi, patriarcato, stupri, etc. In questo libro parlo anche di questi gruppi ma non solo. Sarebbe stato troppo limitativo considerando la vastità di splendide artiste in circolazione o che ci hanno lasciato meravigliose perle da tenere ben strette al collo.

D: La prefazione del libro è stata affidata a Alteria mentre la postfazione a Raffaella Rivarolo: che rapporto hai con queste due musiciste e come mai hai deciso di proporlo proprio a loro, fra tante?
R: Alteria la ammiro tantissimo dai tempi di Rock TV, credo che sappia trasmettere energia da tutti pori. È sicuramente una delle più interessanti rocker del panorama musicale italiano. Raffaella (Cadaveria) la seguo dai tempi degli Opera IX, l’ho sempre amata musicalmente e la seguo tutt’ora nei Cadaveria. È una donna straordinaria umanamente parlando, è stato per me un grande onore collaborare con loro.

D: Collegandoci ad Alteria e Raffaella Rivarolo, com’è la situazione, in quanto a rock al femminile, in Italia?
R: Beh, in Italia troviamo diversi gruppi interessanti se intendiamo il genere rock nel senso più vasto del termine. Oltre ad Alteria e Cadaveria abbiamo Lacuna Coil, Roipnol Witch, Lilith le Morte, Christine IX, Viboras, Agatha, Cleopatras e moltissime altre.

D: In “Riot not quiet” dai più spazio a musiciste estere: come mai questa scelta?
R: Ho sempre prediletto un ascolto oltreoceano, ho sempre trovato l’inglese, come molti del resto, molto melodico e piacevole all’ascolto. Non nego che oggi nei miei ascolti c’è anche molta roba italiana, oltre ai gruppi citati sopra mi capita spesso di ascoltare Contini (ex Il Genio), Maru, Maria Antonietta, Simona Norata, etc.

D: Fra i vari aneddoti che riporti nel libro qual è il tuo preferito? E perché? Vogliamo riportarlo per intero in questa intervista?
R: C’è un aneddoto particolare che mi ha colpito particolarmente perché coglie appieno la personalità “stravagante” dell’artista. Parlo di Nina Hagen (punk tedesca) quando nel ’79 all’interno di un programma austriaco spiega al pubblico quali sono le svariate posizioni per la masturbazione femminile.

D: Progetti attuali e futuri?
R: I progetti sono molti, sono già al lavoro per la stesura di altri due lavori! Vedremo 🙂

D: Saluta i nostri lettori.
R: Mi raccomando, siate di mentalità aperta anche nella musica, scoprirete che all’interno del panorama rock considerato dai più sporco e cattivo (quindi da maschio, (perché?) ci sono tantissime donnine che vale la pena di conoscere, ascoltare e supportare.

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#riotnotquiet #femalerock #voices

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