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Interviste

Intervista a FEBO

di Thanks for Choosing

Tra disagi interiori e quelli portati dalla pandemia, tra la vittoria del Festival di Sanremo e l’ispirazione trovata nelle piccole cose, abbiamo avuto modo di navigare nell’universo del cantautore romano Febo, ritornato a calcare le scene con il singolo “Che disagio”. Ecco cosa ci siamo detti.

Alla voce disagio del dizionario si legge: “Condizione o situazione sgradevole per motivi morali, economici, di salute”. Termine che racchiude in sé la perfetta descrizione della realtà nella quale milioni di persone sono state catapultate. Il tuo nuovo singolo di quale tipo di disagio si fa portavoce?
Oltre alle tipologie da te citate, che vivo sulla mia pelle, “Che disagio” mette in luce la mancanza fisica in un rapporto sentimentale, la paura di perdere l’amore, la caduta delle certezze. È una canzone che racconta alcune delle svariate fragilità che ci contraddistinguono, quelle che ci rendono vulnerabili. Si concentra fondamentalmente sul concetto di quanto possa fare male lo stare senza l’amore, sia nel suo lavore romantico, che sul piano carnale.

Tornare con un nuovo brano in questo periodo è una scelta azzardata, oltre che coraggiosa. Cosa ti ha spinto a rilasciare nuova musica quando tutto il mondo si è fatto silenzioso?
È vero, stiamo vivendo un momento difficile, inaspettato e crudele, che ci ha colti tutti impreparati. Tuttavia, non ci ha resi stupidi ed inermi. Ho sentito il bisogno di reagire, di trovare una nuova “normalità”, di sentirmi vivo nonostante il silenzio che mi circonda. Un silenzio che troppo spesso diventa insostenibile e assordante.

Da quale esigenza è nato “Che disagio”? Quale messaggio vuoi trasmettere con questo brano?
Si tratta di un semplice sfogo di una persona comune, quale sono, che spesso trattiene le proprie emozioni per poi vomitarle tutte assieme di getto. Non troviamo un messaggio univoco. In questo brano, dietro ai toni forti utilizzati, c’è un uomo che si confronta con la paura di essere costantemente giudicato.

Come nasce un brano di FEBO? Dove trovi l’ispirazione?
Trovo l’ispirazione in ogni cosa che mi circonda, in un libro, in un film o magari in una lettura che sto facendo. L’ispirazione che ha dato vita a “Che disagio” l’ho trovata mentre leggevo il dizionario, in un giorno qualunque, nella solitudine più totale. Nello specifico, in un momento in cui non pensavo di riuscire a superare questo periodo difficile.

Cosa stai ascoltando in questo periodo?
La mia fame di buona musica non si placa mai, smanetto continuamente sul web alla ricerca di tutte le novità del momento. Attualmente sto ascoltando Nirvana, Oasis, molto cantautorato italiano, da Lucio Dalla ad Antonello Venditti.

Ipotizzando un rapido ritorno alla normalità, cosa dobbiamo aspettarci per i prossimi mesi da FEBO?
Sicuramente tanta musica e collaborazioni felici. Continuerò a pubblicare altri singoli con un obiettivo preciso: quello di raccoglierli tutti in un vinile, con una bella copertina, con su scritto tutti i nomi delle persone che hanno collaborato con me. Vorrei che la mia musica si ascoltasse, si toccasse, si ammirasse e respirasse. Un po’ come si faceva un tempo.

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