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Interviste

Intervista a AGGIE: il ghosting, la provincia e il venti agosto

Aggie presenta il suo terzo singolo, intitolato 20 Needle. L’artista e producer varesina aveva già dato a vedere di non volersi rinchiudere in un solo genere o in un unico stile, e con 20 Needle ci fa fare un nuovo balzo, immergendoci in una ballad alt-pop, che ai fan dei generi alternativi potrebbe ricordare nello spirito qualche brano di artisti come Twenty One Pilots e Billie Eilish. 

20 Needle è al singolare, e con un gioco di parole, sta per “20 ago(sto)”, che è al contempo la data di nascita di Aggie e anche il giorno in cui ha luogo la vicenda raccontata nel brano: un coinvolgimento fra due persone che per un solo giorno sono state più che amiche. È una storia di ghosting, in cui una delle parti finisce per trascurare, ignorare e dimenticare totalmente l’altra.

Ciao Aggie! Con 20 Needle siamo al tuo terzo singolo, ed è la terza volta che ci proponi un sound completamente nuovo. Come mai questi salti fra generi anche piuttosto diversi fra loro?
Ciao a voi! Non era programmato che questi singoli fossero così diversi tra loro. Quando mi metto a scrivere, costruisco il brano a seconda dei sentimenti che sto provando, e di conseguenza scelgo di volta in volta il genere con cui meglio posso esprimere ciò che voglio dire. Le mie influenze musicali sono molto variegate; mi piace un sacco di musica e attingo da ciascun genere per assecondare come mi sento sul momento. 

Musicalmente come descriveresti 20 Needle? A chi potrebbe piacere questa canzone?
È un pezzo molto introspettivo e bittersweet, che ti può far piangere e aprire un paio di ricordi. Sicuro può piacere ai fan della Billie Eilish di When the Party’s Over, o dei pezzi meno agitati dei Twenty One Pilots, come anche a chi ascolta un po’ di indie pop italiano. 

Il brano è cantato sia in italiano che in inglese, peraltro con un ottimo accento. Hai vissuto all’estero o hai perfezionato l’accento in altri modi?
Me lo chiedono spesso ma no, non ho mai vissuto all’estero! I mezzi che mi hanno aiutata e ancora mi aiutano a perfezionare e interiorizzare la lingua sono i video su YouTube, i telefilm e le canzoni in inglese.

La canzone racconta una storia di ghosting. Che cos’è questo fenomeno e perché hai sentito la necessità di scrivere una canzone che parlasse di questo?
Essere “ghostati” significa che una persona con cui sei in confidenza e con cui hai un rapporto di amicizia o qualcosa di più, da un giorno all’altro si stacca, si allontana e sparisce, senza dare alcuna spiegazione. Fare i conti con queste situazioni è una delle cose con cui faccio più fatica. Mi è capitato con più persone, e ci ho sempre messo tanto ad accettarlo. Non sopporto quando tra due persone rimangono parole non dette, spiegazioni negate. È un pensiero che mi tormenta, e quando ho scritto 20 Needle ero arrivata a un punto in cui sentivo davvero il bisogno di liberarmene.

Perché la torta di compleanno nella copertina del singolo?
La storia di cui parla il pezzo è avvenuta il giorno del mio compleanno scorso, ovvero il 20 agosto, che è anche la traduzione letterale di 20 Needle (“20 ago”).

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