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Interviste

“In pancia al pesce”: intervista ai TRIGALE

Vengono da Cagliari, sono in tre (Marco Noce alla chitarra e voce, Nicola Serci a basso e voci e Roberto Etzi a batteria e voci) e propongono un blues cantato in italiano: sono i TrigaleDa poco usciti con l’album “In pancia al pesce”, li abbiamo intervistati.

D: Ciao, ragazzi: prima di tutto presentatevi ai nostri lettori.
R: Ciao. Siamo Marco, Nicola e Roberto, in arte Trigale.

D: Come vi definireste, a qualcuno che non vi ha ancora ascoltati? Come lo convincereste ad ascoltarvi?
R: Una piccola band che suona rock blues cantato in italiano.

D: Siete da poco usciti con l’album “In pancia al pesce”: come mai questo titolo?
R: (Marco) “In pancia al pesce” è il titolo di una delle canzoni del disco, una delle prime su cui abbiamo lavorato insieme e anche una di quelle che ci hanno dato filo da torcere prima di arrivare a un suono convincente. L’espressione è un po’ ricalcata su modi di dire come “In bocca al lupo” o “In culo alla balena”, quindi di buon augurio, però non essendo una frase fatta ha il vantaggio di suggerire altri possibili significati legati a un simbolo complesso e profondo come quello del pesce. Svelare tutti i segreti toglierebbe un po’ di sapore a tutta la faccenda, ma possiamo dire che c’entrano Pinocchio, il profeta Giona e Moby Dick.

D: Com’è nato l’album?
R: All’inizio abbiamo registrato i brani utilizzando strumentazione da “home recording”, con l’intenzione di fare una demo da dare ai locali. Riascoltandoli ci siamo resi conto che c’era materiale per produrre un album, cosi quelle registrazioni sono diventate un’ottima pre-produzione che ci ha dato la possibilità di entrare in studio con le idee più chiare, con un quadro quasi completo di quello che avremmo dovuto fare poi in fase di produzione.

D: Come nascono le vostre canzoni?
R: (Marco) Dipende da caso a caso. In generale (ma non sempre) nasce prima la melodia e poi arrivano le parole. Certe volte succede tutto in una botta sola, a volte in due ore una canzone che prima non c’era, paf!, esiste e ti trovi lì a cantarla chiedendoti come sia stato possibile: una specie di miracolo. Altre volte il processo è più lungo e sofferto. In alcuni casi l’accoppiata musica/testo, a volte anche a distanza di mesi, magari addirittura dopo decine di prove, si rivela poco convincente: allora la canzone rientra in laboratorio. Può succedere che parole nate per una certa melodia, certi accordi, un certo sound, si sposino alla perfezione, anche ad anni di distanza, con un’altra melodia, altri accordi, un altro sound. Altre volte ci sono parole segnate da qualche parte, un quaderno, un foglio, una nota sullo smartphone, che d’improvviso richiamano una melodia. In ogni caso c’è un momento in cui senti quel “clic” che ti toglie ogni dubbio, che ti fa capire che l’abbinamento è quello giusto. A quel punto la canzone, se piace a tutti e tre, viene messa in lavorazione in saletta.

D: Di cosa parlano le vostre canzoni?
R: (Marco) Rispondere a questa domanda non è facile come potrebbe sembrare. Dopo anni di pratica sono sempre più convinto che nemmeno chi ha scritto una canzone (o una poesia, o un romanzo) sappia davvero di cosa parli: chi ha scritto, quando va bene, sa che cosa aveva intenzione (o desiderio) di dire. Poi però c’è questo fenomeno: a seconda di come dici una cosa, delle parole che usi, dell’ordine in cui le usi, anche a distanza di tempo, ti accorgi che con quelle parole stai dicendo anche qualcos’altro. Questo perché, come diceva un grande poeta che si chiamava Giovanni Giudici, si scrive sempre in due: lo scrittore e la lingua, che ha i suoi misteri, i suoi segreti. A volte due parole, accostate in un certo modo, o unite a distanza da una rima, possono evocare come un’ombra, un riflesso o un miraggio, altri significati possibili. Poi, ulteriore complicazione, arriva chi legge o, nel caso delle canzoni, ascolta: e questo “terzo incomodo” troverà altri significati possibili, altre suggestioni, altri miraggi.

D: Progetti attuali e futuri?
R: Fare molti concerti e dischi fin quando ne abbiamo.

D: Salutate i nostri lettori.
R: Ciao a tutti. E se ascolterete la nostra musica, per favore, fateci sapere se vi è piaciuta.

https://www.facebook.com/trigaleband/

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