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Interviste

100 musicisti, videomaker, attori ed artisti plurimedia danno vita a WE TRANSFER

Un’opera audiovisiva composta da quasi 100 artisti provenienti da vari campi stilistici: è questa la filosofia dietro il progetto WE TRANSFER.

Abbiamo intervistato gli organizzatori per capire meglio com’è nata l’idea e come è stata sviluppata.

D: Salve, cari: prima di tutto presentatevi. Quali sono le personalità dietro il progetto WE TRANSFER.
R: WE TRANSFER nasce da un’idea di XXXV, Label cross-mediale da sempre attiva su progetti culturalmente trasversali legati alla musica, in collaborazione con Linea d’Ombra Festival. L’esperimento ha accolto a sé circa 100 tra musicisti, videomaker, attori ed artisti plurimedia ed è fondato sul file sharing.

D: Come nasce l’idea alla base del progetto?
R: L’intento era realizzare un’opera audiovisiva che coinvolgesse artisti stilisticamente diversi e fisicamente lontani tra loro, utilizzando i mezzi del contemporaneo. Partendo dal tema del “trasferimento” inteso come rapporto tra cultura ed Era Digitale ed il “trasferirsi”, spinti dall’urgenza si condividere con altri le proprie visioni artistiche, è nato WE TRANSFER, quello che noi definiamo un progetto di “cultura trasferita”.

D: Come sono stati coinvolti gli artisti che hanno partecipato al progetto?
R: Con molti artisti eravamo già in contatto grazie ad esperienze di vita e alle collaborazioni intercorse in passato; con altri, principalmente con i videomaker, si è pensato di lanciare una “Call” aperta a chi desiderasse produrre video, suggestionati dalle musiche prodotte. Il risultato è stato straordinario. Una serie di idee messe a strati per un’opera di circa 20 minuti, fatta di suoni, versi ed immagini, divisa in 5 parti, al solo scopo di facilitare la libera fruizione da parte degli internauti.

D: Fra questi, molti sono dei nomi già conosciuti al pubblico: elencateceli.
R: Sarebbe giusto e deontologicamente corretto fare un “copia e incolla” di tutti nomi, perché sul serio, andrebbero citati tutti non solo per la bravura e professionalità, ma soprattutto per la gentile disponibilità.

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D: Com’è andata la presentazione?
R: È stato bellissimo rivedere alcuni degli artisti del LAP a Napoli, in occasione del VinyLove (grande iniziativa).

In un’atmosfera distesa e gioviale, ciascun artista ha detto la sua ed ha voluto confermare di aver partecipato all’esperienza per il desiderio di fare Arte e basta, con gli altri, senza ragionamenti legati al mercato e alle sue logiche.

D: Come state, invece, pubblicizzando il progetto?
R: WE TRANSFER è distribuito liberamente e la sua promozione è affidata a BTL Prod, una crew di giornalisti professionisti, appassionati anch’essi di musica alternativa.

D: Ci sarà un seguito al progetto?
R: Assolutamente sì, pian piano capiremo che muri scavalcare e quali porti toccare:)

D: Infine, cos’è il LAP – Laboratorio Artigianale di Pazzia?
R: In sintesi un gruppo di persone che fanno, che vogliono farlo e con autenticità: Praticamente dei pazzi!

D: Salutate i nostri lettori.
R: Da tutto il LAP un forte abbraccio ai lettori di RockOn e speriamo di risentirci presto per una nuova avventura. Grazie mille.

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