MED FREE ORKESTRA – BackGround

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Nuovo lavoro per la band multietnica che ha sede a Roma. Frizzanti e cinici, sfacciati e sprezzanti, i dodici Med Free Orkestra, provenienti da cinque paesi diversi, uniscono le sonorità del sud del mondo e quella balcanica, avendo come trait d’union il funk-rock. In altri termini il loro stile è la più pura world music, anche se concettualmente, e in certi tratti anche musicalmente, è maggiormente accostabile alla patchanka. In ogni caso si tratta di un ottimo disco, non soltanto perché ben suonato, ma anche perché accompagnato da testi puntuali e disintossicanti in questa fase di ipocrita perbenismo e di apparente pace sociale.

Basta ascoltare la title-track, un ragammufin jazzato nel quale con la ‘scusa’ di denunciare la politica di respingimento dello Stato italiano verso gli immigrati, il gruppo ne approfitta per denunciare le ingiustizie sociali comunque imperanti nello stivaletto.

In questo brano interviene il rapper Amir Isaa, che ci mostra il punto di vista del migrante. Altro pezzo caratteristico è “Bulkanian” nel quale vengono fuse sonorità balcaniche e irlandesi per un quasi omaggio alla resistenza. Altro pezzo di forte impegno sociale è “Pizzica dello scafista”, nel quale attraverso il rap si fondono taranta e afro-beat. Ogni brano contiene molti elementi tutti da scoprire ed analizzare ascolto dopo ascolto. Un disco salutare che fa ballare e pensare.

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Vittorio Lannutti

Vittorio Lannutti

Vittorio Lannutti, ricercatore/sociologo delle migrazioni, counsellor, con una grave, cronica ed irreversibile dipendenza da rock.

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