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SANTO NIENTE – Mare Tranquillitatis

santonienteTwelve Records / Audioglobe

A sei anni da “Il fiore dell’agave” Palazzo con il suo Santo Niente pubblica il quarto disco del gruppo. Tuttavia, in questi sei anni l’artista abruzzese non è stato affatto con le mani in mano, perché ha pubblicato l’esordio del progetto parallelo del Santo Niente, El Santo Nada “Tuco” ed il suo splendido esordio solista “Canzoni della notte e della controra”. Questo percorso ci conferma che per fortuna Palazzo c’è e continua a pubblicare, seppur centellinandoli, ottimi lavori.

La qualità di “Mare tranquillitatis” non si discosta dalla produzione precedente del gruppo, ma con questo lavoro il Santo Niente ha avviato un’importante svolta stilistica. Abbandonata la perspicace aggressività post-grunge con “Mare tranquillitatis” si vira verso un art rock, che ha molti riferimenti nel rock teutonico degli anni ’70. La vena cantautorale non è venuta meno e cinque su sei brani sono connotati con questo stile. L’unico episodio che ha un tiro decisamente rock è “Le ragazze italiane”, nella quale si rievocano sia le sonorità degli anni ’90, e che riportano alla mente proprio i primi lavori del gruppo, sia le vibrazioni degli Stooges di “Funhouse”, grazie anche all’innesco del sax elettrico di Sergio Pomante e innesti shellacchiani.

Negli altri brani Palazzo ha scritto storie, prendendo spunto anche dalla letteratura o da stili di vita non ortodossi. Per quanto riguarda gli spunti tratti dalla letteratura troviamo “Cristo nel cemento”, ispirata all’omonimo romanzo di Pietro Di Donato, figlio di un muratore abruzzese emigrato in America, brano tirato che procede quasi come uno spoken word, con un sound tirato e che di tanto in tanto si impenna rievocando alcune pretese epiche dei Neurosis, rendendo molto teso il blues urbano. “Maria Callas”, invece, non è ispirata alla cantante, ma ad un anziano travestito che si fa chiamare in questo modo, è una storia per certi versi commovente, resa con un blues aperto e introspettivo allo stesso tempo, intriso di nostalgia e rimpianti. Negli altri brani c’è spazio per la sperimentazione e per le strette connessioni tra elettronica e rock, come negli oltre undici minuti di “Primo sangue” e nella decompressa “Un certo tipo di problema. Resta, invece, sospesa l’eterea e greve “Sabato Simon Rodia”.

Palazzo conferma di essere dotato di grande carisma e di un’autorevolezza dettata dalla sua esigenza di spiazzare sempre l’ascoltatore, tendendo a non rassicurarlo mai, ma spiazzando le sue aspettative.

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Written By

Vittorio Lannutti, ricercatore/sociologo delle migrazioni, counsellor, con una grave, cronica ed irreversibile dipendenza da rock.

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