di Thanks For Choosing
Abbiamo chiesto ad Airù, nome d’arte di Enrico Scanu, di consigliarci cinque brani per superare al meglio questa quarantena.
L’occasione la offre l’uscita del suo EP d’esordio dal titolo Nottetempo, un disco intimo e raffinato di canzoni da cameretta che prendono finalmente forma e che ben combina elementi indie, di electro-pop e white soul, anche grazie alla splendida voce di Enrico.
Diodato – Adesso
Un brano che sembra avere un contatto quasi tangibile con quello che sta accadendo. Due anni fa Antonio Diodato parlava della incomunicabilità nella società moderna. Quello che sembrava essere un invito alla riflessione, un racconto di come ormai i rapporti si siano ridotti all’ osso fino a sfiorare l’ apatia oggi suona come un grido, uno sfogo.
È inutile commentare ulteriormente, basta leggere questo meraviglioso testo per capire che una volta finito questo periodo forzato di quarantena la società deve reagire. Noi dobbiamo reagire.
Niccolò Fabi – Attesa e inaspettata
Questa bellissima canzone racconta il tema della nascita. Mi piaceva l’ idea di accostare questo brano a questo periodo particolarmente oscuro perchè quando finirà tutto questo mi piacerebbe che noi tutti fossimo pronti a prende la vita in maniera diversa, più responsabile. Mai come oggi la mia generazione aveva camminato così vicino alla morte che sembra serpeggiare tra le nostre strade. Dobbiamo ricordarci di tutto questo.
Quando la vita ci porterà a fare delle scelte saremo obbligati ad essere più umani. “…e ti trovi a quel incrocio tra l’ impegno e il disimpegno devi toglierti dal centro, devi fare spazio dentro e poi dividere l’inutile da ciò che è necessario, non c’è più un giorno da perdere nel tuo calendario e poi serenamente a ciò che non ti rappresenta dire NO!”
Pino Daniele – Appocundria
Questa espressione napoletana è probabilmente ciò che va più vicino alla sensazione che sto vivendo in queste settimane. Malinconia profonda, venata da nostalgia e apatica impotenza. Un pezzo breve quanto inteso che viene da un disco pazzesco. In questi giorni ho capito che fermarsi ha senza ombra di dubbio i suoi lati positivi, uno su tutti il ritrovare la bellezza anche nelle piccole cose, come riascoltare una bella canzone (come questa) che non sentivo da anni.
Pensare al passato, ma non con quella solita accezione negativa o deprimente che diamo senza pensare, inghiottiti dalla vita frenetica di tutti i giorni. La vita è anche perdere tempo.
Paolo Nutini – Iron sky
Un’ altra canzone pazzesca. In questi giorni viviamo uno dei più grandi paradossi del nostro tempo: il cielo non è mai stato così azzurro e siamo rinchiusi nelle nostre case, privati della nostra libertà, inerti. Forse dovremmo riflettere sul reale significato della parola libertà che non è egoismo, egocentrismo, sopraffazione.
Avere piena libertà non significa limitare quella degli altri. È qualcosa di molto profondo, spirituale e ci collega tutti, l’ uno all’ altro. Anche qui le parole sembrano quasi messianiche: “Oh, that’s life, that’s dripping down the walls of a dream that cannot breathe in this harsh reality…Mass confusion spoon fed to the blind serves now to define our cold society from which we’ll rise over love, over hate, from this iron sky, that’s fast becoming our minds. Over fear and into freedom. You just got to hold on!”
Daniele Silvestri – Le navi
Una canzone breve intensa e bellissima che parla di una nuova partenza, quella che ci auguriamo tutti di ritrovare tra poco. Sarebbe stupido e alquanto utopistico che tutta questa immobilità di corpi, emozioni e pensieri ci trasformerà completamente, però quanto sarebbe bello scoprire che possiamo essere migliori di quello che fino ad ora siamo stati.
Proviamo a prendere questo stato di quiete come un lancio verso qualcosa di nuovo. In fondo “verranno giorni vergini e comunque giorni nuovi, ci inventeremo regole e ci sceglieremo i nomi e certo ci ritroveremo a fare vecchi errori ma solo per scoprire di essere migliori.”





























