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Reportage Live

LA PRIMA ESTATE con PAOLO NUTINI: grab my last request!

Più di ottomila persone hanno assistito al quinto giorno de La Prima Estate al Parco Bussoladomani del Lido di Camaiore: Paolo Nutini, Michael Kiwanuka, Black Country, New Road e Swim School. Una line-up completamente diversa rispetto alla sera precedente, che ha regalato non poche emozioni.

Paolo Nutini a La Prima Estate
Paolo Nutini a La Prima Estate (foto di Stefano Dalle Luche)

Articolo di Philip Grasselli

Il giro di boa del secondo fine settimana de La Prima Estate è servito: il parco Bussoladomani del Lido di Camaiore offre uno spettacolo diametralmente opposto rispetto alla sera precedente, con protagonista il DJ set di Peggy Gou.

Una delle prime cose che notiamo all’ingresso del parco è l’ampiamento dell’area Garden, zona in cui, per buona parte delle aperture, molta gente ne ha approfittato per assistere da sdraiati o da seduti alla musica del palco principale.

Le vibes sono molto diverse, è previsto quasi il doppio del pubblico, la variabilità dell’età dei fan è decisamente più ampia. Un sabato sera in cui le differenze generazionali si annullano nel nome della musica.

SWIM SCHOOL: la scuola scozzese di shoegaze

La prima band che si presenta sul palco del secondo sabato de La Prima Estate viene dalla Scozia: gli Swim School. Da Edimburgo per la prima volta in Versilia, l’ultima presenza in Italia fu il 16 maggio 2023 quando aprirono gli Inhaler all’Alcatraz a Milano.

Alice Johnson dei Swim School alla Prima Estate
Alice Johnson dei Swim School alla Prima Estate (foto di Stefano Dalle Luche)

La musica che propongono è eterea, molto interessante, si sente tanto l’influenza di band come i Wolf Alice e dello shoegaze dei Slowdive. Infatti, a Fender Mustang rossa fiammante di Alice Johnson (sembra quasi voluto che si chiami proprio Alice), ricca di distorsioni e di riverberi. L’altra Fender Mustang customizzata nera del chitarrista solista, di Lewis Bunting. La batteria DW di Billy McMahon.

Nove brani tratti quasi equamente tra i primi tre EP, “Volume 1”, “Making Sense of It All” e “Duality”, più “Bored” uscito un anno fa. Il carisma di Alice Johnson – anche alla ricerca di scozzesi (presenti in una certa quantità) – passa anche attraverso i testi: frammenti di vita vissuta, tra persone tossiche da eliminare nella propria vita, ma anche dedicate all’esaurimento nervoso da pandemia.

BLACK COUNTRY, NEW ROAD: quando la musica diventa un’opera d’arte

Quando vedi la band, esclami: “Ma così tanti componenti?”. Quando vedi la scaletta, esclami: “Ma così pochi brani?”. Sembra quasi un match perfetto: sei brani per sei membri. Ma non altrettanti strumenti musicali.

Tyler Hyde a La Prima Estate
Tyler Hyde dei Black Country, New Road (foto di Stefano Dalle Luche)

Gradualmente sul palco salgono Tyler Hyde al basso; Lewis Evans al sassofono tenore e flauto; Georgia Ellery, al violino, mandolino e chitarra; May Kershaw alle tastiere e fisarmonica; Charlie Wayne alla batteria, percussioni e banjo; Luke Mark, infine, alla chitarra. Il denominatore comune di tutti i membri dei Black Country, New Road è la voce, che crea una gustosa macedonia di sonorità che rende il tutto un’esperienza sinestetica.

La musica che portano è un compendio di esperimenti e perfezionamenti lungo l’ultimo paio di anni di tour, dopo l’improvvisa dipartita di Isaac Wood come voce principale e, pertanto, la ridistribuzione di questo ruolo tra quattro dei sei membri della band.

I Black Country, New Road al completo sul palco de La Prima Estate (foto di Stefano Dalle Luche)

Ad esempio, “For the Cold Country”, nata nella loro tappa di Oslo quasi un anno fa, è diventata oramai parte fondamentale della loro scaletta. O ancora il finale, “Dancers”, una ballata epica nata e racchiusa nel loro terzo album, prende origine esattamente dalla Bush Hall della Londra ovest. Una performance più bella dell’altra, poiché è la simbiosi tra tecnica estremamente meticolosa e il grande affiatamento tra tutti e sei i membri.

MICHAEL KIWANUKA porta l’introspezione su un altro livello

Terzo artista a salire sul palco principale de La Prima Estate è proprio Michael Kiwanuka, con la sua big band: alle 20:30 precise, la sua musica va a diffondersi solennemente lungo la prateria del parco Bussoladomani.

Little butterfly without wings, how do you fly?

You’re holdin’ on so tight that you don’t even try

And if I had a dream (if I had)

Love would be sunshine for me

Michael Kiwanuka – Hard to Say Goodbye

Solennemente perché ogni canzone è dedicata ad uno stato d’animo, ad un diverso tipo d’introspezione, che è davvero molto difficile anche solo provare a parlare con le persone di fianco. C’è solo da abbracciarsi e volersi bene. I visual urlano stati d’animo difficilmente descrivibili, tra i più belli che abbia mai visto: pochi frammenti di persone, da bambini, a giovani adulti, ad anziani, che mostrano situazioni dalla più tenera alla più struggente e con una palette di colori incredibile.

Michael Kiwanuka con una delle bellissime visual del suo live (foto di Stefano Dalle Luche)

Il pubblico, per la prima volta, se non canta le sue canzoni, rimane in religioso silenzio, ad ammirare il soul britannico e, anche qui, la bravura di musicisti e coriste che lo circondano. In “Father’s Child”, penultimo brano di “Love & Hate” del 2016, probabilmente il momento in cui ho sfiorato i lacrimoni. Mamma mia se va dritto al cuore!

I am my mother’s child

Walk with me, show me pure affection

Walk with me, show me the right direction

I am my father’s child, even though I walk

No more, no more

I am more than things you won’t forgive

Walk with me

Michael Kiwanuka – Father’s Child

PAOLO NUTINI: bentornato al Parco Bussoladomani!

Siamo a oltre ottomila anime a vedere Paolo Nutini, con il Garden sold-out. Alle 22 arriva Paolo Nutini, salutato con una ovation potentissima, che parte con due primi brani di due album diversi: “Afterneath” da “Last Night in Bittersweet” e “Scream (Funk My Life Up)” da “Caustic Love”. È subito riscaldamento muscolare, il funk è sempre qualcosa che non tocca solo il cuore, ma scuote l’animo fino a farlo danzare.

Paolo Nutini ai sample (foto di Stefano Dalle Luche)

La seconda parte è decisamente acustica e rappresenta il cuore pulsante della sua maturazione artistica, come in “Through the Echoes”, ma anche in “Coming up Easy”.

E poi il primo grande classicone: “New Shoes”. Sì, quella canzone sta per diventare maggiorenne. Sì, “These Streets” è uscito nel 2006. Sì, hai proprio perso la cognizione del tempo.

Scherzi a parte, il finale che porta verso l’emozionante encore è un po’ rock (“Petrified in Love”), ma anche un po’ rock’n’roll (“Pencil Full of Lead”) e folk (“Candy”). La bravura dell’artista italo-scozzese è quella di non dare mai soluzioni di continuità tra brani completamente diversi, con la band di supporto strepitosa nel seguirlo in ogni suo movimento. Più che il primo encore, la vera sorpresa è il discorso finale, in italiano.

Paolo Nutini (foto di Stefano Dalle Luche)

Mia mamma e mio babbo mi hanno detto che venivano qui, in questo parco, quando avevano 17 anni per vedere i concerti: Renato Zero, Mina e molti altri. E, cinquant’anni dopo, sono entrambi qui stasera con la mia meravigliosa sorella e con tutti voi a guardare questo concerto. È fantastico. Mamma, babbo, Francesca, vi amo moltissimo. Siete tutto. Siete tutto. E a tutti voi, grande amore e grazie a voi, per tutto.

Paolo Nutini, in italiano, prima di suonare il secondo encore, fuori scaletta: “Last Request”

L’italianità esce, così, mentre rimane solo soletto sul palco. Leggendo il discorso su un foglio, imbracciando poi una chitarra classica e cantando dolcemente “Last Request”. Pubblico e palco si sono fusi, come in un rito, nell’urlare “grab my last request / just let me hold you”. Lacrimoni, abbracci e baci intensi. Tanto amore.

SWIM SCHOOL – La scaletta del concerto a La Prima Estate al Lido di Camaiore (LU)

Bored
Let Me Inside Your Head
Kill You
Don’t Leave Me Behing
Seeing It Now
Anyway
Delirious
Give Me a Reason Why
See Red

BLACK COUNTRY, NEW ROAD – La scaletta del concerto a La Prima Estate al Lido di Camaiore (LU)

For the Cold Country
Laughing Song
Geese
The Boy
Nancy Tries to Take the Night
Dancers

MICHAEL KIWANUKA – La scaletta del concerto a La Prima Estate al Lido di Camaiore (LU)

Hard to Say Goodbye
You Ain’t the Problem
Rolling
Father’s Child
Black Man in a White World
Rule the World
Hero
Final Days
Solid Ground
Cold Little Heart
Love & Hate

PAOLO NUTINI – La scaletta del concerto a La Prima Estate al Lido di Camaiore (LU)

Afterneath
Scream (Funk My Life Up)
Let Me Down Easy
Lose It
Heart Filled Up
Desperation
Acid Eyes
Stranded Words (Interlude)
Through the Echoes
Coming Up Easy
New Shoes
Petrified in Love
Pencil Full of Lead
Bright Polly/Radio (medley)
Candy

Encore n°1

Take Me Take Mine
Iron Sky
Shine a Light

Encore n°2

Last Request

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Se non parlo di musica, parlo di sport. Se non parlo di sport, parlo di ingegneria. Se non parlo di ingegneria, parlo di meme. Se non parlo di meme è perché dormo.

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