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Reportage Live

Slam Dunk Italy 2023: prima giornata del festival di Bellaria-Igea Marina

Sum 41 - Slam Dunk Italy 2023
Sum 41 - Slam Dunk Italy 2023

Articolo di Michela Ravasio | Foto di Andrea Ripamonti

L’estate è iniziata.
Ho preso la mia prima scottatura nel mio primo giorno in spiaggia dopo quattro anni che non ci mettevo piede, ma – soprattutto – ho partecipato al mio primo festival…

Badate, non un festival qualsiasi, ma la prima edizione italiana dello Slam Dunk.
Erano anni che osservavo le line-up di Leeds e Hatfield piangendo e disperandomi nel vedere che tutti i miei idoli erano lì a suonare le mie canzoni preferite, mentre io restavo a casa, povera e senza passaporto – che prima della Brexit non serviva ma è un dettaglio.

Il giorno in cui hanno annunciato che questo fantastico festival sarebbe arrivato anche nel nostro stivale, neanche avevo visto chi avrebbe partecipato, che già ero emozionatissima e, praticamente, era come se avessi i biglietti in mano. Volevo esserci.

Così ho guardato spuntare pian piano nomi di band che conoscevo e l’entusiasmo continuava a salire sempre di più. I Rancid e gli Offspring erano i grandi headliner che stanziavano in grassetto sulla locandina. Poi è arrivato l’annuncio del pre-show e allora sono andata fuori di testa.
I Sum 41.
Basta andata. Dovevo assolutamente esserci.

Quindi ora partiamo dall’inizio, con molta calma. Anche se mi domando come posso restare calma visto che mentre sto scrivendo ho ancora l’adrenalina in circolo…
Impegnamoci.

Siamo alla vigilia del primo ponte pienamente estivo. Alla Bay Arena di Bellaria-Igea Marina, i due palchi sono pronti per il festival. In questo primo giorno di pre-show – 1 Giugno – tutti gli artisti presenti si esibiranno esclusivamente sul Main Stage e i primi a salire sul palco sono i veneti Monday Proof. E quale apertura migliore di una band che vuol riportare in auge il punk rock anni 2000?

Monday Proof
Monday Proof in concerto allo Slam Dunk Festival di Bellaria-Igea Marina foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

MONDAY PROOF

Già dalle prime note, i quattro musicisti iniziano a trascinarsi nel clima giusto e la voce di Marco Zanon ci ricorda tutte quelle sonorità un po’ nostalgiche dei primi Blink. Un richiamo, quello al trio californiano, che va perdendosi quando viene proposta Tutto Fumo Niente Arresto , che vira in tutt’altra direzione, con un piglio un po’ più moderno e non per questo meno piacevole.
Che dire? Andatevi ad ascoltare il loro album Not to Sleep, Not to Die per scoprire questo gruppo nostrano! Se vi piace il punk rock, sicuramente lo apprezzerete come l’ha apprezzato il pubblico ai loro piedi.

Stand Atlantic
Stand Atlantic in concerto allo Slam Dunk Festival di Bellaria-Igea Marina foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

STAND ATLANTIC

I secondi ad arrivare sono gli australiani Stand Atlantic, capitanati dall’energica Bonnie Fraser che, in questo pre-show è l’unica donna presente sul palco. E come si fa sentire! La sua voce è trascinante e pezzi come Kill[h]er o Pretty Pity riescono a far saltare il pubblico che è sopravvissuto a questo caldissimo pomeriggio. Nonostante in cuffia non mi avessero preso tantissimo, non posso dire la stessa cosa riguardo all’esibizione di oggi. La batteria di Jonno Panichi e il basso di Miki Rich ci fanno tremare lo stomaco, mentre la chitarra di David Potter ci vibra nelle orecchie. Un live travolgente che è andato senza dubbio oltre le mie aspettative!

Zebrahead
Zebrahead in concerto allo Slam Dunk Festival di Bellaria-Igea Marina foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

ZEBRAHEAD

Alle otto di sera, sotto le urla scroscianti del pubblico e tra gli spintoni sottopalco dei fan più esaltati, sullo stage sono spuntati gli Zebrahead. Con i suoi capelli viola e questa voce strillante alla Nick Miller di New Girl – un paragone che ho avuto nel cervello per tutto il tempo, chiedo scusa – Ali Tabatabaee ha subito interagito con la folla e in men che non si dica, si è creato un circle pit. Dietro una nebbia di sabbia che si innalzava sotto i piedi dei presenti, la band statunitense ha fatto urlare tutta la Beky Arena. Questo è stato il momento esatto in cui ho sentito i primi cori che partivano convinti sopra le nostre teste. Ma come resistere alle chitarre di Adrian Estrella e Dan Palmer? Come non saltare seguendo il ritmo dettato dal basso di Ben Osmundson e dalla batteria di Ed Udhus?
Soprattutto… Come non invidiare i loro barman vestiti da scheletri che preparavano per la band dei cocktail direttamente on-stage?
Ali chiama il circle pit così tante volte, che mi chiedo se si sia creata una voragine, là in mezzo. Eppure la folla obbedisce e non può resistere a Perfect Crime o Rescue Me?

Zebrahead
Zebrahead in concerto allo Slam Dunk Festival di Bellaria-Igea Marina foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

Sta già iniziando il delirio e siamo ancora lontani dagli head liner di questa giornata.
Gli Zebrahead non ci lasciano il tempo di riposare, coinvolgono tutti durante l’esibizione, cantano Drin Drink chiedendoci di abbracciare i nostri vicini anche senza avere secondi fini che – testuali parole – “tanto comunque non farete sesso nemmeno stasera”. Con loro è tutto spassoso, movimentato e trascinante e dal primo brano fino ad Anthem non smettiamo mai di divertirci.

A questo punto mi chiedo… Naska riuscirà a tenere alta l’adrenalina?

Naska
Naska in concerto allo Slam Dunk Festival di Bellaria-Igea Marina foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

NASKA

Il panorama italiano nato dalle piattaforme a volte mi spaventa. Ormai ho una certa età – dopo i trenta è tutta discesa – e non so perchè mi viene difficile interfacciarmi con questo tipo di realtà. Per questo motivo ero un po’ preoccupata per l’andazzo del concerto e pensavo “ma se qualche punkabbestia gli tira una bottiglia?”. Fortunatamente le mie paure non si sono rivelate reali, anzi.

Il panorama è cambiato, le persone si sono evolute e non sembrano esserci dei pazzi in vena di lanciare oggetti sul palco – infradito volanti a parte, ma quelle c’erano da inizio giornata.
Il cantante di Civitanova Marche sale sul palco con un accappatoio rosso acceso e senza aspettare, parte con l’ultimo singolo a Testa In Giù. Anche io mi ricredo immediatamente e capisco perché questo ragazzo si trova proprio prima dei Sum 41. Il punkabbestia – senza cresta – è lui.

Nonostante sia rimasto imbottigliato nel traffico in autostrada fino a dieci minuti prima del suo spettacolo, Naska sale come un uragano e investe tutti quanti. La quantità di persone che c’è per lui e che canta i suoi testi a memoria è impressionante. Tiene il palco come un veterano e chissà come dev’essere per lui aprire una band che nel panorama internazionale del Punk Rock ha scolpito il nome nella pietra.

Naska in concerto allo Slam Dunk Festival di Bellaria-Igea Marina foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

Certamente era emozionato, ma forse lo era meno di noi che per Polly avevamo la pelle d’oca e che con 7 su 7 non potevamo smettere di saltare.
Non me lo aspettavo, ma sul palco è stato davvero mostruoso! In un presente in cui chi fa il suo stesso genere in questa nazione usa solo auto-tune durante il concerto, lui ha urlato dritto nel microfono e la sua voce ci ha colpito in pieno.

Insomma… Basta coi miei pregiudizi per chi nasce sui social. Direi che è arrivato il tempo di aggiornarsi.

Sum 41
Sum 41 in concerto allo Slam Dunk Festival di Bellaria-Igea Marina foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

SUM 41

Difficile dire che voglio aggiornarmi, però, dal momento che quello che mi ha spinto qui è l’amore segreto che provo per i Sum 41 da quando ero praticamente in terza media.

Non so perchè quando elenco le band che ascolto, non li metto mai in lista. E dire che li ho sempre nelle playlist e che ho consumato il cd di Does this look infected? ascoltandolo per mesi filati nel mio viaggio sull’autobus verso la scuola.

Come potete capire, questo reportage non sarà per niente oggettivo. Ripeto: per niente.
Questa è stata la prima volta che ho visto la band canadese live e quando Deryck è uscito sul palco io ho iniziato a saltare e basta. Non sono stata nè zitta nè ferma fino a Still Waiting. Tuttavia, non sono stata l’unica. Anzi.

Con We’re All To Blame il pit è così infervorato che mi ritrovo dieci metri più indietro rispetto a dove mi trovavo. Pogando e spingendo, la folla ha alzato nuovamente un polverone e, soprattutto, ha fatto scappare qualche infortunato o qualche povero innocente che mai avrebbe pensato di essere travolto con tanta violenza.

Non so cosa sia successo esattamente, ma la Bay Arena è praticamente esplosa. Per essere una band che ha deciso di concludere il suo viaggio e sciogliersi, i Sum 41 sembrano spingere più che mai. Forse è perché non ci saranno più, che questo concerto è pieno di vecchi successi e di chicche per i fan più sfegatati o attempati. Per far contenti tutti, ci regalano persino un medley veloce di canzoni tutte da saltare e urlare.

Sum 41 in concerto allo Slam Dunk Festival di Bellaria-Igea Marina foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

Brownsound ci ammalia con assoli trascinanti e si prende la scena anche durante la cover punk di We Will Rock You. Cone McCaslin e Frank Zummo ci accompagnano e ci costringono a tenere il ritmo con le gambe e con le mani – cos’è questa? una citazione agli 883? – e noi non possiamo mai fermarci. Non avete idea di quanto casino abbiamo fatto durante In too Deep e Fat Lip.

Deryck è bravo là sopra, cavolo. Continua a coinvolgerci, a farci sedere a terra e rialzare, a farci cantare o urlare a turno da una parte all’altra del palco. E lui sembra divertirsi come un ragazzino.

Forse anche lui, chissà, si sente un po’ come me che ancora penso a quando cantavo The Hell Song in mezzo al corridoio al liceo ogni volta che si ritrova sullo stage. Così mi chiedo se anche a loro un pochino mancherà la loro musica quando si saranno sciolti…

Questa prima giornata al mio primo festival si conclude un po’ con la consapevolezza che forse non vedrò mai più i Sum 41 live, nonostante sia stata l’unica volta. In contempo, però, sto ancora scrivendo e sono le tre di notte e il mal di gambe, così come la voce rauca, mi ricorda che sono stata lì, a questo primo Slam Dunk in Italia.
E mi ricordo pure che questo è il primo giorno di tre e forse è meglio smetterla di pensare a tutte le emozioni che gli artisti di oggi mi hanno fatto provare.

Domani si ricomincia… Devo ritrovare le energie e arrivare a fine giornata con lo stesso entusiasmo senza pensare al mal di gambe!

Clicca qui per vedere le foto della prima giornata dello Slam Dunk Italy 2023 o sfoglia la gallery qui sotto

Sum 41

SUM 41 – La scaletta del concerto allo Slam Dunk Italy 2023

Motivation

The Hell Song

Over My Head (Better Off Dead)

We’re All to Blame

Summer

My Direction / No Brains / Rhythms / All Messed Up

Screaming Bloody Murder

War

Fake My Own Death

Underclass Hero

Walking Disaster

With Me

In Too Deep

Makes No Difference

Pieces

No Reason

We Will Rock You (Queen cover)

Fat Lip

Still Waiting

BIS

Machine Gun

NASKA – La scaletta del concerto allo Slam Dunk Italy 2023

a Testa in giù

Mai come gli altri

7 su 7

Polly

Pronto Soccorso

Horror

a Nessuno

Cattiva

Non me ne frega un cazzo

Fuori controllo

O mi uccidi

Wando

Punkabbestia

ZEBRAHEAD – La scaletta del concerto allo Slam Dunk Italy 2023

America, Fuck Yeah

When Both Sides Suck, We’re All Winners

No Tomorrow

Hello Tomorrow

Falling Apart

The Perfect Crime

Drink Drink

Homesick for Hope

Rescue Me

All My Friends Are Nobodies

Anthem

STAND ATLANTIC – La scaletta del concerto allo Slam Dunk Italy 2023

Jurassic Park

Lavender Bones

hair out

Wavelength

switchblade

pity party

kill[h]er

Blurry

bloodclot

dumb

deathwish

Hate Me (Sometimes)

molotov [OK]

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