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Reportage Live

SUM 41 e AVRIL LAVIGNE agli I-DAYS: essere adolescenti per sempre, ma per una sola sera

Ampio e sentitissimo sold-out per una delle line-up più attese degli I-Days, l’ultima data all’Ippodromo SNAI “San Siro” di via Diomede: Simple Plan, Avril Lavigne e Sum 41 fanno saltare le trentacinquemila persone, portando una ventata di spensieratezza musicale del decennio 2000-2010. Non manca ovviamente qualche tocco di anni Venti, ma è poca roba. Che dominio canadese stasera!

Sum 41 all'Ippodromo SNAI San Siro per gli I-days 2024

Articolo di Philip Grasselli | Foto di Andrea Ripamonti

L’altro giorno, con i Bring Me the Horizon, il clima è stato decisamente clemente in termini di temperatura, ma con questo live acqua e sali minerali sono la chiave per un caldo massacrante, con l’indice di calore che ha toccato anche i 39°C. Ciò però non ha frenato un’ondata più grande di persone nel recarsi all’Ippodromo SNAI “San Siro” di via Diomede a Milano: una fiumana di più di trentacinquemila persone ha avuto modo di assistere al revival pop punk più importante di quest’anno in Italia. Da qualche mese questa data era sold-out e si vede!

Simple Plan: il grande ritorno dopo il sold-out al Fabrique di gennaio

A gennaio i Simple Plan erano già venuti a Milano, al Fabrique, per una data andata istantaneamente sold-out appena annunciata: dopo sette anni, infatti, la band canadese torna ben due volte nel capoluogo meneghino.

Simple Plan in concerto agli I DAYS 2024 di Milano foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

La scaletta è pressoché simile a quella data, ma vedere il loro pop punk nel più consono assetto estivo è proprio un’altra cosa: sentire “Welcome to My Life” così è un tuffo alla compilation blu del Festivalbar 2005. Sì, proprio quella in cui nascevano i Kasabian con “L.S.F. (Lost Souls Forever)”, o trovavi “I Just Wanna Live” dei Good Charlotte, o ancora “Marmellata #25” di Cesare Cremonini. Se non vi ricordate bene, date un’occhiata alla playlist clamorosa di quei due dischi perché vi scenderà la lacrimuccia, cari Millennials!

Tell me how to get back to

Back to summer paradise with you

And I’ll be there in a heartbeat (heartbeat)

Oh-oh

Simple Plan – Summer Paradise (2011)

Subito dopo un inno degli anni 2010: “Summer Paradise”, che abbiamo visto nelle versioni con Sean Paul o con K’naan. Il sole delle 18:30 che va a regalare un mix perfetto tra la terra arida e rovente dell’Ippodromo, ma anche un cielo azzurro da concerto sulla spiaggia. Peccato appunto ci fossero afa e zanzare a manetta a rovinare quest’atmosfera idilliaca. Amen, è stata una figata pazzesca comunque.

Anche perché un brano successivo al medley tra “All Star” degli Smash Mouth (grazie Steve Harwell!), e “Mr. Brightside” dei The Killers, ha come protagonisti dei personaggi travestiti da Scooby Doo e in quel momento non avrei voluto immaginare di essere nei panni di chi scorrazzava sul palco con il clima accomodante del milanese di luglio.

Simple Plan in concerto agli I DAYS 2024 di Milano foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

Il cavallo di battaglia di Avril Lavigne è che sono tutte hit

Alle 20:00 parte il secondo live, quello forse della mia unica e dichiarata crush della mia vita: Avril Lavigne. La cantante canadese è in splendida forma e porta una scaletta molto simile al suo concerto che fece al Mediolanum Forum di Assago il 24 aprile 2023, che molti di noi si ricordano perché era stato posticipato ben tre volte (prima al Fabrique, poi allo Spazio Lorenzini, poi al Forum).

Tornando al live, un lungo cambio palco di un’ora ha permesso ad Avril Lavigne e alla sua band di avere uno spazio tutto loro, con questi quadratoni con la cornice rosa e un mini-ledwall e l’immancabile teschio racchiuso da un cuore, simbolo dai tempi di “The Best Damn Thing” del 2007.

Avril Lavigne in concerto agli I DAYS 2024 di Milano foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

La sua scaletta è stata di sole hit, con un netto sbilanciamento verso i suoi primi tre album, quelli che l’hanno davvero resa famosa in tutto il mondo, sia dal punto di vista di immagine, ma anche di critica.

Hey, hey, you, you!

Parte con il cavallo di battaglia chiamato “Girlfriend”, un inno pop-punk nel mondo della prima ondata emo, per poi spostarsi subito a “What the Hell”, del periodo dello zampino di Chad Kroeger nella produzione. Il primo momento coro da stadio, con “Complicated”, è accompagnato anche da porzioni di video dell’oramai lontanissimo 2002, quando una spensierata Avril Lavigne mischia la sua vita da skater con quella da casinista da centri commerciali. Mamma mia, i brividoni.

Avril Lavigne agli I-Days 2024
Avril Lavigne in concerto agli I DAYS 2024 di Milano foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

Un caleidoscopio di emozioni si susseguono perché un mix tra brani di “Under My Skin” e, appunto, “Let Go”, ci fanno volare ai tempi oramai andati di TRL. Da quel marzo 2003 in cui mi trovavo in piazza Duomo perché l’artista canadese era ospite nella terrazza appena di fianco a quella Aperol, con Giorgia Surina in conduzione e Marco Maccarini tra il pubblico. O sempre quando cantava “Don’t Tell Me” a Festivalbar 2004 (e non in playback…). Va beh, basta, se no qui mi emoziono troppo…

Verso la fine, dopo la cover di “All the Small Things”, Avril Lavigne canta anche due singoli del suo ultimo album, “Love Sux”, il migliore album, a mia detta, dai tempi di “The Best Damn Thing”, per poi chiudere con l’emblema: “Sk8er Boi”.

Le due Avril e le due ballad: 2002 e 2017 a confronto

God, keep my head above water

Don’t let me drown, it gets harder

I’ll meet you there at the altar

As I fall down to my knees

Don’t let me drown, drown, drown

Avril Lavigne – Head Above Water (2017)

L’encore è dedicato alle ballad, una di età più matura, “Head Above Water”, un excursus post-malattia di Lyme e poi una della gioventù, ma intramontabile: “I’m With You”, dove cori, luci dei cellulari, accendini e occhi lucidi si fondono in una scenografia aumentata rispetto a quella del palco.

Avril Lavigne in concerto agli I DAYS 2024 di Milano foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

Unica macchia di questo live è che spesso le backing vocals sovrastavano completamente la voce di Avril Lavigne, a coprire imperfezioni su acuti e un peccato perché comunque le capacità canore sono comunque ben provate (tipo in “Losing Grip”).

Sum 41: il saluto definitivo ai milanesi

Il momento più atteso è proprio quello del saluto finale, con postilla, della band canadese (sì, questa data è il dominio più totale del Canada): Deryck Whibley, Dave Baksh, Jason McCaslin, Tom Thacker e Frank Zummo.

Signore e signori: i Sum 41 agli I-Days, che ritornano dopo poco più di un anno da un live intimo al Carroponte a Sesto San Giovanni, per dare un ultimo inchino su Milano davanti a più di 35mila spettatori. Il pubblico ha risposto benissimo all’appello, tra mosh pit, birre lanciate e corna del rock and roll rivolte verso il cielo come se piovessero.

Tra l’altro, unica piccola parentesi di gossip: quanto è stato 2006 vedere nella stessa line-up Avril Lavigne e Deryck Whibley dei Sum 41? I commenti, però, ce li teniamo per noi…

Deryck Whibley dei Sum 41 agli I-Days
SUM41 in concerto agli I DAYS 2024 di Milano foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

Moshpit ne abbiamo?

“Oi, oi, oi, oi, oi, oi, oi, oi” tutti insieme perché parte la registrazione di “T.N.T.” degli AC/DC, è il preludio di quello che sarebbe diventato poi: un grandissimo allenamento cardio collettivo da crampi ai polpacci. Dopodiché inizia la festa vera e propria, da “Motivation” e il mitico “The Hell Song” con il (quasi) inossidabile Deryck Whibley che ogni volta ci ricorda il tempo trascorso (“Twenty-two fucking years”). E ogni volta noi rispondiamo “Dai, basta infierire per favore!”.

Intanto si creano numerosi moshpit lungo tutto l’Ippodromo, sfidando l’afa della Pianura Padana suon di spintoni e di grandi sorrisi che davvero ci fanno dimenticare gli sbattimenti del martedì. Se c’è una cosa certa, appunto, è il tasso elevatissimo di spensieratezza che intercorre specialmente tra noi Millennials: uscire da due concerti-revival ed entrare in un altro ancora più grande e caciarone è una sfida all’ultimo sangue (per non riesumare gli acciacchi, certo).

Deryck Whibley, Dave Baksh, Tom Thacker e Cone McCaslin dei Sum 41 agli I-Days
SUM41 in concerto agli I DAYS 2024 di Milano foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

“Heaven :x: Hell”: l’album di fine carriera che è davvero un capolavoro

You said you did it for the dopamine

You didn’t mean to leave me so fucked up

You did it for the dopamine

And could it be that I’m just not enough?

Simple Plan – Dopamine (2024)

Ma se c’è una cosa che la band è riuscita perfettamente a integrare è stata l’inclusione di quattro brani tratti dal doppio disco uscito il 29 marzo 2024, “Heaven :x: Hell”, che mischia il loro pop-punk delle origini nella parte “Heaven” con un tocco decisamente più heavy metal nel rovescio della medaglia di “Hell”. Il primo brano, “Dopamine” è proprio una riflessione riguardo il neurotrasmettitore per eccellenza rilasciato in caso di gratificazione, associato però all’abuso della “sostanza” per soddisfazioni temporanee. Dopodiché “Landmines”, “Preparasi a salire” (secondo me c’è un bell’errore di battitura nel titolo originale) e “Rise Up” vanno a completare il quartetto di revival-non-revival, come in un continuum con il repertorio più classico.

Frank Zummo dei Sum 41 agli I-Days
SUM41 in concerto agli I DAYS 2024 di Milano foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

Deryck Whibley in certi momenti era visibilmente commosso dalla risposta del pubblico che, dopo quasi trent’anni di carriera, sono a godersi un loro live come avessero tutti tra i sedici e i vent’anni. Soprattutto nel finale, quando si congeda e ringrazia la folla, con la postilla della data di Bologna, all’Unipol Arena, del 16 novembre 2024.

Seeeeee, vi piacerebbe eh? Non abbiamo mica finito qua…

Come sintomo che da quel palco non si vogliono schiodare, il bis, non previsto dalla scaletta ufficiale, che ha colto di sorpresa il pubblico uscente.

“You thought we were fucking done, huh?”

Deryck Whibley al pubblico che stave già scappando non appena è partita la musica dal palco, tipica di chiusura di un concerto

E da lì parte, secco, “Summer”: un augurio a tutti noi di goderci l’estate e un grande inchino collettivo nei confronti dei 35mila presenti. Come non ricambiare? Come?

Clicca qui per vedere le foto dei Sum 41, di Avril Lavigne e dei Simple Plan all’Ippodromo SNAI San Siro di Milano (o scorri la gallery qui sotto).

SUM41

SIMPLE PLAN – La scaletta del concerto all’Ippodromo SNAI San Siro di Milano

I’d Do Anything
Shut Up!
Jump
Jet Lag
Addicted
Welcome to My Life
Take My Hand
Iconic
Summer Paradise
All Star/Mr. Brightside (medley)
What’s New Scooby Doo?
Where I Belong
I’m Just a Kid
Perfect

AVRIL LAVIGNE – La scaletta del concerto all’Ippodromo SNAI San Siro di Milano

Girlfriend
What the Hell
Complicated
Here’s to Never Growing Up
Hot
My Happy Ending
He Wasn’t
Losing Grip
All the Small Things (blink-182 cover)
Bite Me
Love It When You Hate Me
Sk8er Boi

Encore

Head Above Water
I’m With You

SUM 41 – La scaletta del concerto all’Ippodromo SNAI San Siro di Milano

Motivation
The Hell Song
Over My Head (Better Off Dead)
No Reason
Underclass Hero
Some Say
Landmines
Dopamine
We’re All to Blame
Walking Disaster
With Me
Makes No Difference
Smoke on the Water/Seven Nation Army (medley)
Pieces
Preparasi a salire
Rise Up
In Too Deep
Fat Lip
We Will Rock You (Queen cover)
Still Waiting

Encore

Summer

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Se non parlo di musica, parlo di sport. Se non parlo di sport, parlo di ingegneria. Se non parlo di ingegneria, parlo di meme. Se non parlo di meme è perché dormo.

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