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Reportage Live

SKUNK ANANSIE: grazia e potenza al No Borders Music Festival

Skunk Anansie | Foto di Simone di Luca

Perfino l’imprevedibile meteo tarvisiano alla fine si è inchinato alla performance degli Skunk Anansie, saliti sul palco del No Borders Music Festival in un sabato 22 luglio che minacciava abbondante pioggia e che invece è stato benedetto dal capolino del sole (a cui Skin prima di lasciare il palco rivolge un ringraziamento con le mani in preghiera).

Un live in acustico intimo e perfetto in ogni sua sfumatura che ha regalato ai quattromila presenti un’esperienza a dir poco indimenticabile, complice lo scenario mozzafiato dei Laghi di Fusine raggiunti dai più volenterosi in circa quaranta minuti di camminata (perché le cose belle, si sa, vanno conquistate).

Skunk Anansie | Foto di Simone di Luca

Grave errore credere che la versione unplugged di brani incisivi come Charlie Big Potato o Twisted potesse affossarne la potenza: ciò che accade è l’esatto contrario. La grazia iconica sfoderata da Skin (in completo spezzato kimono + pantaloni da motocross), unita alla versione super-funk di Cass Lewis, Mark Richardson ed Ace, crea una ricetta inaspettatamente energica e coinvolgente, pur correndo sempre sul filo dell’eleganza e del garbo.

A supporto di tale risultato va sottolineata la presenza di una splendida Erika Footman alle tastiere e alla seconda voce, da qualche anno l’asso nella manica degli Skunk Anansie, e di una vera e propria chicca: gli elementi della FVG Orchestra, invitati sul palco con Infidelity e voluti proprio da Skin per arricchire una esibizione che ha entusiasmato prima di tutto la band stessa, come dichiara a un certo punto la cantante guardando il suo pubblico e la natura circostante: “We have to say it…this is our favourite gig of the year!”. Come biasimarla.

Skunk Anansie | Foto di Simone di Luca

Da Charity in avanti è tutto un crescendo di prove e riprove che le doti vocali di Skin non sono invecchiate di una virgola (e l’acustico, si sa, è la prova del nove). Professionalità, questa è la parola chiave. Non si risparmia mezzo secondo al pubblico, con cui si confronta di continuo con l’obiettivo di farlo sentire a proprio agio, da perfetta padrona di casa. Introduce God loves only you ricordando la genesi del brano, nato poco più di dieci anni fa dopo una presa di coscienza circa la deriva che il mondo cristiano stava vivendo, con il repentino passaggio dall’amiamoci l’un l’altro come lui ama noi alla repulsione del diverso (con riferimento alla comunità LGBTQ+). La pelle d’oca va via via intensificandosi e quando tocca ai brani più attesi come Weak, I Believed in You o Secretely ci sono lacrime trattenute a forza. Pura magia.

Skunk Anansie | Foto di Simone di Luca

L’atmosfera è così carica di good vibes, complici gli abbondanti “tagli” di vino rosso e bianco che compaiono a più riprese sul palco (d’altronde siamo pur sempre in Friuli), che sembra di suonare tra amici. Sul finale l’umore del variegatissimo pubblico è talmente alto che anche gli intoppi di fine percorso diventano un motivo per divertirsi e sentirsi ancora più vicini a uno dei gruppi sacri del rock britannico nato tra gli anni Novanta e i Duemila, come la memoria di Skin che, non abituatissima ad esibirsi in acustico (lei stessa lo ammette ridendo), gioca uno scherzo subito sapientemente trasformato in gag e la costringe a riprendersi il testo stampato di Hedonism regalato poco prima a una fan (per poi ridarglielo una volta chiuso il pezzo): ebbene sì, incredibile a dirsi ma…è umana anche lei!

Voto 10 al live degli Skunk Anansie ma voto 10 anche al No Borders Music Festival che anno dopo anno si riconferma una delle rassegne più caratteristiche del panorama italiano, non solo per le location in cui si svolge (oltre ai Laghi di Fusine i concerti si tengono nei pressi dell’incantevole Rifugio Celso Gilberti a Sella Nevea) o per l’importante opera di sensibilizzazione sul tema della sostenibilità ambientale, ma anche e soprattutto per la coerenza con cui viene mantenuta la promessa di porsi come contenitore di esperienze musicali eterogenee, senza limiti né preconcetti. Lunga vita al No Borders!

Skunk Anansie | Foto di Simone di Luca

SKUNK ANANSIE – la scaletta del concerto ai Laghi di Fusine

Because of You
I Can Dream
I Hope You Get to Meet Your Hero
Infidelity (Only You) (First time played in a long time)
Charity
100 Ways to Be a Good Girl
I Believed in You
Twisted (Everyday Hurts) (New arrangement, slower)
Secretly
God Loves Only You
Weak
My Ugly Boy
Tracy’s Flaw (First time performed acoustically, first time played in a long time)
You’ll Follow Me Down
Squander

Encore:
Brazen (Weep) (Only Ace and Skin perform this song)
Hedonism (Just Because You Feel Good)
Charlie Big Potato

Cresciuta a ovetti Kinder, Nirvana, Distillers, Run Dmc, Beastie Boys, Spice Girls (ebbene sì) e Prodigy. Il segreto per la felicità? Birra e un doppio pedale hc in sottofondo.

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